L’età media delle automobili circolanti sulle strade italiane si avvicina ai 13 anni. L’anzianità del parco auto è stata più volte oggetto di discussione, mentre si cercano i modi di permettere agli automobilisti di cambiare la propria auto a favore di un modello più giovane, dunque più sicuro e meno inquinante. Ma a contribuire in larga misura all’inquinamento delle città italiane vi sono anche gli autobus che, così come i mezzi privati, sono parecchio vecchi.
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L’età media dei bus in Italia
In Italia circolano poco meno di 65.000 autobus. Il 33% è composto da mezzi interurbani di linea, il 30% da mezzi del trasporto pubblico locale urbano, il restante 29% è costituito da bus turistici. Nel 2025, sono state immatricolati circa 4.000 nuovi mezzi, grazie agli investimenti sostenuti dai fondi del Pnrr.
Nonostante i recenti investimenti, tuttavia, la situazione presenta evidenti criticità. Così come sottolineato dal direttore generale di Unrae Andrea Cardinali all’incontro in un incontro su Mobilità turistica: Bus Turistici in viaggio verso un parco mezzi sicuro e sostenibile. L’età media del parco autobus italiano è di 10,8 anni, con circa 15.000 mezzi che superano i vent’anni di età. Il 23% del totale è antecedente alla normativa Euro 4. La situazione è più complessa nel comparto dei bus turistici, dove la quota di mezzi ante Euro 4 sale al 32,2%.
L’Italia non investe nei mezzi pubblici
Se i mezzi pubblici italiani sono così vecchi e perché il loro rinnovo non rappresenta una priorità per il governo, né per quello attuale né per quelli che lo hanno preceduto. Il Fondo Nazionale Trasporti, tagliato nel 2010, non è mai stato reintegrato. Si è passati dai 6,2 miliardi di euro del 2009 ai 4,9 miliardi nel 2020. Considerando l’inflazione, il Fondo vale oggi il 35% in meno rispetto a 15 anni fa. Per tornare ai livelli reali di spesa servirebbero almeno 3 miliardi in più di quanto attualmente previsto. Ma la Legge di Bilancio 2026 non prevede alcun rafforzo al Fondo e, nel 2026, la perdita salirà al 38%.
Più che pensare alle linee di trasporto pubblico, la politica infrastrutturale si è concentrata, negli ultimi anni, su grandi opere stradali e autostradali – il Ponte sullo Stretto tra tutti, ma vi sono anche la sempre deserta Bre.Be.Mi e le Pedemontana veneta e lombarda. I fondi statali vanno alle autostrade e le reti dei mezzi pubblici restano tra le più povere d’Europa.
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In Italia, in media, si costruiscono 2,8 km all’anno di nuove metropolitane e 1,2 km di tranvie. Nel complesso, le reti metropolitane dello Stivale non superano i 271,1 km complessivi, contro i 680 del Regno Unito, i 657 della Germania e i 620 della Spagna. A sottolinearlo, la 20esima edizione del Rapporto Pendolaria di Legambiente.
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