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La riforma del Codice della Strada sta funzionando? Pare di sì

La riforma del Codice della Strada sta funzionando? Pare di sì
I primi dati Istat (che però sono ancora parziali) indicano un calo dell’8% dei morti sulle strade urbane nel 2025.

IN QUESTO ARTICOLO

La Riforma del Codice della Strada ha compiuto un anno. Tra le novità più importanti del nuovo CdS, entrato in vigore il 14 dicembre 2024, l’inasprimento delle regole per per chi usa il telefonino al volante e chi guida in stato di ebrezza.

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Sono servite ad aumentare la sicurezza stradale?

RIFORMA CODICE DELLA STRADA, UN BILANCIO

L’Istat non ha ancora diffuso i dati definitivi del 2025, ma sono disponibili i dati sugli incidenti stradali gennaio-giugno 2025, che quindi prendono in considerazione metà anno.

A calare, più che gli incidenti, sono i morti sulle strade. Rispetto allo stesso periodo del 2024, si registrano:

  • -1,3% incidenti stradali con lesioni a persone (82.344)
  • -1,2% feriti (111.090)
  • -6,8% vittime entro il trentesimo giorno (1.310)

Da questi dati si può dedurre che la riforma ha avuto un impatto positivo sulla sicurezza stradale. Attenzione però: i numeri Istati sono ancora preliminari e soggetti a variazioni. Per avere un quadro più esatto bisognerà aspettare i dati completi sul 2025, che saranno diffusi solo fra alcuni mesi.

Calano le vittime su strade urbane e extraurbane

Rispetto al primo semestre del 2024, nel 2025 le vittime aumentano sulle autostrade (+4,4%), mostrando una dinamica opposta rispetto alle vittime sulle strade urbane (-8,4%) e su quelle extraurbane (-7,1%).

Al Nord più incidenti ma meno morti

Il Nord Italia registra un numero più elevato di incidenti, ma con indice di gravità e un tasso di mortalità più bassi rispetto al Sud.

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Particolarmente allarmante è la sicurezza stradale nei piccoli comuni e nelle aree interne periferiche e ultraperiferiche (dorsale appenninica, aree montane, Sardegna).

Gli incidenti più gravi coinvolgono un solo veicolo

Gli impatti tra veicoli sono i più diffusi, ma hanno conseguenze meno gravi rispetto agli incidenti che riguardano un solo veicolo.

Lo sbandamento e fuoriuscita dalla carreggiata, l’urto frontale contro un ostacolo fisso o accidentale sono mediamente più gravi rispetto a un tamponamento.

UNA TENDENZA POSITIVA

Se confrontiamo i dati preliminari Istat 2025 con con i primi sei mesi del 2019 — anno di riferimento scelto dalla Commissione Europea per il programma “Road Safety Policy Framework 2021-2030”, che fissa come obiettivo intermedio la riduzione del 50% del numero di vittime e feriti gravi entro il 2030 — si registra in Italia un calo contenuto degli incidenti stradali (-1,5%) e dei feriti (-5,0%) e una riduzione più marcata dei decessi (-14,6%).

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In particolare, rispetto ai primi sei mesi del 2019, il numero di vittime sulle autostrade nel 2025 risulta inferiore del -33,4%, con calo in doppia cifra anche per le strade extraurbane (-12,4%) e per quelle urbane (-12,2%).

La diminuzione dei decessi, a fronte di un calo degli incidenti molto più moderato, è probabilmente una tendenza di fondo, legata più allo sviluppo della sicurezza attiva e passiva dei veicoli che ai cambiamenti nel Codice della Strada.

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