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Il noleggio sociale rischia di distruggere il mercato dell’auto usata in Italia?

Il noleggio sociale rischia di distruggere il mercato dell’auto usata in Italia?
In Francia sono crollati i valori residui dopo l'introduzione del leasing sociale, al punto che si è sentito il bisogno di proporre un bonus (che arriva a 5.500€) per l'acquisto di elettriche usate.

IN QUESTO ARTICOLO

Il Governo francese ha introdtto un nuovo incentivo per sostenere la domanda di veicoli elettrici a batteria usati per arginare l’effetto negativo che il leasing sociale francese (l’incentivo molto generoso ripartito da luglio) sta avendo sui valori residui delle auto elettriche nuove.

Secondo Ludovic Percier, Senior residual value analyst di JD Power Europe & Australia, il leasing sociale starebbe di fatto assorbendo quote consistenti del mercato dell’usato francese: molti automobilisti che l’anno precedente non avevano intenzione o possibilità di acquistare un’auto nuova sono stati spinti dal Governo verso un canone di leasing particolarmente basso.

L’impatto maggiore ha riguardato le vetture a benzina e diesel, ma anche i valori residui delle BEV francesi ne stanno risentendo. L’analisi di JD Power mostra che a tre anni e 60.000 km percorsi un’auto usata media in Francia mantiene il 50% del prezzo da nuova, mentre le BEV si fermano al 34,8%.

Il bonus se compri un’usata al posto del leasing sociale

A partire dal 1 settembre, chi acquista un’auto elettrica a batteria usata potrà beneficiare di un contributo base che può variare tra 357,86 e 369,67 euro.

Per i caregiver (ovvero chi si occupa della cura di anziani e persone con disabilità), il bonus sale a circa 2.000 euro, mentre per le famiglie classificate in condizione di povertà energetica si aggira intorno ai 1.350 euro.

Il bonus si applica alle elettriche usate che rispettano contemporaneamente questi requisiti:

  • prezzo inferiore a 25.000 euro;
  • almeno l’80% della capacità della batteria residua (o 200 km di autonomia), verificato da un professionista del settore autorizzato o da un fornitore terzo;
  • peso inferiore a 1.800 kg;
  • prima immatricolazione in Francia tra il 1 gennaio 2017 e il 31 dicembre 2023;
  • acquisto o noleggio presso un professionista del settore autorizzato;
  • mantenimento del veicolo, in proprietà o a noleggio, per almeno tre anni.

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A finanziare il contributo non sarà lo Stato ma le società energetiche, nell’ambito del sistema dei certificati di risparmio energetico (CEE).

C’è poi uno sconto specifico per i tassisti: tra 3.500 e 5.500 euro se si acquista una vettura elettrica con peso inferiore a 2.400 kg e prezzo di acquisto inferiore a 65.000 euro.

Potrebbe succedere anche in Italia?

Il caso francese offre più di uno spunto di riflessione per l’Italia, dove il noleggio sociale è ancora in fase di definizione ma si muove nella stessa direzione: una misura che sussidia l’accesso a un’auto a canone fisso per le fasce di reddito più basse.

Il fondo stanziato è di 50 milioni di euro (per una platea stimata di 3-4.000 beneficiari) e il canone indicativo di 100 euro al mese per 35 mesi e 12.000 km annui inclusi, senza anticipo, su un unico modello che verrà selezionato tramite gara d’appalto tra le vetture con prezzo di listino entro 18.000 euro IVA inclusa.

Se lo schema italiano dovesse avere una diffusione paragonabile a quella del leasing sociale francese, l’effetto più probabile riguarderebbe proprio il segmento in cui si concentrerebbe l’iniziativa: le citycar e le utilitarie entro i 18.000 euro, lo stesso segmento occupato oggi da modelli come Kia Picanto, Fiat Pandina, Dacia Sandero, Seat Ibiza e Citroên C3.

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Un canone pubblico così competitivo, a fronte di un anticipo zero che oggi nessuna offerta commerciale equivalente prevede, rischia di spingere i costruttori verso una vera e propria corsa al ribasso pur di aggiudicarsi la fornitura, con il rischio di comprimere ulteriormente i valori residui di questi stessi modelli sul mercato dell’usato tradizionale, esattamente come osservato in Francia.

Il nodo, come per il leasing sociale francese, sarà capire se e quando il Governo o il settore del noleggio dovranno intervenire con misure correttive per sostenere il mercato dell’usato una volta che il programma sarà pienamente operativo, tenendo conto che i tempi di attuazione restano ancora incerti, con una gara europea e un possibile click day non prima del 2027.

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