Sfruttare la psicologia per far rispettare i limiti di velocità agli automobilisti. È questa l’ultima frontiera del traffic calming, l’insieme di sistemi pensati per aumentare la sicurezza stradale diminuendo la velocità dei veicoli. Tra le soluzioni più recenti spuntano i cosiddetti denti di drago, piccoli triangolini disegnati sull’asfalto che, grazie a un semplice effetto ottico, sono persino più efficaci di dossi e autovelox.
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Cosa sono e come funzionano i denti di drago
I denti di drago sono una serie di triangoli bianchi, affiancati alle strisce bianche per circa 30 metri, dipinti ai lati della corsia con dimensioni progressivamente crescenti. Avvicinandosi al punto critico, chi guida ha l’impressione che la carreggiata si restringa ed è così portato istintivamente a ridurre la propria velocità. Vengono posizionati in prossimità di punti critici della viabilità, passaggi pedonali e tratti con alta incidentalità.
Si tratta di un’illusione ottica. La conformazione stradale non subisce alcuna modifica ma grazie alla creazione di un effetto tunnel, e all’impressione che la strada diventi più stretta, l’attenzione aumenta e i driver rispondono con una spontanea decelerazione.
In Spagna sono già diventati legge
Il primo Stato europeo a sperimentare i denti di drago è stata la Spagna. Il test è iniziato nel 2021 sulla N-122 a Nava de Roa, in provincia di Burgos. I risultati dell’esperimento sono stati positivi e, a partire dal 1° luglio 2025, los dientes de dragón sono entrati nel catalogo nazionale ufficiale delle marcature stradali con il codice M-81.
È la seconda innovazione in termini di sicurezza stradale approntata dalla Spagna, dopo l’addio al triangolo a favore di una spia luminosa e connessa con il Gps ai servizi di emergenza e assistenza.
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Ma i denti di drago funzionano davvero?
Secondo la Dirección General de Tráfico (DGT) spagnola, i denti di drago hanno ridotto la sinistrosità delle zone in cui sono stati posizionati del 25%. In Messico, riporta uno studio di Transportation Research Record, i triangolini sull’asfalto hanno portato a riduzioni della velcità fino a 12 km/h rispetto alle strade con altri tipi di segnaletica.
D’altro canto, una prova con simulatore condotta in Spagna dal Journal of Safety Research non ha segnalato una riduzione della velocità statisticamente significativa. Non tanto quanto si registra, ad esempio, con i dossi. Non si può tuttavia negare che i denti di drago rappresentino una soluzione più sicura e gentile sulle sospensioni di automobili e moto e che si offra come uno strumento utile in quei casi in cui non è possibile modificare la conformazione della strada.
Il problema con gli Adas
Un ultimo dubbio sorge riguardo i denti di drago: come li considerano gli Adas pensati per individuare le linee che delimitano la corsia, come il lane assist? Non è stata compiuta alcuna prova a riguardo. E, nonostante i sistemi più evoluti dovrebbero essere in grado di distinguere tra le diverse tipologie di marcatori, il punto interrogativo resta.
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