ZF Friedrichshafen, uno dei maggiori fornitori mondiali di componentistica auto, ha annunciato un ridimensionamento del 25% della propria forza lavoro nella divisione motori.
Attualmente, ZF impiega circa 30.000 persone nella divisione Powertrain Technology che produce componentistica per motori elettrici, convenzionali e ibridi.
Gli esuberi sono concordati con il consiglio di fabbrica e il sindacato metalmeccanico Ig Metall, all’interno di un programma con orizzonte temporale al 2030.
L’azienda prevede di tagliare fino a 14.000 posti di lavoro in Germania entro la fine del 2028, su 50.700 dipendenti.
LE RAGIONI DELLA CRISI
Secondo quanto dichiarato dalla stessa ZF, il ridimensionamento è dovuto all’elevato indebitamento generato da recenti acquisizioni (ammortizzazioni e sospensioni TRW e lo specialista dei freni Wabco) e a una domanda di veicoli elettrici molto al di sotto delle previsioni.
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La situazione di crisi non riguarda soltanto ZF Friedrichshafen ma l’intero comparto della componentistica, come anche Bosch che prevede tagli a livello globale e 10mila licenziamenti.
La divisione Driveline di ZF, che include propulsori elettrici, ibridi e motori a combustione, è considerata poco competitiva. Soffre sia per il ritardo nell’adozione su larga scala della mobilità elettrica sia per gli alti costi e i margini risicati delle trasmissioni tradizionali.
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