Proseguono le difficoltà per il comparto dei veicoli commerciali leggeri, in flessione fin dall’inizio dell’anno. A luglio 2026 sono state targate quasi 15.000 unità (circa 1.800 in meno) per una flessione percentuale di 10,9 punti sul mese precedente. Da gennaio a luglio il risultato rimane in rosso, anche se il passivo del cumulato è più contenuto (-6,4%).
Ecco l’elaborazione mensile del mercato prodotta da Dataforce.
Il mercato degli LCV elettrici in picchiata
I recenti incentivi stanziati dal Governo a favore delle PMI, (40 milioni di euro esauriti in meno di un’ora dall’entrata in vigore) non sembrano granché sufficienti a ridare slancio a un mercato degli LCV sempre più fiacco.
Nel mese di luglio 2026, tutti i canali della distribuzione sono rimasti in rosso. Male quello dei privati, che flette di appena 131 unità e perde il 7,1% sul mese precedente. Il principale canale degli LCV in Italia, le immatricolazioni dirette delle Società, è l’unico settore in attivo a luglio (+0,7%), ma guadagna appena 45 targhe aggiuntive. In caduta anche le auto-immatricolazioni, al -31,8%. Particolarmente accentuata anche la flessione registrata nel mondo del noleggio, con il lungo termine a -16,61% e il breve a -22,3%.
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I mezzi a gasolio continuano a rappresentare quasi l’80% del mercato degli LCV, pur registrando un calo del -12,3% nel mese di luglio 2026. In flessione le immatricolazioni di veicoli elettrici (-14%), con volumi sempre minimali: appena 776 immatricolazioni rispetto alle 902 del luglio precedente. Per il momento, la quota degli LCV a batteria è di appena il 3,7%. Sempre su volumi modesti i mezzi da lavoro ibridi: full hybrid e plug-in hybrid superano di poco il 5% di quota di mercato. Benzina in ripresa a luglio (+11,8%) ma con una quota, comunque, sempre più bassa: il 9% sul totale.
Nell’ambito dei veicoli commerciali leggeri, Fiat a luglio è sempre al primo posto, pur con un calo del 13,9%%. Ford è seconda (-8%). Terza è Iveco (-3%). A seguire, Renault, Mercedes, Toyota, Peugeot, Volkswagen, Citroen e Opel. In crescita nella Top 10, soltanto Renault, Mercedes e Volkswagen.
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