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Il recupero dei Veicoli Commerciali Leggeri. Che iniziano a cambiare pelle

Il recupero dei Veicoli Commerciali Leggeri. Che iniziano a cambiare pelle
Contrariamente alle autovetture, i Lcv hanno ormai recuperato i numeri pre-pandemia. Grazie anche l boom del noleggio a lungo termine

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Veicoli commerciali leggeri battono Passenger Car.  “Da gennaio a ottobre il comparto ha targato 151.734 unità (+20,25%). A fine anno si dovrebbero raggiungere le 165.000 immatricolazioni, ossia piuttosto vicino ai volumi dell’epoca pre-Covid, mentre il mercato delle Passenger Car rimane ancora molto distante. Secondo il nostro Forecast, nel 2024 i LCV potrebbero arrivare a quota 170.000 nuove targhe (+3%), ma la crescita sarà appannaggio soltanto del canale delle vendite dirette alle aziende (+3%) e, soprattutto, del noleggio a lungo termine (+5,7%)” sottolinea Salvatore Saladino, Country Manager Dataforce Italia

Leggi Anche: I nuovi Veicoli commerciali leggeri in arrivo nel 2024.

Il successo del noleggio

E’ evidente il successo della formula del Lungo Termine: quest’anno una nuova immatricolazione su tre è intestata a un operatore del long rent. Ormai questo canale vale una market share molto vicina a quella delle società che preferiscono l’acquisizione diretta (la sua quota è appena inferiore al 40%, ma nel 2023 ha perso quasi 3 punti). Soltanto 4 anni fa la quota del NLT era del 23%, cioè 10 punti in meno dell’attuale.

Leggi Anche: Leasys guida il successo del NLT in ambito LCV.

Il diesel non cala

Lato alimentazioni, il comparto degli LCV rimane sempre molto legato al diesel, sia per l’assoluta competitività nei costi di gestione sia per la mancanza di alternativa di prodotto. La quota dei veicoli commerciali a gasolio non scende, anzi cresce: rispetto al 2022 la market share del diesel è tornata all’83,3%, cioè 3 punti in più. Peraltro sono tutte immatricolazioni sottratte all’alimentazione a benzina, che l’anno scorso aveva fatto un balzo in avanti fino a raggiungere l’11,3% di quota (quasi il triplo rispetto al 2020), per poi ridiscendere quest’anno al 7,5%. Anche il gpl e il metano perdono quota tra gli LCV. Le ibride? Praticamente non pervenute: i mezzi da lavoro full hybrid nel 2023 detengono una quota dell’1,5%, quelli plug-in hybrid addirittura soltanto dello 0,65%.

Bene l’elettrico

Nettamente meglio i Veicoli Commerciali Elettrici: quest’anno ne sono stati già immatricolati oltre 6.000 (6.250 per la precisione), quasi 1.000 in più rispetto all’intero 2022. La quota degli LCV a corrente è del 3,6%: nel 2020 erano allo 0,7%. La strada verso una riduzione significativa dell’impatto ambientale è ancora lunga, anche perché la disponibilità di modelli “virtuosi” è ancora scarsa. “Per virtuosi intendiamo solo quelli elettrici, perché le motorizzazioni ibride, quando si fanno davvero i conti, sono perdenti anche rispetto a quelle a gasolio. Chi compra un veicolo commerciale ibrido lo fa per limitazioni comunali alla circolazione, non perché gli conviene” sottolinea Saladino.

Gamma nuovo Fiat Ducato

Fiat sempre al vertice

La marca leader del mercato è sempre Fiat, quest’anno con una quota del 25,58% a fine ottobre. Al secondo posto si mantiene Ford, con una market share che sfiora il 14%, seguita da Renault (9,04%), Iveco (8,24%), Citroën (7,18%), Peugeot (6%), Opel (4,74%) e Volkswagen (3,35%), con il gruppo Stellantis bene presente nelle prime posizioni. La posizione dominante di Stellantis, e di Fiat in particolare, è evidente anche scorrendo la classifica dei modelli più venduti: le prime 4 posizioni sono appannaggio di Fiat Ducato, Iveco Daily, Doblò e Fiorino. A seguire Ford Transit Custom e Ford Transit, poi Fiat Panda e Citroën C3. Undici modelli della Top 20 appartengono al gruppo Stellantis. Le novità, nell’ambito dei modelli preferiti, vengono invece dalle posizioni in graduatoria: Il Ducato è tornato leader di mercato. Non lo era più dal 2020. Nel 2022 al vertice si era posizionato l’Iveco Daily, nel 2021 il primo era il Doblò.

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Avanzano i marchi cinesi

La novità sul mercato degli LCV è l’avanzata dei marchi cinesi. Maxus, che appartiene al più grande gruppo automobilistico cinese, SAIC, distribuito da Koelliker, quest’anno è entrato per la prima volta nella Top 20. In Italia importa esclusivamente veicoli commerciali leggeri elettrici, proponendosi come valida alternativa low-cost in un settore che, per il momento, offre una scelta piuttosto limitata a livello di brand europei. Il low-cost made in China è rappresentato anche da EVO (pick up a gasolio), marchio del gruppo DR Automobiles, anch’esso entrato nella Top 20 del 2023. Si tratta per il momento di piccoli numeri, ma in crescita abbastanza significativa, almeno fino a quando l’Europa non applicherà barriere protettive al prodotto del Vecchio Continente nell’ambito dei sistemi di incentivazione all’acquisto.

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