Abbiamo provato la Mazda CX-60 model year 2026, un auto che è il simbolo della filosofia del Kaizen, dove l’eccellenza non è un punto d’arrivo ma la strada da percorrere. Le novità principali hanno interessato la guida: oggi la CX-60 può contare su un reparto sospensivo completamente rivisto che ha portato importanti benefici nella guida, ma non è tutto. Anche lo sterzo ha una taratura differente, per essere più diretto, così come il controllo di trazione è più efficace nella guida sportiva e in offraod.

Tra i sistemi di sicurezza fa il suo ingresso il monitoraggio dell’attenzione che è in grado di percepire i malori del conducente e di accostare in sicurezza l’auto sbloccando anche le portiere per agevolare i soccorsi. L’auto non è stata stravolta anzi, gli ingegneri giapponesi sono intervenuti per rendere la CX-60 più confortevole e piacevole da guidare mantenendo inalterato il suo dna. La prima generazione su strada era infatti un po’ troppo morbida di assetto e poco precisa tra le curve, il model year 2026 è tutt’altra cosa. La guida è più affilata e il comfort è ancora maggiore, l’abbiamo provata da Roma all’Abruzzo lungo un percorso di 400 km.
Leggi Anche: Come va la nuova Mazda CX-5 ibrida
Cos’è cambiato
La nuova CX-60 non è cambiata né dal punto di vista estetico né per quanto riguarda le motorizzazioni proposte: tutto è uguale al modello precedente. Gli interventi hanno riguardato parti nascoste come le sospensioni, in particolare quelle dell’asse posteriore, un intervento che è servito ad assicurare una guida più precisa tra le curve.

Un’altra grande novità è l’omologazione all’utilizzo dell’HVO 100: si tratta di un biocarburante derivato da scarti organici e oli vegetali riciclati che rende questa Mazda potenzialmente ancora più green. Personalmente apprezzo sempre le Mazda per il loro stile: la semplicità, l’armonia, e la pulizie delle forme dei loro modelli è un grande segno distintivo rispetto la concorrenza, soprattutto quella cinese.

Sale a bordo l’intelligenza artificiale
L’abitacolo della CX-60 è certamente uno dei migliori del suo segmento. L’ambiente è semplice, senza troppi fronzoli, tutto è al posto giusto e soprattutto la sensazione di qualità percepita è davvero molto alta. Per rendere i lunghi viaggi ancor più confortevoli, su questo model year 2026 sono stati introdotti i doppi vetri anteriori che insonorizzato ancora meglio l’abitacolo: in autostrada non si sente nessun fruscio aerodinamico, nonostante le dimensioni dell’auto. Sale a bordo anche Amazon Alexa, tramite cui è possibile gestire numerose funzioni “connesse” dell’auto e avere conversazioni molto naturali.
Leggi Anche: La Ferrari elettrica costerà 500 mila euro e non sarà neanche una sportiva…

Se siete amanti della buona musica a tutto volume, con il sistema Harmonic Acoustic potete tenere un vero e proprio concerto: ogni cassa, compresi i woofer, ha un posizionamento specifico, così da garantire un acustica perfetta. Il risultato è un suono molto pulito e naturale, che ha permesso a questa CX-60 di vincere il premio per il miglior impianto audio di serie su un auto. I passeggeri posteriori godono di un ampio spazio per le gambe e di una postura di seduta stabile, anche per le persone di corporatura robusta. Il vano di carico parte da una capacità di 570 litri, che sale fino a 1.726 litri abbattendo le sedute posteriori.
La posizione di guida
Il posto di guida è progettato attorno a tre schermi principali: un quadro strumenti da 12,3 pollici completamente digitale, un head-up display di grande formato e uno schermo centrale da 12,3 pollici per l’infotainment. Il quadro strumenti è stato ampliato per offrire una migliore visibilità delle modalità di assistenza alla guida, degli avvisi e delle impostazioni personalizzate. Pratico e ben posizionato è il rotore per la gestione del sistema multimediale che è proprio a portata di mano, e scongiura potenziali distrazioni alla guida, anche se è un po’ “old style” io l’ho apprezzato.
Leggi Anche: Le auto plug-in consuma il 300% in più rispetto il dichiarato

Motori “veri”
Sotto il cofano della CX-60 due scelte: diesel o plug-in. Il powertrain ibrido plug-in combina un motore da 2.5 litri quattro cilindri benzina a iniezione diretta, con un motore elettrico da 129 kW e una batteria 17,8 kWh. La potenza erogata è di 500 Nm di coppia mentre lo scatto da 0-100 km/h ferma il cronometro dopo 5,8 secondi, con una velocità massima limitata a 200 km/h. Questa versione PHEV assicura un’autonomia in elettrico di 64 km viaggiando a una velocità massima di 100 km/h.

Se invece preferite il classico e tanto amato diesel, potete scegliere tra l’unità da 200 cavalli a trazione posteriore o quella da 249 cavalli con la trazione integrale intelligente di Mazda. Entrambi i motori sono mild hybrid a 48V, ed entrambi sfruttano sotto il cofano un maestoso 3.3 litri a sei cilindri in linea abbinato al cambio automatico a 8 rapporti. Due motori d’altri tempi, soprattutto vista la generosa cubatura, un aspetto che ormai è più unico che raro.
Leggi Anche: Quanto costa mantenere un auto elettrica?
Come va
Quanto si parla di interventi che migliorano le sensazioni di guida, molte volte si tratta di migliorie che difficilmente si percepiscono dietro il volante. Non è il caso di questa Mazda che si è dimostrata migliorata perché oggi si fa guidare con tanto, tanto, piacere. Un grande passo in avanti rispetto il passato che rende questa giapponese una validissima alternativa anche alle blasonatissime tedesche. Ho scelto di testare la versione plug-in hybrid, quella più centrata per il mondo delle flotte, nonostante il richiamo del gasolio era molto forte.

La CX-60 ibrida ricaricabile ha un’innata dote, che è quella della fluidità, frutto di una buonissima sinergia tra il motore termico e quello elettrico. Il cambio automatico a otto rapporti non ha convertitore di coppia e non è un fulmine di velocità, ma è molto fluido per garantire una guida rilassata e “vellutata”. Non dimentichiamo che questa CX-60 può anche essere frizzante quando serve: a nostra disposizione ci sono oltre 300 cavalli e ben 500 Nm di coppia. Lo sterzo è preciso e progressivo, mentre le sospensioni a doppio braccio oscillante e multilink, non solo assorbono egregiamente le asperità della strada, ma garantiscono anche una grande stabilità.
Leggi Anche: L’assicurazione RC Auto non è mai costata così tanto
Allestimenti e prezzi
Il listino della Mazda CX-60 2026 offre 6 diversi allestimenti con prezzi che oscillano da un minimo di 55.000 euro ad un massimo di oltre 72.000 euro per i modelli top di gamma. Si parte con la diesel da 200 cv e la trazione posteriore a 55.150 euro, si sale a 58.000 per la variante da 249 cavalli e trazione integrale. La Plug-in Hybrid 2.5L parte invece da circa 56.000 euro. L’allestimento Prime-Line, quello d’attacco, prevede cerchi da 18″, fari LED e navigatore integrato.
***
CONTINUA A LEGGERE SU FLEETMAGAZINE.COM
Per rimanere sempre aggiornato seguici sul canale Telegram ufficiale e Google News.
Iscriviti alla nostra Newsletter per non perderti le ultime novità di Fleet Magazine.