Il panel dedicato alla transizione elettrica durante “Drive The Change: Fleet & Mobility Management”, l’evento organizzato da LabSumo e dall’Osservatorio Connected Vehicle & Mobility del Politecnico di Milano, con il patrocinio di Aniasa, Best Mobility e UNRAE, ha offerto una fotografia lucida e articolata dello stato dell’arte nell’elettrificazione delle flotte aziendali italiane.
Il panel è stato moderato dal vice direttore di Fleet Magazine Alberto Vita con la partecipazione di Luca Nodari, e-mobility Director di Gewiss, Antonio Pittiglio, Fleet & Remarketing Senior Manager presso Kia Italia, e l’Ing. Vincenzo Vavalà, Sales Director di Audi e Marco Iorio, Direttore Servizi Generali e Risk Management del Gruppo Mediaset e associato Best Mobility.
Flotte aziendali: verso la transizione elettrica
Il punto di partenza è stato un’indagine condotta su fleet e mobility manager, realizzata in collaborazione con il Politecnico, che ha restituito numeri significativi. Il 70% degli intervistati indica nei benefit fiscali la principale motivazione all’acquisto di veicoli ibridi plug-in ed elettrici, mentre il 61% cita anche l’immagine aziendale e il 51% l’interesse per l’innovazione tecnologica.
Un dato che dice molto sulla natura ancora “indotta” di questa transizione: non è il mercato a guidarla spontaneamente, ma un sistema di incentivi e regole che arriva dall’alto. Sul fronte della soddisfazione, però, il quadro è più incoraggiante: oltre il 73% dei manager che hanno già adottato veicoli elettrificati si dichiara soddisfatto o pienamente soddisfatto, con solo il 4% che esprime insoddisfazione.
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Le barriere restano però concrete. Il 55% degli intervistati lamenta un’autonomia delle batterie ancora insufficiente, mentre l’infrastruttura di ricarica inadeguata è segnalata come criticità da una quota analoga. Pesa anche l’impossibilità, per molti driver, di ricaricare a casa — sia per ragioni strutturali legate alle abitazioni, sia per questioni normative legate alla rimborsabilità dei costi energetici. A questi si aggiunge il costo ancora elevato dei veicoli e dell’energia, i tempi di ricarica lunghi e una resistenza culturale da parte di alcuni utilizzatori.
COSA NE PENSANO LE FLOTTE E LE CASE AUTO
Antonio Pittiglio, portavoce di Kia Italia, ha inquadrato il tema con una prospettiva di sistema. Le flotte aziendali, ha sottolineato, sono strategicamente decisive per la transizione: nell’indagine analizzata, l’11% dei veicoli è già full electric e un ulteriore 14% è ibrido, percentuali ben superiori a quelle del mercato privato.

A ciò si aggiunge il tema del parco circolante, con un’età media nazionale sopra i 13 anni, mentre i veicoli aziendali si rinnovano mediamente entro i 60 mesi. Questo rende le flotte un leva fondamentale per accelerare il ricambio. Il responsabile flotte del brand coreano ha però messo in guardia dall’approccio coercitivo: “Meglio opportunità che obbligo”, ha sintetizzato, sottolineando la necessità di interventi fiscali mirati alle aziende, ancora penalizzate da deducibilità e detraibilità insufficienti sui veicoli aziendali.
Sul tema del decreto in discussione al momento anche Vincenzo Vavalà di Audi ha convenuto che la misura, pur producendo effetti a breve termine spingendo le aziende a rinnovare i veicoli termici oltre i cinque anni, non sarà sufficiente da sola. Servono politiche strutturali, non incentivi a sportello bruciati in poche ore, che finiscono per premiare chi avrebbe cambiato auto comunque.
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Parallelamente, il mercato chiede ancora diesel efficienti, berlina premium, veicoli commerciali e persino GPL: togliere opzioni significa rinunciare a clienti reali. Da qui la nascita di Audi for Business, struttura dedicata con oltre 30 partner territoriali capaci di offrire consulenza diretta alle aziende, e la collaborazione con Gewiss per progettare infrastrutture di ricarica anche in contesti complessi come stazioni sciistiche in alta quota.
Proprio Luca Nodari di Gewiss ha spostato il fuoco dal veicolo all’ecosistema. Il problema (o l’opportunità) dell’elettrificazione è che funziona solo se l’infrastruttura è progettata e dimensionata correttamente. Gewiss, azienda elettrotecnica con un portafoglio che spazia dall’energia alla building automation, accompagna i clienti attraverso un approccio consulenziale nato direttamente dall’esperienza di elettrificare la propria flotta interna di circa 1.000 veicoli, con un obiettivo di raggiungere il 70-80% di elettrico entro il 2027 su tutte le sedi europee.
Il caso più concreto e dettagliato è arrivato da Marco Iorio di Mediaset. Il gruppo ha avviato il progetto già nel 2021, con un investimento corposo nell’infrastruttura di ricarica interna che oggi conta 200 stalli elettrificati. La policy orientata all’elettrico è stata introdotta solo due anni dopo, quando l’infrastruttura era già pronta: una sequenza non casuale, che ha reso la transizione fluida e accettata dai driver.
Il risultato è che nel 2026 il 65% della flotta è già elettrica, con un obiettivo del 75% entro diciotto mesi. Il dato più significativo: il 90% dei chilometri percorsi dai driver avviene oggi a impatto zero, grazie alla combinazione di full electric, plug-in e approvvigionamento di energia da fonti rinnovabili. Un modello replicabile, che dimostra come infrastruttura, policy e cultura aziendale debbano muoversi insieme.
Il confronto si è chiuso sul futuro tecnologico dell’ibrido plug-in, con Vavalà e Pittiglio concordi nel ritenere questa motorizzazione non più una soluzione di transizione ma un prodotto maturo a tutti gli effetti, soprattutto nella sua evoluzione verso sistemi “range extended” e super-hybrid capaci di ricaricare la batteria anche in marcia.
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