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Parliamo un attimo di guida autonoma

Parliamo un attimo di guida autonoma
La guida autonoma avrà un impatto significativo sul lavoro dei Fleet Manager – oltre che sugli utenti deboli della strada che potranno trarne grandi vantaggi – e accadrà nel momento in cui si staranno, probabilmente, ancora destreggiando con l’elettrificazione.

IN QUESTO ARTICOLO

Lasciarsi cogliere impreparati dalle nuove tecnologie è la chiave per il fallimento: lo abbiamo visto con le auto elettriche e la loro adozione obbligata e a rilento, anche nelle flotte. In un white paper pubblicato di recente da Venson Automotive Solutions, The Journey Towards Full Driving Automation, al centro c’è un’altra grande innovazione che (forse prima di quanto non ci aspettiamo) potrebbe rivoluzionare nuovamente il nostro modo di muoverci, e la gestione delle flotte: la mobilità autonoma connessa (CAM).

La guida autonoma avrà un impatto significativo sul lavoro dei Fleet Manager – oltre che sugli utenti deboli della strada che potranno trarne grandi vantaggi – e accadrà nel momento in cui si staranno, probabilmente, ancora destreggiando con l’elettrificazione.

Leggi Anche: Di chi è la responsabilità degli incidenti?

I vantaggi della guida autonoma per una flotta

I vantaggi che la CAM potrebbe portare alle flotte sono numerosi (una volta che il suo utilizzo sarà regolato da governi e amministrazioni, che hanno il compito non semplice di organizzare altresì le infrastrutture). A beneficiarne saranno la connettività, che già consente la diagnostica remota e la manutenzione predittiva, la capacità di risolvere le problematiche ancor prima che si presentino.

Ma non solo, anche in termini di sicurezza (per i driver, per i mezzi e per i carichi) la guida autonoma dovrebbe avere un grade impatto, oltre che sulla qualità della vita di chi non sarà più costretto a passare ore nel traffico (essendo in grado di ridurre in numero di incidenti stradali del 90% e snellire il trafficoveicolare del 20%(dati Badiu), consentendo anche di migliorare il pooling).

A questi aggiungiamo anche la migliore gestione dei mezzi fermi, potete leggere del tasso di utilizzo dell’auto e del risparmio che porta in questo articolo.

Come sarà regolata la guida autonoma?

Da parte del Fleet Manager l’attenzione dovrebbe essere rivolta anche agli aspetti di regolamentazione della guida autonoma da parte delle amministrazioni, dato che la maggior parte dei Paesi non ha ancora una legge che regoli questa tecnologia. Nei prossimi anni il legislatore dovrà certamente prendere una decisione, potendo percorrere due strade: quella della “Authorised Self-Driving Entity” (ASDE), ovvero è il produttore o sviluppatore del sistema ad assumersi la responsabilità in caso di incidenti, o “No User-in-Charge” (NUIC), all’ipotesi che sia il driver ad assumersi la responsabilità.

Leggi Anche: Quanto sono interessati a guida autonoma e Adas i driver?

Come preparare la flotte alla guida autonoma

Prima di capire come gestire l’ingresso della guida autonoma in flotta, è bene ricordare che molti dei veicoli che guidiamo già oggi comprendono già questa tecnologia: gli Adas e i sistemi si supporto alla guida lo sono a tutti gli effetti (qui potete capire cosa si intende con guida autonoma e quali sono i livelli).

Per promuovere ed inserire la CAM in flotta è necessario comunicare la guida autonoma in modo chiaro, parlando e spiegando chiaramente anche le circostanze in cui può funzionare e quelle in cui non deve e non può essere utilizzata.

Inoltre, è bene distinguere tra guida autonoma e sistemi di assistenza alla guida, è vero che abbiamo detto che anche gli Adas sono una forma di guida autonoma, ma la differenza sostanziale sta nell’attenzione del driver (i sistemi di assistenza non consentono nessuna distrazione perché si ha comunque il controllo dell’auto che semplicemente ci assiste).

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