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In Europa 19.400 morti sulle strade: ancora lontani gli obiettivi di sicurezza

In Europa 19.400 morti sulle strade: ancora lontani gli obiettivi di sicurezza
Rispetto all'anno di riferimento (2019), il calo complessivo dei decessi si attesta intorno al -15% nel 2025. Per raggiungere l'obiettivo del Vision Zero (-50% entro il 2030) la riduzione media annuale richiesta dovrebbe essere molto più incisiva.

IN QUESTO ARTICOLO

I morti sulle strade europee calano, ma non abbastanza. Lo dicono i dati del 20° Rapporto Annuale “Road SafetyPerformance Index (PIN)” dell’ETSC – European Transport Safety Council (Consiglio Europeo per la Sicurezza dei Trasporti).

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Il Rapporto monitora l’andamento della sicurezza stradale nei 31 Paesi partecipanti: 27 Stati membri dell’Unione Europea (impegnati a dimezzare i decessi e i feriti gravi sulle strade nel periodo 2020-2030), oltre a 4 paesi extra-UE (Norvegia, Svizzera, Regno Unito e Serbia).

Il numero di vittime è diminuito del 15% (ma l’obiettivo era 31%)

Dal Rapporto risulta che i decessi stradali nell’Unione stanno diminuendo a un ritmo dimezzato, rispetto a quello necessario per raggiungere l’obiettivo di ridurre del 50% i decessi entro il 2030.

Nel 2025, circa 19.500 persone sono decedute sulle strade europee, il numero di vittime è diminuito solo del 15% rispetto al dato di riferimento pre-pandemia del 2019.

Nel 2025 i morti per incidente stradale sono diminuiti solo del 2% rispetto al 2024, mentre, per proseguire spediti verso il target al 2030, sarebbe stata necessaria una riduzione media annua del 6,1% a partire dal 2019. Considerato questo forte ritardo dell’Europa, rispetto alla tabella di marcia, occorrerebbe una diminuzione di circa il 10% all’anno per il resto del decennio, ossia cinque volte l’attuale tasso di progresso.

Ancora troppi i feriti

Il Rapporto evidenzia anche che il calo dei feriti gravi è molto indietro rispetto al calo dei decessi. Nella UE si registrano  circa 100.000 persone gravemente ferite ogni anno.

I PAESI PIÙ “VIRTUOSI”

I Paesi che hanno registrato i miglioramenti più rapidi dal 2019 sono:

  • Polonia (-43% morti sulle strade rispetto al 2019), un tempo tra i meno sicuri d’Europa
  • Belgio (-31% dal 2019)
  • Danimarca (-32%) che ha ricevuto questo anno il premio PIN 2026 per le sue prestazioni a lungo termine in materia di sicurezza stradale

Norvegia e Svezia restano i Paesi più sicuri con 19 decessi stradali per milione di abitanti, contro una media UE di 43.

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“Questo rapporto mostra un’Europa che si muove a due velocità. Alcuni Paesi sono sulla buona strada per dimezzare i decessi stradali entro la fine del decennio; la maggior parte è in ritardo e l’UE nel suo complesso è ben lontana dall’obiettivo. Nulla di tutto ciò è inevitabile: riflette le scelte compiute dai governi”
Jenny Carson, Project Manager di ETSC

L’Italia

Per quanto riguarda l’Italia, dai dati provvisori del 2025 (in attesa di quelli definitivi che saranno pubblicati da ISTAT-ACI a fine luglio 2026), risulta una riduzione dei decessi rispetto all’anno precedente del 4,4% e rispetto al 2019 dell’8,7%.

L’Europa abbasserà i requisiti di sicurezza?

Secondo gli ammonimenti dell’ETSC la sicurezza stradale è a rischio a causa di tentativi di indebolire le norme europee esistenti. A preoccupare sono:

  • il congelamento per un decennio dei requisiti di sicurezza per una nuova classe di piccole auto elettriche
  • l’esenzione dei limitatori di velocità per i furgoni elettrici
  • la possibilità per migliaia di camion più lunghi e pesanti di attraversare le frontiere

Inoltre, i negoziati commerciali con gli Stati Uniti potrebbero condurre a riconoscere i meno rigorosi standard di sicurezza statunitensi come equivalenti a quelli europei.

L European Transport Safety Council chiede di arrestare l’attuale indebolimento degli standard di sicurezza dei veicoli e raccomanda limiti di velocità sicuri (30 km/h nei centri abitati, 70 km/h sulle strade extraurbane a carreggiata unica e non più di 120 km/h in autostrada).

Le responsabilità delle flotte aziendali

Gli incidenti stradali legati al lavoro rappresentano una quota enorme della mortalità totale sulle strade. Pertanto le flotte aziendali hanno responsabilità legali, etiche e sociali rigidissime in merito alla tutela della sicurezza stradale.

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Le auto aziendali sono mediamente più sicure dell’auto privata perché sempre relativamente nuove e ben manutenute.

Un buon Fleet Manager, inoltre, presta particolare attenzioni alle dotazioni di sicurezza dei veicoli in flotta e organizza gli spostamenti di lavoro in modo da non incentivare comportamenti pericolosi (attenzione ai turni, ai riposi, Car Policy aziendale che vieti tassativamente l’uso dello smartphone alla guida).

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