Le automobili sono un bene sempre più costoso. Pesa l’investimento iniziale, dovuto al rialzo dei listini, tanto quanto il costo necessario al loro mantenimento – dal caro carburante alle polizze assicurative fino alla manutenzione. C’è tuttavia chi all’auto non può rinunciare per lavoro: ed è proprio questa la categoria di italiani che traina il mercato. I liberi professionisti, nonostante una recente contrazione, continuano a detenere il maggior numero di immatricolazioni.
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Boom di immatricolazioni tra i liberi professionisti
Le partite Iva rappresentano, ad oggi, il 21,4% del totale dei privati, lo scorso anno erano il 20,8%. Il segmento, dimostra l’analisi del Centro Studi e Statistiche Unrae in collaborazione con Istat, registra 177.109 nuove immatricolazioni. Numeri in calo (del 7% sul 2024), ma con una contrazione inferiore a quella del totale privati. Il fatturato si attesta a 6,62 miliardi di euro (-4,7% rispetto ai 6,95 miliardi del 2024), con un prezzo medio di acquisto delle vetture scelte in leggera crescita a circa 37.400 euro (+2,4%).

Le categorie che acquistano più auto
Il primato spetta alle imprese individuali, con 107.263 unità immatricolate, pari al 60,6% del totale. I professionisti salgono dal 20,9% al 22,4% con 39.747 immatricolazioni. Al loro interno, trainano in particolare gli Studi legali (4,3% del canale) e i Commercialisti (3,2%). Completano il quadro gli Agenti di commercio, che salgono al 9,9% di quota (+0,2 p.p.) con 17.554 immatricolazioni, e il comparto agricolo, che scende al 7,1% (-0,7 p.p.) a causa di una contrazione a doppia cifra delle immatricolazioni, che si fermano a 12.545 vetture.

La maggior parte dei professionisti risiede a Roma, che si conferma al 1° posto per immatricolazioni di auto a privati possessori di partita Iva, al 7,3% sul totale nazionale. Al 2° posto troviamo Milano (+0,1 p.p.) e Torino al 3° (-0,1 p.p.). Al 4° posto Firenze (+0,1%), segue Napoli (- 0,1 p.p.) e al 6° posto a pari merito Brescia e Bologna (stabili sul 2024).
La più rappresentativa è la fascia tra i 30 e i 45 anni, al 26,3%. Quasi parimerito alla fascia 46-55 anni, al secondo posto con 26,1%. Recuperano quota le fasce più mature: I 56-65enni coprono il 25,9% (+0,1 p.p.), gli over 65 salgono al 17,1% (+0,8 p.p.). I più giovani cedono 2 decimali al 4,6% e – come gli over 65 – sono meno rappresentativi fra le partite Iva che fra i privati senza partita IVA.
I modelli e le alimentazioni più diffuse
È quello dei suv il segmento più acquistato dalle partite iva, con una rappresentanza del 67,1% sulle preferenze (+2,8 p.p. sul 2024). I suv del segmento C sono sostanzialmente stabili al 23,1% e quelli del segmento D crescono di 1,2 punti, al 10,7%. Guadagnano un punto le multispazio e le sportive, ne perdono due le station wagon.
Le vetture ibride nel 2025 confermano ormai la leadership anche fra gli acquisti dei privati possessori di partita Iva, raggiungendo il 45,4% di quota (+5,7 p.p. sul 2024). Il motore a benzina continua a flettere, scendendo al 20,1% (-4,4 p.p.), il diesel cede altri 3,2 punti, fermandosi al 10,9%. Il Gpl, infine, copre il 9,8% del totale (-0,2 p.p.); mentre le BEV raggiungono l’8,3% del totale.
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