Ferrari Monza SP1 (e SP2), monoposto stradale sognando gli anni ’50

Icona. Di stile, di prestazioni, di esclusività e ricercatezza. Ferrari Monza SP1 e SP2, le prime specialissime a inaugurare la “collezione”. Sartoriale, non solo per la realizzazione Tailor Made, che è programma di personalizzazione ai livelli più alti proposto a Maranello, ma per quanto offre al di là della tecnica. Al di là del V12 e dell’emozionale configurazione barchetta.

Ferrari Monza SP1

PRESTAZIONI CON STILE

Ad accompagnare i due modelli arriva una linea d’abbigliamento e accessori firmata Loro Piana e Berluti, perché non puoi immaginare di guidare una SP1 (o una SP2, con gradita compagnia accanto) senza calarti nei panni del driver.

Servirà il physique du role per indossare il casco, la tuta (progettata per essere indossata sopra i vestiti), i guanti, la sciarpa, la maglia, tutti accessori a tema con l’epoca alla quale rimandano le due Monza. Gli anni Cinquanta, rigorosamente da corsa. Che per Ferrari furono 166 MM già nel 1948, poi la 750 e la 860 Monza. Barchette da gara specializzate.

Barchetta Ferrari Monza SP1

FERRARI SP1 BARCHETTA MONOPOSTO, SP2 IN COMPAGNIA

Si rifanno allo spirito del tempo, SP1 e SP2, entrambe omologate per circolare su strada. Monoposto la prima, biposto la seconda, grazie alla rimozione del pannello in carbonio – come l’intera scocca –, l’integrazione di un secondo deflettore e, ovviamente, la predisposizione della seconda gobba, con funzioni di roll-bar integrato.

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Alla voce “cupolino” si registra la novità del Virtual Wind Shield, dispositivo brevettato, integrato con la palpebra della strumentazione, che fa da deviatore dei flussi d’aria al di sopra della testa del pilota. È un’ode (anzi, due) alla purezza stilistica il design delle Ferrari Monza.

Ferrari Monza SP2

Linee essenziali, fascianti, con tagli ridotti al minimo sulla carrozzeria, giusto l’essenziale, come sulle portiere, che si aprono con cinematismo verso l’alto e l’esterno, incernierate anteriormente e aprono un varco in direzione del sedile, con l’ampia soglia sottoporta in carbonio da scavalcare.

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Interni di Ferrari Monza SP2

Gli sfoghi d’aria proprio davanti alle portiere, la bocca anteriore, la carrozzeria che fascia i passaruota, sono tutti particolari evocativi del passato. Che si lega alla modernità del presente, della fibra di carbonio a vista nell’abitacolo, della tecnica motoristica, con il motore V12 aspirato più potente mai prodotto a Maranello, il 6.5 litri in configurazione 810 cavalli e 719 Nm di coppia in grado di regalare emozioni ed esperienze estreme.

Motore di Ferrari Monza SP2

La massa è di appena 1.500 kg per Ferrari SP1, 1.520 kg per SP2, frutto degli accorgimenti necessari per accogliere il passeggero. In entrambi i casi, prestazioni esaltanti: oltre i 300 km/h la velocità di punta, riferimento generico (e parecchio) per dire che si andrà ben oltre, senza alcun parabrezza a proteggere, fuorché il casco. Sensazioni da monoposto da gran premio. L’accelerazione registra due passaggi anch’essi di altissimo profilo: 2,9 secondi per lo 0-100 km/h, 7,9 secondi per lo 0-200 km/h.

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