La riforma del Codice della Strada introduce cambiamenti che impattano direttamente sulla gestione operativa, la responsabilità legale e i costi delle flotte aziendali, ma anche sull’età dei conducenti dei mezzi per il trasporto pesante (nell’ottica di dare un po’ di sollievo alla cronica mancanza di autotrasportatori).
Il testo-base dello schema di decreto legislativo, che il governo dovrà approvare entro il 14 ottobre, dovrebbe diventare legge nella primavera del 2027.
Nuovo Codice della Strada 2026: cosa cambia per le flotte
Attenzione ai limiti di velocità
Il nuovo Codice della Strada riscrive interamente la disciplina dei limiti di velocità, sostituendo i vecchi scaglioni fissi previsti dall’art. 142 con il meccanismo matematico della sanzione proporzionale ai chilometri orari eccedenti
Come cambiano le sanzioni
La riforma prevede una forte distinzione: le sanzioni per piccoli sforamenti nei centri urbani vengono alleggerite, mentre diventano decisamente più severe in autostrada, introducendo la sospensione della patente già a partire da piccoli eccessi.
La sospensione breve della patente vale ora sia all’interno dei centri abitati (art. 142) che per le tratte autostradali: se si supera il limite di soli 20 km/h scatti immediatamente il blocco della patente per 15 giorni (con la legge attuale, a quella velocità si riceve solo una sanzione).
Ecco la tabella di riepilogo con i costi al chilometro, i punti decurtati e i giorni di sospensione o divieto di guida in base alle fasce di sforamento.
Strada Urbana (limite 50 km/h)
| Eccesso di velocità | Costo per ogni km/h in più | Punti patente | Sospensione / Divieto di guida |
| Fino a +20 km/h | 5 € / km/h | 0 punti | Nessuna |
| Da +20 a +40 km/h | 10 € / km/h | 2 punti | Nessuna |
| Da +40 a +60 km/h | 10 € / km/h | 4 punti | 15 giorni |
| Oltre +60 km/h | 10 € / km/h | 6 punti | 30 giorni |
Autostrada (limite 130 km/h)
| Eccesso di velocità | Costo per ogni km/h in più | Punti patente | Sospensione / Divieto di guida |
| Fino a +20 km/h | 10 € / km/h | 0 punti | Nessuna |
| Da +20 a +40 km/h | 10 € / km/h | 4 punti | 15 giorni |
| Da +40 a +60 km/h | 10 € / km/h | 6 punti | 30 giorni |
| Oltre +60 km/h | 10 € / km/h | 8 punti | 90 giorni |
Se oggi il fleet manager deve preoccuparsi del dipendente che corre in città, con la nuova proposta il rischio operativo si sposta sui viaggi di lavoro in autostrada. Un banale superamento di 20 km/h, facilmente rilevato da un Tutor o Autovelox, comporterebbe l’appiedamento immediato del driver per due settimane.
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Tabella unica delle sanzioni
Bella notizia invece quella che riguarda un’unica tabella di consultazione semplificata che riduce le attuali 82 casistiche sanzionatorie a 21 fasce complessive. In questa tabella saranno raggruppate in modo chiaro sia le sanzioni pecuniarie che quelle accessorie (compresi i tagli di punti).
Per chi gestisce la flotta diventerà più rapido e automatico associare la sanzione al dipendente e calcolare i costi di rivalsa o i giorni di fermo previsti, riducendo gli errori di gestione interna.
L’altra buona notizia è che Il testo-base della riforma introduce per la prima volta un limite esplicito a ciò che i Comuni possono addebitare come “Spese di accertamento e notifica“. Questo consentirebbe alle aziende non solo un risparmio diretto sui costi accessori delle sanzioni, ma anche una velocizzazione dei processi di notifica.
Digitalizzazione totale
La proposta punta a eliminare progressivamente ogni documento di guida cartaceo a favore delle versioni digitali (come la patente digitale).
Questo obbligherà le aziende a dematerializzare e aggiornare i propri processi di Driver Check, l’insieme di procedure periodiche e strutturate con cui un’azienda verifica che i propri dipendenti siano legalmente idonei alla guida dei veicoli aziendali.
La verifica periodica della validità della patente dei dipendenti o dei loro punti residui richiederà sistemi di controllo flotta integrati digitalmente con le banche dati ministeriali.
Distrazione alla guida
La riforma del Codice della Strada introduce una stretta sulla distrazione alla guida, inserendo per la prima volta un principio generale di attenzione assoluta e inasprendo in modo drastico le sanzioni storiche legate all’uso dei dispositivi elettronici. Sarà vietata anche la riproduzione di video sui sistemi di infotainment.
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Le aziende devono aggiornare i propri regolamenti interni vietando espressamente l’uso di app aziendali, la lettura di messaggi di lavoro o la gestione di palmari logistici mentre il veicolo è in movimento. I fleet manager devono garantire che ogni veicolo in flotta sia dotato di sistemi vivavoce o Bluetooth perfettamente funzionanti.
Patente da 17 a 70 per l’autotrasporto
Viene introdotta la possibilità di conseguire anche la patente C1 già a 17 anni, nell’ambito di percorsi di inserimento e formazione dedicati. Contemporaneamente viene elevato da 68 a 70 anni il limite anagrafico massimo per guidare i mezzi pesanti adibiti al trasporto professionale.
In sosta si potrà usare il climatizzatore
Con il nuovo Codice della Strada sarà possibile tenere acceso il climatizzatore anche durante la sosta, ma solo in alcuni casi. Il testo approvato dal Consiglio dei Ministri il 13 ottobre 2026 prevede infatti alcune eccezioni al divieto attuale, soprattutto per tutelare la salute delle persone più fragili: riguarda i casi in cui a bordo dell’auto si trovano bambini, donne in gravidanza, anziani o persone fragili.
Le nuove regole riguardano anche le auto elettriche e i veicoli utilizzati per il trasporto delle merci. Per la maggior parte degli automobilisti, invece, il divieto resterà in vigore.
Il nuovo Codice della Strada prevede una deroga anche per i veicoli destinati al trasporto di merci, quando l’utilizzo del climatizzatore è legato a particolari esigenze di sosta tecnica. La novità riguarda soprattutto il settore dell’autotrasporto, dove possono essere necessarie soste per motivi legati all’attività lavorativa. Anche in questo caso, però, non sarà consentito mantenere il motore acceso durante qualsiasi pausa: l’eccezione riguarderà soltanto le situazioni previste dalla normativa.
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