Il mercato europeo delle autovetture archivia marzo 2026 con una crescita robusta e diffusa fra i Paesi (28 su 31), attestandosi a 1.581.169 immatricolazioni, in aumento dell’11,1% rispetto alle 1.423.021 unità dello stesso mese del 2025.
Un risultato che consolida la tendenza positiva già emersa nei mesi precedenti e che porta il bilancio del primo trimestre a 3.521.110 immatricolazioni, con un incremento del 4,1% sulle 3.382.334 del corrispondente periodo dello scorso anno, pur restando ancora al di sotto del 15,1% rispetto ai livelli del 2019.
Il Direttore Generale Andrea Cardinali sottolinea che: “Secondo il più recente rapporto ACEA sui benefici fiscali e gli incentivi per le auto elettriche, pubblicato a metà aprile, le agevolazioni fiscali per i veicoli aziendali a trazione elettrica rappresentano un potente strumento per accelerare l’elettrificazione delle flotte, tant’è che ben 18 Stati membri dell’Unione Europea le hanno adottate, con modalità differenziate tra loro. Tra i principali mercati, la Germania interviene con l’ammortamento accelerato che, insieme alla detraibilità IVA al 100% in linea con la disciplina comunitaria, si traduce in un costo per l’azienda inferiore del 40% rispetto all’Italia. Il Regno Unito applica aliquote fiscali preferenziali per le BEV, la Spagna l’ammortamento accelerato. In questo contesto, risalta in modo preoccupante la totale assenza di misure dedicate alle auto aziendali in Italia, unico fra i cinque Major Market europei a non averne.”
Cardinali evidenzia come sia necessario un intervento politico non più rimandabile: “L’adozione delle proposte che UNRAE da tempo sottopone alle Istituzioni costituirebbe un passaggio decisivo per coniugare il raggiungimento degli obiettivi ambientali con il rafforzamento della competitività del sistema produttivo, sostenendo al contempo l’innovazione tecnologica e il rinnovamento del parco circolante”.
Ecco l’elaborazione mensile di Unrae.
Le immatricolazioni auto in Europa a marzo 2026
Nel mese di marzo tutti i principali mercati europei registrano un segno positivo:
- la Germania guida la classifica con un balzo del 16,0%,
- Francia a +12,9%,
- Spagna a +11,7%,
- l’Italia si attesta a +7,6%,
- il Regno Unito segna un +6,6%, totalizzando il miglior risultato in volume per il mese di marzo dal 2019, grazie al cambio targa semestrale.
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Sul fronte delle vetture ricaricabili, il mese di marzo conferma l’Italia in ultima posizione fra i maggiori mercati dell’Unione per quota di auto ricaricabili (ECV), con una penetrazione complessiva del 17,2%, di cui l’8,7% riferito alle vetture elettriche a batteria (BEV) – con un terzo del totale concentrato su un unico marchio – e l’8,5% alle ibride plug-in (PHEV).
Il divario rispetto agli altri mercati rimane considerevole:
- la Germania raggiunge una quota ECV del 34,2% (BEV 24,0%, PHEV 10,2%),
- il Regno Unito del 35,6% (BEV 22,6%, PHEV 13,0%),
- la Francia del 33,2% (BEV 28,5%, PHEV 4,7%),
- la Spagna del 20,5% (BEV 9,1%, PHEV 11,4%).
A livello europeo aggregato, le auto ricaricabili rappresentano il 31,8%, con le BEV al 21,8% (+4,7 punti rispetto all’anno precedente) e le PHEV al 10,0% (+1,6 p.p.); escludendo il dato italiano, la quota BEV sale al 23,5%.
L’analisi del primo trimestre 2026 restituisce un quadro analogo: l’Italia si colloca nuovamente all’ultimo posto tra i principali mercati per diffusione dei veicoli ricaricabili, con un’incidenza complessiva del 16,2% (BEV 7,9%, PHEV 8,3%). Il confronto con i partner europei evidenzia distanze significative: Germania con ECV al 33,7% (BEV 22,8%, PHEV 10,9%), Regno Unito al 35,2% (BEV 22,4%, PHEV 12,8%), Francia al 32,8% (BEV 27,9%, PHEV 4,9%) e Spagna al 21,0% (BEV 9,1%, PHEV 11,9%).
Nel complesso del mercato europeo, le ricaricabili, tra elettriche pure e ibride alla spina, raggiungono il 30,7% di quota, con le BEV al 20,6% (+3,6 p.p.) e le PHEV al 10,1% (+2,2 p.p.); al netto dell’Italia, la quota BEV sale al 22,6%.
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