La nuova proposta legislativa dell’Unione Europea per rivedere il regolamento sulle emissioni di Co2 – si dice, in un’ottica di maggiore neutralità tecnologica – arriva il 10 dicembre. Ma l’Italia si è portata avanti e, il 12 novembre 2025, ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che consente, chiaramente e con un preciso regolamento, la trasformazione dei motori diesel per poter utilizzare i biocarburanti.
Il decreto a favore dei biocarburanti diesel
Si intitola didascalicamente ‘Procedure per l’omologazione e l’installazione di sistemi di trasformazione su veicoli a motore ad accensione spontanea per consentire l’utilizzo di biocarburanti nel sistema di propulsione originale’. È il decreto, cioè, con cui il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti stabilisce l’omologazione dei motori tradizionali.
Le regole stabiliscono quali veicoli diesel possono installare i sistemi che permettono l’utilizzo di biocarburanti come l’HVO e altri derivati, i controlli da superare e le metodologie di certificazione. La procedura costerà di certo meno dell’acquisto di una nuova auto elettrica, ma il prezzo dell’installazione non è ancora stato diffuso. Così come non si sa quali e quante officine si attrezzeranno e quanto sarà capillare la distribuzione dei biocarburanti.
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Il BiodieselKit, che permette ai motori a gasolio di funzionare con biodiesel puro è già progettato da un’azienda italiana, la ReFuel Solutions di Modena. Il dispositivo è compatibile con tutte le generazioni di veicoli diesel in circolazione e di nuova immatricolazione e compatibile con i requisiti di omologazione previsti dal recente decreto ministeriale.
Un cambio di rotta, l’Ue seguirà?
Quanto davvero cambierà con il nuovo decreto non è ancora dato sapersi, di certo rappresenta un importante cambio di rotta. Il Governo sembra tirarsi indietro dall’elettrificazione forzata e invece di cambiare con qualcosa di nuovo, prova a rendere più pulito quel che già c’è. L’Italia d’altronde è tra i paesi europei più tradizionalmente legati al diesel, specie nel settore del trasporto su strada.
Non si tratta, tuttavia, di greenwashing. I biocarburanti possono davvero rappresentare un’alternativa valida all’elettrificazione. La conversione ai biocarburanti può ridurre le emissioni di Co2 fino al 90% – così come riportato da ANSA – e, nel caso del biodiesel Fame B100, abbattere il particolato fino al 60% rispetto al diesel fossile.
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