Valori residui: cosa sono e come si calcola la svalutazione dell’auto

In questo articolo vi proponiamo una breve guida sui valori residui e sulla svalutazione dell'auto, aspetti fondamentali quando si parla di veicoli usati e di auto a noleggio.

valori residui dell’auto – detti anche VR – sono un aspetto fondamentale, sia quando ci si riferisce alla compravendita di auto usate di proprietà, sia soprattutto quando si parla di vetture aziendali. In sintesi, come vedremo, il calcolo della svalutazione dell’auto – presente o futura – è una componente essenziale per determinare saving.

valori residui cosa sono e come si calcolano

L’argomento, però, è più articolato di quello che può sembrare all’apparenza. La semplice definizione di valore che il “ferro” assume dopo un tot di anni dall’acquisto (o al termine del contratto di noleggio a lungo termine), da sola, infatti, non basta.

Per stabilire cosa sono i valori residui e come si calcola la svalutazione dell’auto occorre che vengano presi in considerazione molti parametri legati alla vettura e al suo utilizzo: dai chilometraggi, agli equipaggiamenti di bordo, fino ad arrivare al design e alla categoria alla quale la macchina stessa appartiene. Tutti elementi che concorrono alla definizione di un valore residuo più o meno alto.

Approfondisci: scopri quale è il trend dei VR dopo l’avvento del Covid

LA SVALUTAZIONE DELL’AUTO

Cosa sono, dunque, i valori residui dell’auto? Universalmente, possiamo affermare che il VR identifica la svalutazione della vettura, ovvero il valore percentuale del prezzo di listino del veicolo che, dopo un certo lasso di tempo e di utilizzo del bene, rimane in essere e determina, di conseguenza, il valore del veicolo stesso sul mercato delle auto usate. Come si svaluta un’auto? Dipende da vari fattori, tra i quali l’alimentazione, il tempo che passa e il chilometraggio. 

Svalutazione dell’auto diesel

Prendiamo come esempio la svalutazione dell’auto usata diesel, che avviene in maniera più rapida rispetto al passato. I fattori sono molteplici:

  • Le auto diesel oggi sono penalizzate dalle normative più stringenti in termini di emissioni di CO2 e dai blocchi del traffico;
  • La domanda di auto a gasolio, di conseguenza, è calata, e questo aspetto favorisce la svalutazione;
  • La differenza di prezzo tra le auto diesel e quelle a benzina è molto meno marcata rispetto al passato;
  • In generale, le già citate normative più stringenti sulle emissioni favoriscono una svalutazione più rapida delle auto ante Euro 6-d, a gasolio e non solo.

Svalutazione dopo 1 anno

L’altro fattore è la svalutazione dell’auto determinata dal trascorrere naturale del tempo. Per intenderci, se il prezzo di listino di un’auto è X, dopo un anno di utilizzo assisteremo a una svalutazione media stimata di circa il 25% rispetto a X. Quindi, il valore residuo di quell’auto, dopo 12 mesi, sarà del 75%.

Svalutazione dopo 3 anni

Il primo anno, normalmente, è quello che pesa maggiormente sulla svalutazione. Dopo 3 anni, la percentuale di svalutazione, in media supera di poco il 50%.  Come abbiamo detto la percentuale dipende anche dal chilometraggio. In media, ogni 5.000 km percorsi valgono un punto percentuale. Tradotto, se un’auto dopo 3 anni ha percorso 90.000 km e si è svalutata del 55%, uno stesso modello che ne ha percorsi 70.000 si è svalutata di poco più del 50%. Quelli che abbiamo appena fatto, però, sono calcoli del tutto spannometrici.

valore residuo auto usata

Perchè è importante calcolare la svalutazione con precisione

Chi vuole vendere o acquistare una vettura usata, e chi, come le società di noleggio a lungo termine, ha tra le mani un bene destinato a svalutarsi ha bisogno di sapere con scientifica precisione quanto la sua auto vale o varrà tra tot anni.

Non a caso, il valore residuo è, insieme al TCO, la componente fondamentale che determina il canone mensile di renting e, di conseguenza, si riverbera anche sul portafogli del Fleet Manager (e del privato che sceglie il noleggio): più il VR è alto, più il canone sarà conveniente, più il VR è basso più le rate tenderanno ad essere alte.

Leggi anche: come si calcola il TCO dell’auto

VALORI RESIDUI DELL’AUTO: LE CATEGORIE

Per capire fino in fondo cosa sono i valori residui e perché sono importanti, occorre fare una distinzione fondamentale, quella tra valori residui dell’auto attuali e valori residui dell’auto previsionali.

La differenza tra valori residui attuali e valori residui previsionali

I valori residui attuali identificano quella che è oggi la svalutazione di una determinata vettura usata, mentre i VR previsionali sono mirati ad identificare quale sarà la svalutazione futura dell’auto nuova.

Chi deve vendere, o acquistare, una vettura usata, sarà interessato ai VR attuali, mentre per le società di noleggio, che venderanno, o rinoleggeranno il veicolo (approfondisci qui il trend del rinoleggio dell’usato) tra 12, 24, 36 o 48 mesi, ovvero al termine del contratto, contano essenzialmente i valori previsionali, ovvero che vengono stabiliti a priori. Ecco, quindi, una panoramica sui criteri che determinano le due tipologie di valori residui.

COME FACCIO A CALCOLARE LA SVALUTAZIONE DI UN’AUTO?

Su Internet si trovano molti siti che consentono di calcolare, in tempo reale, le quotazioni attuali di un’auto. Ovviamente, il consiglio è quello di affidarsi ai più conosciuti. Qualche esempio autorevole? La piattaforma di AutoScout24 o la banca dati di Quattroruote, che contiene i valori dell’usato degli ultimi 10 anni. Basta inserire i parametri della propria vettura e il gioco è fatto.

cosa sono valori residui auto

Discorso diverso per il calcolo del valore residuo dell’auto previsionale, per il quale occorre affidarsi a un quotatore affermato nel mondo B2B, come Autovista (ex Eurotaxglass’s) e Quattroruote Professional.

Calcolo dei valori residui attuali

Per calcolare i valori residui dell’auto attuali, occorre prendere in considerazione diversi fattori:

  • La data di immatricolazione
  • La tipologia di alimentazione
  • La categoria della vettura: Suv, berlina, station wagon, cabrio, ecc
  • La Casa, il modello, l’allestimento e la motorizzazione
  • Gli equipaggiamenti
  • chilometri percorsi

Il mix di questi fattori determinerà il valore sul mercato dell’usato. La regola generale è intuibile: più un’auto è premium, anche a livello di riconoscibilità del brand, ed equipaggiata con strumenti tecnologici avanzati più la curva di svalutazione è lieve. Le vetture premium, non a caso, sono tra quelle che hanno più mercato “di seconda mano”.

Contano, però, anche il cosiddetto “effetto moda” (per intenderci un Suv, oggi, è fashion e, quindi, si svaluta meno di una citycar) e la disponibilità sul mercato dell’usato. Quest’ultimo è un punto delicato: difatti, se un’auto non ha mercato, non potrà certo avere un VR elevato, ma, allo stesso tempo, più un veicolo è popolare, più i suoi prezzi “di seconda mano”, pur influenzati positivamente dal sovracitato “effetto moda” e dall’appeal del marchio e del modello, tenderanno ad abbassarsi, per via dell’elevata concorrenza.

Leggi anche: incentivi sulle auto usate, si può fare di più?

Calcolo dei valori residui previsionali

Molti degli elementi appena citati vengono presi in considerazione anche quando i principali quotatori, o le stesse società di noleggio determinano i valori residui dell’auto previsionali. In particolare:

  • La tipologia di alimentazione
  • La categoria della vettura
  • La Casa e il modello
  • Gli equipaggiamenti
  • I chilometri che verranno percorsi

firma contratto di noleggio auto

A questi parametri, occorre aggiungere la durata contrattuale, che stabilisce il cosiddetto intervallo per calcolare il VR previsionale (se in passato il periodo standard era 36 mesi/90mila chilometri, oggi con la sempre maggiore flessibilità del Nlt il riferimento temporale e di chilometraggio diventa spesso più breve).

Per quanto riguarda la tipologia di alimentazione, in Italia, stanno molto crescendo le quotazioni delle auto ibride ed elettriche. Per quel che concerne la categoria, vale il discorso fatto prima per i Suv. Sul parametro “Casa e modello” influisce la brand awareness. Infine, in termini di equipaggiamenti, la tecnologia e i materiali pregiati, come già detto, sono due alleati molto preziosi dei VR previsionali elevati.

GUIDA AI VALORI RESIDUI PREVISIONALI

Con l’aiuto delle più recenti rilevazioni di Autovista vi riassumiamo qui brevemente quanto oggi influiscono le alimentazioni e le categorie delle auto sui valori residui.

Valori residui e alimentazioni auto

I valori residui previsionali dell’auto dipendono da molti fattori, ma in generale possiamo dire che alcune alimentazioni, come abbiamo visto, oggi hanno mediamente valori più alti e altre più bassi. Nel 2020, ad esempio, stiamo assistendo a un considerevole miglioramento dei valori medi delle auto elettriche, passati dall’inizio dell’anno a oggi dal 39,9% al 45,7% – fonte Autovista e valori calcolati a 36 mesi e 20.000 km -.

Parlando di valori previsionali, tengono anche le auto diesel, nonostante i dati di mercato in calo. D’altra parte, il gasolio rimane una delle alimentazioni più appetibili per le flotte aziendali: si passa dal 44,4% di media al 45% attuale. Bene anche l’ibrido, che oggi, seguendo il trend di mercato, è l’alimentazione che presenta i valori residui più alti.

valori residui auto diesel

Valori residui e categorie auto

Parlando di categorie, invece, i Suv mantengono una salda leadership, con i fuoristrada che mediamente hanno valori di gran lunga superiori al 50% – fonte Autovista e valori calcolati a 36 mesi e 20.000 km -. Quest’anno si registra anche una crescita significativa dei valori residui delle berline, che crescono di circa un punto percentuale rispetto al 2019.

Le categorie più penalizzate in termini di VR, ad oggi, sembrano essere le monovolume, che ormai stanno scomparendo dal mercato, e le citycar – segmento A -, con queste ultime che, comunque continuano a mantenere il loro appeal sul mercato generale e su quello del noleggio. 

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