L’Unione Europea sta introducendo nuove regole per rafforzare la propria base industriale. Questo coinvolge anche il settore auto, e nello specifico le flotte aziendali.
Prevista una quota minima di componenti europei per accedere agli appalti pubblici e agli incentivi statali, oltre a limiti agli investimenti extra-Ue.
La Commissione europea vuole limitare il sostegno finanziario degli Stati membri (compresi i benefici fiscali di deducibilità e detraibilità) a “piccoli veicoli elettrici a prezzi accessibili prodotti nell’Unione europea”.
L’Industrial Accelerator Act (IAA)
L’Industrial Accelerator Act (IAA) è una proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea il 4 marzo 2026 che introduce requisiti proporzionati di “Made in EU” e/o a basse emissioni di carbonio per gli appalti pubblici e per i finanziamenti pubblici.
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Si applica a settori strategici selezionati: acciaio, cemento, alluminio, automobili e tecnologie a zero emissioni nette.
I punti chiave sono:
- Obbligatorie quote minime di componentistica prodotta in UE per la partecipazione a gare d’appalto e per l’accesso a incentivi statali (Buy European).
- Limiti specifici agli investimenti provenienti da fuori dall’Unione Europea per proteggere la produzione locale, specialmente nei settori strategici come auto e manifattura.
La strategia, in linea con le raccomandazioni del rapporto Draghi, mira a ridurre la dipendenza esterna e rilanciare l’industria europea.
Infatti, l’Unione Europea è sulla buona strada per ritrovarsi a dipendere totalmente dai paesi terzi per i componenti chiave dei veicoli. È questo che la Commissione Europea vorrebbe scongiurare.
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L’IAA sarà discussa dal Parlamento europeo e dai governi dell’UE prima di diventare legge.
Net-Zero Industry Act
L’Industrial Accelerator Act (IAA) si intreccia con le nuove norme (approvate in via definitiva nel maggio 2024) del Net-Zero Industry Act che impone all’UE di produrre internamente almeno il 40% del fabbisogno di tecnologie strategiche “green” entro il 2030. Le aziende che acquistano veicoli prodotti in paesi con una posizione dominante (come la Cina) potrebbero essere penalizzate o escluse dai bandi di gara pubblici se la dipendenza da quel fornitore supera il 65%.
L’impatto sulle flotte aziendali
L’Industrial Accelerator Act (IAA) colpisce l’intero settore automotive, ma utilizza le flotte aziendali – che in Europa immatricolano circa la metà delle auto nuove – come leva strategica per trasformare il mercato.
La norma introduce vincoli stringenti specifici per il settore corporate. Dal 2028, i benefici fiscali (deducibilità, detraibilità IVA) oltre agli ecobonus e incentivi statali saranno riservati esclusivamente a veicoli prodotti nell’UE.
In particolare, i produttori di veicoli elettrici acquistati tramite “aiuti” pubblici dovranno garantire che i veicoli siano assemblati nell’Unione Europea e che il 70% dei loro componenti, esclusa la batteria, siano prodotti in Europa entro sei mesi dall’entrata in vigore della legge.
Per la batteria dell’auto elettrica dal 2027 entra in vigore lo specifico “passaporto”, che richiederà trasparenza totale sulla provenienza delle materie prime.
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Le aziende dovranno privilegiare fornitori che rispettano gli standard UE per evitare problemi di conformità (ESG) nei bilanci di sostenibilità.
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