Lo scorso 10 dicembre, la Commissione europea ha presentato il cosiddetto pacchetto automotive: una serie di iniziative con il fine di equilibrare la transizione energetica alle reali esigenze del mercato. Tra queste, si trova il dossier denominato “made in Europe”, per agevolare – tramite incentivi e sussidi – coloro che prediligono l’utilizzo di componentistica prodotto all’interno dell’Unione. Si tratta di uno dei punti più interessanti per il settore, ma la cui attuazione non ha ancora una data certa.
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Il dossier “made in Europe”
Il dossier interno al più ampio pacchetto automotive dovrebbe stabilire le regole entro le quali attuare il concetto di “preferenza europea”, premiando con l’accesso ai finanziamenti comunitari l’impiego di componenti realizzate in Europa. Si tratta di una norma che non abbraccia esclusivamente l’automotive, che resterebbe tuttavia uno dei settori che più ne trarrebbero vantaggio.
In assenza di chiare normative europee, i singoli Stati rinunciano a iniziative rivolte alla diffusione delle auto elettriche nel territorio nazionale. Basti pensare alla Germania che ha sì approvato nuovi incentivi, ma è stata costretta a rinviare l’introduzione di vantaggi specifici per le auto made in Europa proprio a causa della mancanza di una cornice normativa comunitaria chiara.
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Rimandato a fine febbraio?
Stando a un documento della Commissione europea, la proposta potrebbe essere presentata il prossimo 25 febbraio, seppur non vi sia alcuna conferma. Inizialmente, la proposta del “made in Europa” si sarebbe dovuta trattare a fine 2025, in seguito si è deciso per metà gennaio 2026 e poi ancora per il 29 gennaio. Infine, il vicepresidente della Commissione Stéphane Séjourné ha rinviato il tutto a data da destinarsi.
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