In occasione della Giornata Mondiale del Trasporto Sostenibile 2024, osserviamo i dati più recenti che mostrano le abitudini di mobilità degli italiani. Quanto siamo sostenibili? E conosciamo davvero gli strumenti e i mezzi utili ad abbattere l’inquinamento? I risultati sono forse promettenti, ma non di certo eccellenti.
In Italia si continua a preferire l’auto
Nel 2023 il 65% degli italiani ha scelto l’auto come principale strumento di mobilità, -1,6% rispetto al 2022, ma il +2,5% rispetto al periodo pre-Covid. In generale, riporta il Rapporto sulla mobilità degli italiani Audimob, il tasso di motorizzazione in Italia è salito a 69,4 auto ogni 100 abitanti, il più alto tra i grandi paesi europei (58,6 in Germania; 57,2 in Francia; 54,1 in Spagna). E queste auto sono per lo più endotermiche, con le elettriche che non superano lo 0,54% del totale.
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Ma più che una scelta sembra una necessità. Coloro che utilizzano maggiormente l’auto per i propri spostamenti sono i cittadini con una fascia di reddito inferiore ai 15mila euro (72%). La percentuale scende al salire di reddito: è il 67,5% ad utilizzare l’auto quando si passa a introiti tra i 20 e i 25mila euro annui; il 56,4% per i redditi superiori ai 25mila euro.
La questione è anche infrastrutturale. Si utilizza l’auto laddove i mezzi pubblici non arrivano o, in ogni caso, non sono sufficienti. È nelle zone periferiche e ultra-periferiche che l’utilizzo di auto e moto supera il 75%, contro il meno di 5% dell’utilizzo del trasporto pubblico.
Lo sharing decolla solo nelle grandi città
Una netta distinzione territoriale ritorna anche nei dati diffusi dal Rapporto Mobilità Sostenibile 2024 dell’Osservatorio della Fondazione per la Sostenibilità Digitale. La stragrande maggioranza degli italiani (oltre il 70%) ritiene le tecnologie digitali indispensabili per migliorare la mobilità. Eppure, continuano a essere utilizzate con parsimonia.
Solo il 19% degli abitanti dei grandi centri utilizza almeno occasionalmente app di carpooling, l’11% nei piccoli centri. Carsharing e bikesharing sono utilizzati dal 24% dei residenti nelle metropoli, da appena il 13% di chi vive in città più piccole.
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Quanto sono tech gli italiani?
Anche per quel che riguarda la mobilità tout court, e non prettamente sostenibile, la tecnologia non è così in voga tra gli automobilisti del Belpaese. Le app di navigazione (qui la lista delle nostre preferite) sono usate dal 64% dei cittadini, dal 42% nei centri più piccoli. Intelligenza artificiale e dati sono considerati strumenti utili per migliorare la mobilità urbana (+60%), ma utilizzati appena dal 13% in città e dal 7% nei paesi.
La classifica delle regioni più digitali e sostenibili
La Fondazione per la Sostenibilità Digitale ha anche calcolato il Digital Sustainability IndexTM (DiSI) degli italiani. Ossia il livello di consapevolezza dell’utente nell’uso delle tecnologie digitali quali strumenti di sostenibilità.
Per quel che riguarda i grandi centri a trionfare, con un indice medio di 74, è la Lombardia, seguita da Emilia-Romagna, Umbria, Marche, Lazio e Abruzzo. Al di sotto della media nazionale di 66 punti si posizionano invece Campania, Toscana e Veneto. Fanalino di coda è la Valle d’Aosta.
Quando si parla di piccoli centri, i più avanzati sono invece quelli della Sicilia, che segnano un punteggio del 58 su una media nazionale del 41. Bene anche per Lazio, Campania, Toscana e Puglia, mentre si piazzano in fondo alla classifica il Friuli Venezia-Giulia, l’Umbria e il Molise.
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