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Flotte 2035 e taglio delle emissioni: la Ue apre gli occhi e vota limiti meno restrittivi

Flotte 2035 e taglio delle emissioni: la Ue apre gli occhi e vota limiti meno restrittivi
Obiettivi più realistici di riduzione delle emissioni per le flotte dalla Commissione Ue. Anche per i Veicoli Commerciali. Ora si attende il voto del Parlamento comunitario

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Con il via libera dato dalla Commissione Trasporti e ambiente, le bozze sugli obiettivi di decarbonizzazione delle flotte e, più in generale, la riduzione delle emissioni dal 2035 per le case auto, procedono verso l’esame del prossimo dicembre, quando è previsto il voto in Parlamento, riunito in sessione plenaria e con la prima lettura indicativamente prevista il 14 dicembre. Da lì seguirà il mandato perché la Commissione negozi con i singoli Stati membri gli obiettivi.

Gli obiettivi per le flotte e cosa cambia rispetto al 2025

Parliamo di risultati da raggiungere e modifiche rispetto alla prima formulazione del testo, presentato nel dicembre del 2025 e successivamente passato da mesi di confronti e interlocuzioni tra politica e portatori d’interessi, dalle case auto ai rappresentati delle categorie coinvolte. 

Il voto favorevole della Commissione Trasporti e Ambiente è arrivato con 89 sì, 29 no e 4 astenuti e le misure interesseranno le auto e i veicoli commerciali immatricolati da persone giuridiche (grandi aziende dei Paesi UE), con più di 250 dipendenti e un fatturato di oltre 50 milioni di euro all’anno.

Ciascun Stato membro avrà la flessibilità sulle misure necessarie per arrivare a una quota di veicoli immatricolati dalle grandi aziende annualmente, a zero o basse emissioni, che spazierà dal 67% nel 2030 al 95% nel 2035. Si tratta di target personalizzati sulle condizioni specifiche di ciascun Stato membro e, riprendendo gli obiettivi presentati un anno fa per le flotte, per l’Italia si prospettava una percentuale del 69% di nuove auto immatricolate a zero o basse emissioni (sotto ai 50 g/km di emissioni di CO2) nel 2030, con il 45% di auto a zero emissioni. Nel 2035 l’obiettivo da raggiungere era stato fissato nel 95% di auto a emissioni zero o basse emissioni, con l’80% di vetture a zero emissioni. 

La bozza di documento votata in Commissione Trasporti e ambiente prevede che gli Stati membri entro il 2028 definiscano e aggiornino piani nazionali per l’incremento della presenza di auto in uso dalle aziende che siano a zero e basse emissioni. Resta confermato l’aspetto delle politiche di incentivo possibili da parte degli Stati membri sulle flotte: dal 2028 non sarà possibile supportare finanziariamente auto e veicoli commerciali che non siano a basse emissioni o emissioni zero e tale eventuale supporto dovrà andare a veicoli fatti nell’Unione europea.

“A partire dal 2028, gli incentivi pubblici saranno concessi solo per i veicoli aziendali a basse emissioni prodotti nell’UE e dopo tre o quattro anni questi veicoli entreranno nel mercato dell’usato, rendendo i veicoli elettrici più accessibili alle famiglie a basso reddito” le parole di François Kalfon, co-relatore per la Commissione su Trasporti e turismo.

Mentre Tiemo Wolken, omologo per la Commissione Ambiente, clima e sicurezza alimentare ha aggiunto:

“Con questa legge garantiamo che le flotte aziendali guidino la transizione verso una mobilità pulita e che i fondi dei contribuenti siano destinati nel modo più efficiente possibile: gli Stati membri dovranno rendere i veicoli puliti, costruiti nell’UE, l’opzione predefinita per le aziende e i lavoratori – un vantaggio per tutti: per il clima, per le finanze pubbliche e per la forza lavoro del settore automobilistico europeo”.

Addio al solo elettrico dal 2035

Nel più ampio contesto dell’industria dell’auto e gli obiettivi sul taglio delle emissioni di CO2, in Parlamento a dicembre verrà votato anche il relativo testo approvato dalla riunione odierna della Commissione Ambiente. Con 48 voti favorevoli, 30 contrari e 2 astenuti, è passato il documento che fissa il taglio delle emissioni di CO2 sulle nuove auto all’87,5%, anziché il 90% fissato un anno fa e, allora, con un 10% di emissioni da compensare mediante l’uso di acciaio verde, prodotto con basse emissioni carboniose.

La nuova, più bassa, soglia di emissioni allo scarico permette definitivamente di poter dire che il piano iniziale della Commissione (von der Leyen-1) di una mobilità dal 2035 esclusivamente a emissioni zero allo scarico (leggi: elettrica) è superato. I costruttori potranno compensare fino al 7,5% delle emissioni di CO2 sfruttando i crediti per l’acciaio verde prodotto in Europa, arrivando così a una soglia del 95% di riduzione delle emissioni. 

Gli obiettivi per i veicoli commerciali

La strategia sul fronte dei veicoli commerciali ha registrato un ritocco degli obiettivi, se possibile, ancor più favorevole e realistico. Entro il 2030 i costruttori dovranno ridurre del 35% le emissioni di CO2, target che era stato fissato al 40% nel testo della Commissione di un anno fa, mentre le normative attuali prevedevano un (irrealistico) -50%. 

Nel 2035 la diminuzione delle emissioni dovrà arrivare all’80% e non più il 100%, con la possibilità di calcolare un 7,5% di crediti per l’uso di acciaio verde.

La grande novità delle auto termiche VEEF equiparate a emissioni zero

Soglie percentuali a parte, un’importantissima misura è stata deliberata dal lavoro della Commissione parlamentare e riguarda la definizione di veicoli che possano funzionare esclusivamente con carburanti rinnovabili o a basse emissioni di CO2. I VEEF – Vehicles running Exclusively on Eligible Fuels faranno parte della nuova definizione di veicoli con emissioni di CO2 allo scarico pari a zero. Vuol dire che, in base a dei criteri da definire sulla tipologia di carburanti da fonti rinnovabili, le auto nuove termiche in grado di funzionare con tali combustibili beneficeranno dello status di vetture a emissioni zero. 

Supercrediti CO2 per le piccole elettriche e quelle efficienti

Un ultimo passaggio del testo approvato in commissione interessa i supercrediti CO2. I costruttori di auto elettriche prodotte in Europa e più piccole di 4,2 metri di lunghezza si vedranno riconosciuto, per ogni veicolo immatricolato, un valore di 1,4 nel computo degli obiettivi di riduzione delle emissioni. In più, per le auto elettriche che rientreranno sotto certi limiti di consumo energetico, ci sarà per i costruttori un supercredito per ogni esemplare immatricolato di 1,2. Questi moltiplicatori verranno aumentati di 0,1 nel caso in cui le immatricolazioni siano legate a piani di noleggio sociale.

“L’accordo segna una svolta per l’industria automobilistica europea. Rimarrà possibile immatricolare auto con motore a combustione senza obblighi di compensazione, tutelando così la libertà tecnologica e ripristinando le prospettive per l’intera catena di approvvigionamento”, le parole di Massimiliano Salini, relatore del testo, che ha proseguito: “La decarbonizzazione non significa imporre un’unica tecnologia: riconosciamo infatti come veicoli a emissioni zero anche quelli alimentati esclusivamente con carburanti rinnovabili conformi alla direttiva sulle energie rinnovabili, al pari di quelli elettrici. L’acciaio a basse emissioni di carbonio prodotto in Europa potrà essere utilizzato immediatamente, premiando la produzione europea e rafforzando l’autonomia strategica dell’Unione”.

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