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Un’ondata di emendamenti travolge la proposta “inaccettabile” dell’UE sulle flotte elettriche

Un’ondata di emendamenti travolge la proposta “inaccettabile” dell’UE sulle flotte elettriche
L’iniziativa della Commissione europea di elettrificare per legge le grandi flotte aziendali si scontra con le centinaia di emendamenti presentati dagli eurodeputati.

IN QUESTO ARTICOLO

La Commissione europea ha proposto il suo Clean Corporate Vehicles Regulation lo scorso dicembre, con l’obiettivo di trasformare le grandi flotte aziendali nel principale motore dell’elettrificazione, imponendo agli Stati membri di raggiungere specifici obiettivi di elettrificazione per le flotte aziendali.

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Sei mesi dopo, questa ambiziosa iniziativa si è scontrata con la dura realtà del processo legislativo europeo: sono stati presentati centinaia di emendamenti, sollevando dubbi su come – o persino se – questa proposta diventerà legge.

“Qualsiasi obbligo legale che si basi su obiettivi artificialmente definiti da implementare da parte di società di leasing, noleggio e consumatori è per definizione inaccettabile” dice Richard Knubben, direttore generale di Leaseurope, in un’intervista a Fleet Europe.

TUTTI GLI EMENDAMENTI

Il “Clean Corporate Vehicles” è stato contestato attraverso le centinaia di emendamenti presentati dai membri del Parlamento europeo.

Molti di questi emendamenti vedono nel piano di elettrificazione delle flotte aziendali un esempio lampante di eccessiva burocrazia che impone un costo sproporzionato alle imprese e propongono sostanziali modifiche, anche in contraddizione fra loro:

  • Alcuni emendamenti mirano ad attenuare gli obiettivi vincolanti, altri vogliono eliminarli completamente
  • Fra le proposte, quella di trasformare l’intera proposta da regolamento a direttiva, il che darebbe agli Stati membri maggiore voce in capitolo sulle modalità di attuazione (ricordiamo che il regolamento è immediatamente obbligatorio e applicabile in tutti gli Stati membri senza modifiche, mentre la direttiva fissa solo un obiettivo da raggiungere, lasciando ai singoli governi nazionali la libertà di decidere come recepirlo attraverso proprie leggi interne)
  • Altri emendamenti contestano la definizione di “clean” e chiedono che i carburanti rinnovabili siano riconosciuti insieme ai veicoli elettrici
  • Altri emendamenti propongono l’opposto: escludere i veicoli ibridi plug-in (PHEV) e concentrarsi esclusivamente sui veicoli 100% elettrici  (BEV)

Gli emendamenti saranno ora esaminati dai correlatori della proposta di regolamento dell’Unione Europea sui veicoli aziendali puliti François Kalfon e Tiemo Wölken, che cercheranno di ricavarne un insieme coerente di modifiche prima che la commissione voti entro la fine dell’anno.

L’OPPOSIZIONE DI LEASEUROPE

Leaseurope – la federazione con sede a Bruxelles che riunisce le società europee di leasing e noleggio (i suoi membri rappresentano più di un veicolo su due venduto in tutta Europa e circa il 60% di tutti i veicoli elettrici immatricolati negli ultimi tre anni) – rigetta qualsiasi obbligo legale che si basi su obiettivi artificialmente definiti. Come ribadisce il direttore Knubben:

“I consumatori e le imprese non adottano nuove tecnologie perché gli viene imposto; le adottano quando offrono utilità e valore superiori. Il futuro della mobilità elettrica sarà quindi determinato dalla solidità del suo ecosistema abilitante. Richiede infrastrutture affidabili, prodotti che soddisfino le reali esigenze di mobilità e un TCO che renda la transizione pratica e attraente.”

COSA SUCCEDE ADESSO

A novembre si terrà una votazione sia in commissione Trasporti che in commissione Ambiente. La Presidenza del Consiglio ha indicato a giugno di non proseguire le discussioni sulle flotte aziendali fino a quando non ci sarà maggiore chiarezza sui criteri “Made in Europe” stabiliti dall’Industrial Accelerator Act.

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Al momento nessuno sa come sarà un eventuale mandato sui veicoli aziendali a basse emissioni, se verrà approvato in forma vincolante o quando. I Fleet Manager, ancora una volta, fanno i conti con l’incertezza normativa. Intanto il 2030, anno in cui la Commissione Europea ha assegnato alle flotte di ciascun Paese target ambiziosi di veicoli elettrici, si avvicina inesorabilmente.

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