Già prima dell’annuncio dei dazi, e ora ancora di più, i produttori cinesi sempre più presenti in Europa hanno mostrato interesse a costruire i loro veicoli nel Vecchio Continente, con piani che si stanno facendo sempre più realistici.
Ciò non si deve solo ai nuovi dazi, perché già con le tariffe già in vigore comunque un’auto cinese in Europa costa di più rispetto a quanto accade in Cina. Inoltre, le basi produttive nel Vecchio Continente eliminerebbero anche i problemi del trasporto (e quello che succede nel Canale di Suez è solo uno dei numerosi esempi), e renderebbe anche più semplice rispettare in partenza tutte le normative di omologazione volute dall’UE.
Un processo inverso, insomma, ai produttori europei che invece producono ancora molto in Cina, e che rischiano quindi l’effetto boomerang dei nuovi dazi. Ecco quali sono, per ora, i produttori cinesi che hanno intenzione di aprire o acquisire stabilimenti produttivi dalle nostre parti.
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I CINESI CHE COSTRUIRANNO IN EUROPA
BYD IN UNGHERIA
Si parte da BYD, il più grande produttore mondiale di veicoli elettrici che ha annunciato l’intenzione di avviare la produzione in un nuovo stabilimento in Ungheria entro il 2026.

L’obiettivo di BYD è raggiungere una quota del 5% delle vendite di auto elettriche nell’UE. Il nuovo impianto avrà una capacità produttiva annua di 150.000 unità, che potrebbe essere raddoppiata a 300.000 unità in futuro.
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CHERY IN SPAGNA E ITALIA
Chery, che ha appena lanciato il marchio Omoda in Europa a partire dall’Italia, ha pianificato di produrre alcuni modelli del suo brand per l’Europa presso l’ex fabbrica Nissan a Barcellona a partire già dal 2024. L’obiettivo è di raggiungere 150.000 veicoli all’anno entro il 2029, in collaborazione con l’azienda spagnola EV Motors.

Inoltre, Chery è in trattative con il governo italiano per l’apertura di un secondo stabilimento europeo. Il governo avrebbe offerto a Chery sia impianti esistenti non utilizzati che una nuova area verde nel sud Italia dove potrebbe essere costruito un nuovo stabilimento. Del resto, Chery ha già legami con l’Italia grazie a DR, e grazie ai prezzi contenuti dei suoi modelli è probabile che diventi anche uno dei mercati principali.
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DONGFENG IN ITALIA
Anche Dongfeng guarda all’Italia, sempre grazie delle trattative avviate dal governo che porterebbero il colosso cinese, da poco anche nel Bel Paese con i marchi Voyah e M-Hero, ad aprire un impianto con capacità produttiva superiore a 100.000 unità annue.

Secondo Qian Xie, responsabile delle operazioni europee di Dongfeng, il governo italiano ha offerto non poche opzioni per aprire siti produttivi, come riporta Reuters.
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GEELY IN SVEZIA E BELGIO?
Nulla di ufficiale per Geely, invece, se non quanto accade già: Volvo continua a produrre la gran parte dei suoi modelli nelle sue storiche fabbriche di Torslanda, in Svezia, e di Ghent, in Belgio.

Tuttavia, anche a causa dei dazi, Volvo stessa ha annunciato che anche la EX30, per ora prodotta solo in Cina, sarà realizzata in Belgio, e questo potrebbe spingere Geely a spostare la produzione in Europa anche di alcune delle cugine Volvo, ad esempio la Polestar 2 o la Zeekr X. Geely potrebbe anche decidere di aprire nuovi impianti produttivi per i modelli Zeekr e Lynk & Co venduti in Europa, mentre per Lotus il destino ormai sembra solo cinese.
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LEAPMOTOR IN POLONIA
Dato che Stellantis ne possiede il 21%, Leapmotor produrrà in Europa. La notizia sui dazi ha dato la spinta definitiva, tanto che la piccola T03 prevista a settembre dovrebbe essere prodotta dall’estate 2024 a Tychy, in Polonia, dove si producono quasi tutti i modelli più compatti del gruppo.

Inoltre, anche un altro modello Leapmotor, il primo della nuova serie A, sarà prodotto in Polonia. Nulla da fare, sembra, per lo stabilimento di Mirafiori.
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MG TORNERÀ A PRODURRE IN INGHILTERRA
Anche per il marchio cinese più venduto in Europa (231.684 unità nel 2023), MG, c’è aria di ritorno alle origini, quelle inglesi. Come sappiamo Morris’ Garage, un tempo britannico, è oggi proprietà di SAIC, che entro due o tre anni sceglierà dove produrre in Europa.

Tra le opzioni c’è anche il Regno Unito, sia per il legame con il brand, ma anche perché SAIC possiede parte del complesso industriale di Longbridge, in Inghilterra, che in passato apparteneva a MG Rover, sebbene le aree di assemblaggio siano state vendute per la costruzione di abitazioni nel 2021.
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