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Come funziona un corso di rieducazione stradale

Come funziona un corso di rieducazione stradale
I corsi di rieducazione stradale possono essere facoltativi, per recuperare i punti persi della patente, ma anche obbligatori, a seguito del ritiro o sospensione della patente. Temi centrali: la sicurezza e l'educazione civica.

IN QUESTO ARTICOLO

I corsi di rieducazione stradale sono percorsi formativi volti a sensibilizzare sui rischi, le norme e i comportamenti responsabili alla guida.

RIEDUCAZIONE STRADALE

I corsi si svolgono in presenza e trattano la sicurezza, la gestione delle emozioni e le conseguenze degli incidenti. Non sono una semplice ripetizione delle norme, ma intervengono sulla psicologia del conducente.

Tema centrale è la sicurezza e percezione del rischio, analizzando concetti come i rischi legati alla velocità e allo stato psicofisico (grande attenzione viene posta al consumo di sostanze). Al centro anche l’educazione civica, e la responsabilità verso le vittime della strada.

Possono essere essenzialmente di due tipi diversi.

CORSI PER IL RECUPERO DEI PUNTI

La finalità è la prevenzione. Si frequentano quando la patente è ancora valida ma – a seguito di numerose infrazioni – il punteggio è sceso.

L’obiettivo è evitare di di arrivare a zero punti, cosa che comporterebbe la revisione della patente (rifare l’esame di guida).

Leggi Anche: Come recuperare i punti persi della patente

I corsi si tengono presso le autoscuole autorizzate e i centri ACI, sono facoltativi e non è previsto esame, ma la frequenza è obbligatoria e viene registrata tramite un apposito registro o firma digitale.

Il corso di recupero punti per la patente A e B dura 12 ore e consente di recuperare 6 punti. Per le patenti superiori il corso dura  18 ore per recuperare 9 punti.

CORSI A SEGUITO DEL RITIRO/SOSPENSIONE DELLA PATENTE

In questo caso la finalità è la sanzione e la rieducazione. L’obiettivo è dimostrare il recupero dell’idoneità alla guida o ottenere benefici legali come la Messa alla Prova. Sono obbligatori (o suggeriti dall’avvocato per ridurre la sanzione).

I corsi legati al ritiro o alla sospensione della patente non sono gestiti da un unico ente, ma dipendono dal motivo del provvedimento e dal percorso da intraprendere.

In caso di ritiro per guida in stato di ebbrezza (Art. 186) o sotto l’effetto di stupefacenti (Art. 187) spesso è prescritta la partecipazione a corsi di sensibilizzazione sui rischi dell’alcol e della droga. Questi incontri sono tenuti da medici, psicologi o personale sanitario.

Se il ritiro della patente rientra in un procedimento penale e viene chiesta la Messa alla Prova, i corsi o le attività rieducative sono gestiti dall’Uepe (Ufficio di esecuzione penale esterna), che pianifica il percorso e monitora lo svolgimento.

Organizzazioni di volontariato come l’Associazione Familiari e Vittime della Strada o del terzo settore come la Croce Rossa tengono corsi specifici (ad esempio il percorso “Ruote Sicure”) validi per il tribunale.

Cos’è la Messa alla Prova

La Messa alla Prova (Map) consente l’estinzione del reato dopo un percorso di recupero. Se il percorso va a buon fine, il reato si estingue completamente.

Il programma viene concordato e approvato da un giudice. Include solitamente prescrizioni comportamentali (come l’astensione totale dal consumo di alcolici) e attività riparative come la partecipazione a percorsi educativi quali i corsi di rieducazione stradale.

Spesso permette di ottenere il dimezzamento del periodo di sospensione della patente stabilito dal Prefetto e può evitare la confisca definitiva del mezzo.

È un beneficio utilizzabile una sola volta nella vita e non può essere richiesta se il reato ha causato un incidente stradale con lesioni gravi o morte.

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