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Il mercato auto non leva il freno a mano: anche a febbraio cala del 6%

Il mercato auto non leva il freno a mano: anche a febbraio cala del 6%
Uniche tipologie di alimentazione in effettiva espansione sono quella elettrica, che a febbraio ha incrementato le immatricolazioni del 37,7%, 5% di quota, e le ibride vere (plug-in hybrid +32,7%, full hybrid +16,3%) che raggiungono una quota complessiva del 17,1%.

IN QUESTO ARTICOLO

Il mercato auto a febbraio non si è mosso: secondo i dati di Dataforce, che ci fornisce la fotografia mensile del comparto, infatti, il mese scorso le nuove targhe sono state 139.013 (9.226 in meno rispetto allo stesso mese del 2024). Ovvero, il saldo è in negativo del 6,22%.

“Guardando ai risultati di CO2 media per canale in Italia, potrebbe sembrare che oggi scendere sotto i 110 g/km non sia possibile – commenta Salvatore Saladino, Country Manager di Dataforce Italia – I canali che fanno questo risultato sono il Noleggio a Lungo Termine e le auto-immatricolazioni, gli altri viaggiano molto, molto più in alto mentre l’obiettivo di 93,6 g/km resta lì, lontano, con tutto quello che si porta dietro. I primi 5 paesi europei in termini di volumi di immatricolazioni stanno tutti più o meno come noi in termini di emissioni medie, a parte la Francia, che ha chiuso il 2024 raggiungendo quel target. Dovranno essere i virtuosi del nord Europa a compensare le nostre cattive propensioni di acquisto… e i bilanci miliardari degli scorsi anni di molte Case Auto. Le simulazioni che stiamo facendo attualizzando i dati per stimare gli importi delle multe a fine 2025 non raccontano di una vera sterzata in termini di riduzione dei volumi e/o di crescita delle BEV che possa azzerarle”.

Ecco la fotografia scattata da Dataforce.

A febbraio 2025 i privati in calo si trascinano il mercato?

In due mesi il mercato dell’auto ha già perso 17.500 targhe rispetto al 2024 e il canale che ha registrato la peggior performance è stato quello dei privati (-9.231 unità, quasi esattamente alla flessione dell’intero mercato, -10,8%). E così market share del canale più importante precipita al di sotto del 55% (a gennaio la quota era arrivata a superare il 63%).

Il canale delle vendite dirette alle aziende (società in proprietà e leasing) conferma l’andamento negativo, ma attenua l’impatto a -1,3% con 7.192 immatricolazioni (soltanto 95 in meno). Bene il comparto del noleggio a lungo termine: +13,52%, ma male il noleggio a breve termine, che fa registrare una flessione del 20,27%.

Le auto-immatricolazioni sono state invece 12.515, con una flessione di 1.564 unità. Il passivo è ascrivibile unicamente alle targhe in uso proprio delle Case e dei Concessionari, mentre quelle destinate al noleggio sono in attivo, anche se su volumi modesti.

Leggi Anche: Le case auto vogliono ancora smettere di produrre endotermiche?

Quanto emettono le nuove auto (troppo!)

L’analisi delle emissioni medie indica che le immatricolazioni del primo bimestre si sono attestate a 118 g/km di CO2, il che porterebbe a un livello di sanzioni complessive di 634 milioni di euro, per due terzi dovute ai privati (390 milioni), che hanno raggiunto un livello di CO2 identico alla media complessiva del mercato.

Nettamente superiori le emissioni del canale società: 137 g/km (per 58 milioni di euro di multe). Il comparto più virtuoso è invece il noleggio a lungo termine: 110 g/km di CO2, con un progressivo sanzioni di 94 milioni. Alta la media dei rent-a-car: 125 g/km per multe pari a 41 milioni di euro. Le auto-immatricolazioni, infine, “contribuiscono” per altri 40 milioni di euro.

Quali alimentazioni si comprano

Tra le Passenger Cars, le auto a benzina hanno fatto segnare una flessione dell’8,7% ma permangono sopra al 50% di quota (esattamente si piazzano al 52,7%). Le mild hybrid superano, anche se di poche unità, le immatricolazioni di benzina senza sistema di ibridizzazione.

Le diesel hanno registrato un arretramento del 26,2% nelle immatricolazioni e la quota di mercato è scesa al 15,4% (oltre 4 punti in meno). Uniche tipologie di alimentazione in effettiva espansione sono quella elettrica, che a febbraio ha incrementato le immatricolazioni del 37,7%, 5% di quota, e le ibride vere (plug-in hybrid +32,7%, full hybrid +16,3%) che raggiungono una quota complessiva del 17,1%.

 

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