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Dongfeng potrebbe costruire le sue auto negli impianti (italiani) di Stellantis

Dongfeng potrebbe costruire le sue auto negli impianti (italiani) di Stellantis
Rumors riguardo una futura unione tra Stellantis e Dongfeng per ravvivare la produzione degli impianti europei e arginare i dazi sull'importazione di auto dalla Cina. L'ispirazione? La partnership (di grande successo) con Leapmotor. Ecco cosa sappiamo.

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Visto il successo con Leapmotor, Stellantis potrebbe tentare di replicare: gli impianti europei del colosso franco-italiano infatti potrebbero essere messi a disposizione della cinese Dongfeng, in cerca di stabilimenti entro i confini comunitari per aggirare i dazi e accorciare la propria filiera.

Una partnership industriale, sulla falsariga di quella con Leapmotor (anch’essa cinese e oggi in cima alle classifica di vendita ogni mese), che renderebbe tutti felici: da un lato Stellantis riuscirebbe a ridurre i costi fissi delle fabbriche ben lontane dalla propria saturazione produttiva, soprattutto in Italia e in Germania; dall’altro Dongfeng potrebbe come detto arginare la tassazione all’import dalla Cina e rendere così ancora più competitivi i propri prezzi.

Per ora si tratta solo di rumors, ma una possibile collaborazione potrebbe fruttare ad entrambi i Gruppi.

L’esempio di Leapmotor, regina di vendite tra i brand Stellantis

Se quello con il primo brand cinese della galassia Stellantis sarà il modello sul quale costruire le prossime collaborazioni con l’Asia, capiamo innanzitutto come funziona questa partnership.

Dal 2023, con un investimento dal valore di 1,5 miliardi di euro, Stellantis è diventata azionista di Leapmotor, con quasi il 20% di partecipazione e il diritto di nomina di 2 componenti del CdA. Quotata alla Borsa di Hong Kong, il brand è stato fondato nel dicembre 2015 dal magnate del settore elettronico Zhu Jiangming. La sede è a Hangzhou, uno dei centri economici più importanti della Cina, strettamente collegato a Pechino.

Prima di conoscere il gruppo europeo, Leapmotor aveva già strtto una partnership con una delle “5 sorelle” dell’auto cinese: con FAW, che a sua volta collabora con Volkswagen e in joint venture con Toyota e General Motors.

Oggi Stellantis possiede il 51% della joint-venture e ha i diritti esclusivi di commercializzazione dei modelli fuori dalla Cina. Non solo: nei prossimi mesi potremmo anche vedere una vera e propria commistione tra i due brand con al centro la tencologia Range Extended.

Il REEV Ldi eapmotor potrebbe finire su alcuni modelli di Citroën, Peugeot e Opel, in particolare su quelli costruiti su architetture STLA, predisposte per l’elettrico e per l’ibrido, e Smart Car, piattaforma destinata ai modelli economici, attualmente impiegata da Citroen e Fiat, dalla C3 alla Grande Panda, fino alla C3 Aircross e Opel Frontera.

Piattaforme con lo spazio necessario ad alloggiare anteriormente un motore termico, offrire lo spazio per batterie dal dimensionamento simile a un’ibrida plug-in e, al retrotreno, alloggiare il motore elettrico.

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