Nel mondo delle flotte aziendali stare al passo con l’innovazione non è più un vantaggio competitivo: è una necessità. Elettrificazione, telematica, sistemi ADAS, dati e nuove forme di mobilità si susseguono a un ritmo sempre più serrato, trasformando profondamente il ruolo del fleet manager. In questo contesto, momenti strutturati di aggiornamento e formazione pratica diventano strumenti indispensabili.
Ne sono convinti i fleet manager di Best Mobility, che hanno preso parte a “Drive the Change: Fleet & Mobility Management”, organizzato da LabSumo e dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility, con il patrocinio di Aniasa, Best Mobility e UNRAE, che ha riunito professionisti del settore tra l’8 e il 9 giugno, prima al Politecnico di Milano (Bovisa) e poi alla Pista ACI Vallelunga di Lainate.
Perché la formazione e i test drive sono fondamentali per un fleet manager
Due giornate intense: la prima dedicata all’analisi delle tendenze e delle tecnologie che stanno ridefinendo la gestione delle flotte, con la presentazione dei risultati di uno studio condotto su oltre 100 fleet manager; la seconda orientata alla pratica, con workshop, attività verticali e prove sul campo per toccare con mano ciò di cui si era parlato.
A sostenere l’evento di formazione del 9 giugno sono state quattro Case auto che della mobilità aziendale hanno fatto un pilastro nella propria market share: Audi, Hyundai, KIA e Volkswagen. I Fleet Manager presenti hanno anche avuto l’occasione di provare la guida autonoma di Tesla.
“Queste occasioni sono importanti per noi che gestiamo le flotte – spiega Massimiliano Piazza – Siamo sempre a disposizione dei nostri driver, che ci rivolgono anche domande molto tecniche. Momenti come questi, che si tratti di sessioni formative o di test drive,ci permettono di dare risposte concrete. Noi supportiamo i conducenti non solo nella fase dell’ordine, ma prima e dopo la scelta del veicolo, cercando di offrire quanti più dettagli tecnici possibile. E in questi contesti impariamo davvero tanto”.
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Una visione condivisa da Ida Vetrone, per la quale eventi di questo tipo hanno un valore duplice: “Sono essenziali sia per l’aggiornamento sui prodotti e sulle novità delle case costruttrici, sia, soprattutto, per comprendere concretamente le funzionalità e le tecnologie a bordo dei nuovi veicoli. Il mercato è in continua evoluzione, sempre più veloce, e noi dobbiamo rimanere al passo”.
Lo stesso senso di urgenza emerge dalle parole di Lucilla Lamboglia, che sottolinea come approfittare di questi appuntamenti sia oggi l’unico modo per non perdere terreno: “La tecnologia si aggiorna continuamente e noi, per rimanere al passo, approfittiamo di questi eventi per aggiornarci il più possibile”.
Il messaggio che emerge è chiaro: il fleet manager moderno non può limitarsi a gestire contratti e parco veicoli. Deve essere un professionista formato, aggiornato, capace di orientarsi tra dati, soluzioni di mobilità alternativa e innovazione tecnologica. La formazione continua, in questo senso, non è un’opzione: è parte integrante del mestiere.
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