Nella giornata di martedì 14 luglio è al vaglio al Consiglio dei ministri il disegno di legge annuale sulla concorrenza. Accanto a una stretta sul telemarketing nel settore delle telecomunicazioni, il provvedimento si concentra su temi legati alla mobilità: da una riforma della distribuzione dei carburanti alla delega al governo per la revisione della disciplina dell’assicurazione RC Auto.
Le colonnine elettriche saranno obbligatorie
Non una mossa che riguarda il caro carburanti, ma una strategia che punta a renderne la distribuzione più trasparente. La bozza del ddl presentata in Consiglio dei ministri prevede una stretta sui controlli relativi agli impianti di distribuzione, anche in ottica antimafia, con rilascio dell’autorizzazione “subordinato alle verifiche in materia di documentazione antimafia”.
Se il ddl sarà approvato, il titolo autorizzativo potrà essere rilasciato esclusivamente a quei soggetti che dimostrano di possedere “la capacità tecnico-organizzativa ed economica necessaria a garantire la continuità e la regolarità” del servizio e a coloro che non sono colpevoli di frodi, delitti e cause di esclusione automatica dai contratti pubblici. Le imprese distributrici dovranno inoltre applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro ai dipendenti e rispettare le norme in materia contributiva, “previa esibizione del documento unico di regolarità contributiva (Durc)”.
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Attenzione anche alla mobilità green. A partire dal 2028, gli impianti per operare dovranno garantire la distribuzione anche di carburanti alternativi. In questo caso l’aiuto statale sarà concreto: concessi incentivi pari a 112 milioni di euro in 3 anni per l’installazione di colonnine di ricarica elettrica e la distribuzione di biocarburanti.
Stretta sull’RC Auto
Il nuovo ddl concorrenza punta anche alla riduzione delle polizze RC Auto, mai elevate come negli ultimi anni. Se il provvedimento diverrà legge, verrà concessa una delega al governo per “correlare il costo del premio al rischio effettivamente assunto dall’impresa”, rafforzare il contrasto alle frodi e all’evasione dell’obbligo assicurativo e rendere più efficiente il sistema di risarcimento diretto.
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Forse anche a seguito della denuncia Antitrust, la riforma prevede anche una revisione del sistema bonus/malus, che dovrà basarsi “su una più ampia disponibilità di informazioni e su metodologie di valutazione del rischio maggiormente evolute, in modo da meglio valorizzare i comportamenti di guida virtuosi e ridurre il peso relativo di alcune variabili indirette, e in particolare quella territoriale, stimolando ulteriormente la competitività fra le imprese a vantaggio degli assicurati”.
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