Il Governo ha deciso di porre temporalmente fine alle polemiche sul blocco ai veicoli diesel euro 5 approvato nelle scorse settimane dalla Regione Piemonte. Questa misura, che a partire dal prossimo 15 settembre, avrebbe dovuto limitare l’ingresso a questo tipo di veicoli all’interno di Torino e altri 75 Comuni, ha subito aspri gli attacchi da parte di Ascom, degli ambulanti, del Codacons.
L’esecutivo ha deciso di far slittare di 13 mesi lo stop alla circolazione dei veicoli diesel Euro 5, che sarà effettivo dal 1 ottobre 2024.

Un lasso di tempo entro durante il quale i vertici politici piemontesi cercheranno di trovare possibili soluzioni per venire incontro alle necessità di imprenditori, liberi professionisti e altre categorie lavorative che non possono fare a meno di percorrere decine di migliaia di chilometri l’anno.
La decisione presa durante il tavolo tecnico di questa mattina verrà probabilmente annunciata durante il prossimo Consiglio dei Ministri che si terra settimana prossima.
Tutti i dettagli sullo Stop diesel Euro 5 in Piemonte li trovate qui
E adesso cosa succede in Piemonte?
Il blocco agli euro 5 approvato dalla Regione Piemonte è “figlio” di una procedura di infrazione europea. Se non si dovessero attuare prontamente delle misure alternative per l’abbattimento delle emissioni dei veicoli si rischia di ricevere una multa di centinaia di milioni di euro dall’Ue. Un orizzonte degli eventi in grado di portare una questione regionale addirittura sui tavoli di Palazzo Chigi.
In Piemonte sono più di 140 mila (solo nella provincia di Alessandria sono 34 mila) i mezzi interessati dal provvedimento. Negli scorsi anni la Regione ha comunque messo in atto alcune misure incentrate sulla mobilità sostenibile.
Prima fra tutte è stata l’adozione di Move In, la scatola nera che garantisce una deroga di 9 mila chilometri all’anno per le auto private e di 11 mila per i veicoli commerciali. Il presidente di Regione Alberto Cirio sta cercando di risorse economiche per renderla gratuita (servirebbero 2 milioni di euro), scalandone il costo annuale dalla tassa di possesso.
Sono stati anche introdotti dei bonus per incentivare l’uso dei mezzi pubblici, favorire le imprese per l’acquisto di veicoli nuovi e meno inquinanti e una serie di sostegni economici per il cambio delle caldaie inquinanti e la rottamazione delle stufe a biomassa.
Misure che, afferma la Regione, hanno “già prodotto dei risultati: a parità di condizioni siccitose, nei primi cinque mesi del 2023 le giornate di sforamento del Pm10 in Piemonte sono state meno rispetto al 2022“.
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