A ricordare i “recenti” trascorsi, condurre Lancia sotto il controllo di Fiat, uno Specialty Brand, marchio di nicchia, come delineato dal piano Fastlane 2030 di Stellantis, potrebbe non essere un riposizionamento penalizzante. In parallelo, ricondurre DS in casa Citroen altro non fa che rinsaldare un legame di fatto originario, dal quale nel 2014 venne decisa la creazione di un’identità formalmente distinta per DS. Che continuerà a essere brand a sé, come Lancia, con la differenza di una controllo strategico affidato a Fiat e Citroen.
LANCIA COMPLEMENTARE A FIAT
Ma torniamo in Lancia per ricordare quella che è stata la miglior fase degli ultimi 25 anni per il marchio, in termini di gamma di modelli offerti e centralità per la realtà del mercato italiano. La visione che vide la Ypsilon II serie (2003) e la Musa (2004) come progetti condivisi nella tecnica con Fiat Panda e Idea, rispose meglio alle esigenze del mercato italiano – fino al limite della Thesys (2004), e della stessa Delta (2009) – rispetto alla strategia che legò l’offerta Lancia alla proposta di modelli come Thema e Voyager, di derivazione Chrysler.
Andrà delineato in contenuti, concretizzato in prodotti, il controllo di Fiat su Lancia. Fastlane 2030 dovrà rivelare se al di là della Ypsilon, progettata sulla piattaforma che dà vita a Opel Corsa e Peugeot 208, e della Gamma, due modelli che guardano al premium nel segmento B e C/D, arriveranno strette sinergie tecniche con le novità che Fiat ha in programma di lanciare entro il 2030. Ovvero, modelli strettamente concentrati nei segmenti A, B e al limite C – con le due Grizzly -, oltre a un rafforzamento della proposta di micromobilità con la Quattrolino.
MANCA UN B-SUV LANCIA
Per molti anni, Lancia è stata un marchio-modello, incentrato sulla Ypsilon III serie dal 2012 e fino a tutto il 2024. Le opportunità del mercato, inesplorate, sono tutte nel segmento B-suv e C-suv, dove le possibili sinergie di prodotto con Fiat non mancherebbero, soprattutto intorno a un progetto 600 o alla piattaforma Smart Car. Scelte che, se dovessero essere attuate, coinvolgerebbero anche la produzione, gli impianti ai quali assegnare l’assemblaggio in ragione delle sinergie tecniche sulle piattaforme, di eventuali modelli Lancia derivati dalle versioni Fiat.
A un livello più alto, una formula riuscita è nel rapporto tra Toyota e Lexus, segnatamente LBX nel rapporto con Yaris Cross, fino a spostarsi sul terreno dell’elettrico e la specializzazione Alpine A290 rispetto a Renault R5. Diversi gradi di sinergie e personalizzazioni distintive di ciascun brand, in un’operazione che nel caso Fiat-Lancia non farebbe che riallacciare un legame molto più antico rispetto agli esempi dei primi Duemila.
In quanto marchio di nicchia, specialty brand, la posizione Lancia nel rapporto con Fiat è sempre stata molto chiara in passato e, senza tornare troppo indietro nel tempo, basta ricordare modelli come Lancia Phedra, monovolume più curato e rifinito rispetto al Fiat Ulysse, la stessa Ypsilon nel confronto con Panda 2003, Musa rispetto a Idea. Una proposta di auto dai materiali di qualità superiore su una base tecnica e di componentistica condivisa, a favore del controllo dei costi. Sarà la direzione che verrà esplorata nei prossimi anni da Fastlane 2030?
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