Il mercato italiano dell’automobile archivia il primo semestre 2026 con un bilancio sostanzialmente positivo per le autovetture che continuano a correre, trainate da un canale privati sorprendentemente vivace e dalla spinta della coda dell’Ecobonus 2025 sull’elettrico.
“La fotografia del semestre racconta un mercato profondamente sbilanciato con il dato dei privati che va interpretato con prudenza. Le immatricolazioni crescono, soprattutto le elettriche della coda ecobonus 2025, ma non significa necessariamente che stia crescendo la domanda. Dal mercato arrivano segnali molto diversi: il traffico nelle concessionarie resta debole e i portafogli ordini non indicano un’accelerazione della propensione all’acquisto”, commenta Salvatore Saladino, General Manager di Dataforce Italia.
“È probabile che una parte importante della crescita rifletta soprattutto una migliore disponibilità di prodotto, politiche commerciali più aggressive e una riduzione delle autoimmatricolazioni, più che un reale rafforzamento della domanda finale. Il noleggio a lungo termine continua a risentire dell’incertezza normativa generata dal nuovo regime del fringe benefit e dall’impasse generata dalla nuova regolamentazione dell’IPT, che qualche ritardo di immatricolazione lo sta generando, mentre il comparto dei veicoli commerciali leggeri è entrato in una vera fase recessiva – spiega Saladino – otto mesi consecutivi di contrazione rappresentano un segnale che non può più essere considerato congiunturale. Gli incentivi appena annunciati per i mezzi commerciali elettrici avranno un impatto marginale sui numeri del mercato. Possono aiutare qualche migliaio di acquisti, ma non sono sufficienti per invertire una crisi strutturale. Il primo semestre fotografa un mercato che immatricola più auto, ma che non appare più solido. Le targhe crescono, tuttavia il sentiment della rete vendita continua a essere improntato alla cautela. Se nei prossimi mesi non dovesse ricostituirsi un portafoglio ordini consistente, la seconda parte dell’anno potrebbe risultare molto meno brillante della prima”.
Ecco l’elaborazione mensile dei dati prodotta da Dataforce.
Mercato auto: i dati di immatricolazione a giugno 2026
A giugno sono state immatricolate 147.633 automobili nuove, 14.188 in più rispetto allo stesso mese del 2025: una crescita del 10,6% che conferma il trend positivo avviato a gennaio (+6,4%) e mai interrotto nei mesi successivi (+14,3% a febbraio, +7,8% a marzo, +11,6% ad aprile, +7,6% a maggio). Il primo semestre si chiude così a +9,7%, per un totale di 945.000 vetture targate: 83.500 in più rispetto allo stesso periodo del 2025.
A differenza di quanto si potrebbe pensare, il risultato di giugno non è legato al calendario: il mese ha avuto sì una giornata lavorativa in più rispetto al 2025 (21 contro 20), ma la crescita a doppia cifra dei volumi va ben oltre questo fattore tecnico.
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IL CANALE PRIVATI CONTINUA A TRAINARE IL MERCATO
Il vero motore della crescita resta il canale dei privati, che a giugno ha immatricolato oltre 80.000 vetture nuove (+17,1%, 11.693 unità in più rispetto al 2025), portando la propria quota di mercato al 54,3%, in aumento di 3 punti sull’anno precedente.
Sul fronte del noleggio, il quadro è più articolato. Il noleggio a breve termine ha messo a segno un’accelerazione notevole (+57,4%, oltre 10.000 nuove targhe), grazie soprattutto al contributo degli operatori di medie dimensioni, che hanno triplicato i propri volumi. Il noleggio a lungo termine torna invece in territorio positivo (+2,4%) dopo alcuni mesi di flessione e il pareggio di maggio, ma con dinamiche interne molto diverse tra i due sotto-segmenti: i Generalisti Top crescono del 12,4%, mentre gli operatori Captive arretrano del 10,1%, pagando il confronto con le eccezionali performance della prima parte del 2025.
Positivi, anche se meno vistosi, gli acquisti diretti delle società (+4,2%). Finalmente in calo, invece, le auto-immatricolazioni (-12,3%), che pur restando su una quota vicina al 12% del mercato, segnano un’inversione di tendenza attesa da tempo.
LA SPINTA DELL’ECOBONUS
Sul fronte delle alimentazioni, il dato più rilevante riguarda l’elettrico puro, che a giugno cresce dell’89,7% raggiungendo una quota di mercato del 10,4%, superando per la prima volta la soglia psicologica del 10%. Un risultato legato soprattutto alla coda delle consegne di vetture prenotate nel 2025 con gli incentivi statali, ora in fase di esaurimento.
Bene anche le ibride “vere”: le plug-in hybrid crescono del 61,9%, sostenute in particolare dagli acquisti aziendali che beneficiano di un regime fiscale favorevole sul fringe benefit, mentre le full hybrid tornano a salire con un +35,7%. Nel complesso, elettriche e ibride vere raggiungono insieme una quota del 26,3%, oltre 6 punti in più rispetto a giugno 2025.
In flessione tutte le alimentazioni tradizionali: il diesel continua la sua discesa (-20,1%), mentre la benzina limita i danni (-1,6%) grazie al contributo delle mild hybrid. Sostanzialmente stabile il GPL (+1,7%). Sul fronte LCV la situazione è diversa: il gasolio resta dominante con una quota dell’82,2%, mentre l’elettrico arretra pesantemente (-54%), fermandosi a volumi ancora marginali (661 unità contro 1.439 di giugno 2025).
Le previsioni per il resto del 2026
Alla luce di questi segnali, Dataforce ha rivisto al ribasso le stime per l’intero 2026. Per le Passenger Cars la previsione di crescita è ora del +4,6% (contro stime precedenti più ottimistiche), per un totale di 1.605.000 immatricolazioni — circa 68.600 unità in più rispetto al 2025.
Il canale privati dovrebbe continuare a crescere di più in termini assoluti (+5,3%, oltre 38.000 targhe), raggiungendo le 870.000 unità, mentre le vendite dirette aziendali sono previste in leggero calo (-2,2%). In crescita sia il noleggio a lungo termine (+5,3%) che, soprattutto, quello a breve termine (+13,2%, fino a 140.000 unità).
Sul fronte delle alimentazioni, le previsioni indicano una crescita sostenuta per l’elettrico (+31,2%, verso le 125.000 unità e una quota vicina all’8%) e per le plug-in hybrid (+32,7%, 130.000 targhe), con un incremento più contenuto per le full hybrid (+24,1%). Attesi ulteriori cali per il GPL (-22%) e per il diesel (-13,2%), mentre la benzina dovrebbe crescere moderatamente (+2,6%) grazie al traino delle mild hybrid.
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