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Mini car a noleggio: il problema è il vandalismo

Mini car a noleggio: il problema è il vandalismo
Gli operatori di sharing si trovano a fronteggiare numerosi atti vandalici, spesso commessi da giovanissimi. Oltre ai danni diretti di riparazione, bisogna contare il fermo tecnico del mezzo danneggiato, oltre ai costi assicurativi e di gestione logistica.

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Inciviltà, vandalismo, incendi dolosi, furti rappresentano oggi una delle principali minacce alla sostenibilità economica del car sharing in Italia, costringendo diversi operatori a ridimensionare la propria flotta o ad abbandonare intere città.

Bari, in 8 mesi 50 danneggiamenti

L’ultimo caso eclatante a Bari, dove Pikyrent, operatore di sharing mobility con 178 mezzi tra minicar e scooter elettrici, ha denunciato 50 atti vandalici in 8 mesi, di cui 44 nei soli mesi estivi, un fenomeno legato al picco di attività notturna delle baby gang, che vandalizzano i mezzi per noia o per compiere sfide sui social network. Fra gli episodi più eclatanti, un incendio doloso in pieno centro che ha completamente distrutto una microcar Citroën Ami della flotta.

La gravità dei danni (compresi atti di inciviltà estrema e distruzione dei mezzi) ha spinto i vertici aziendali a valutare il totale abbandono del servizio nel capoluogo pugliese.

Il vandalismo a Milano

Milano, la capitale dello sharing in Italia, storicamente colpita da fenomeni simili, ha visto l’addio definitivo di Share’ngo nel 2020 e, nel 2025, di Zity.

Leggi Anche: Zity abbandona Milano, è la crisi del car sharing

Le ragioni dell’abbandono non sono solo gli atti vandalici, ma secondo i dati interni condivisi dal management di Zity, l’azienda si è trovata a gestire una media compresa tra i 200 e i 300 casi di vandalismo ogni singolo anno. Uno dei casi più clamorosi ha riguardato il ritrovamento di auto Zity completamente devastate all’interno di parchi giochi cittadini.

A Roma i “cannibali” delle microcar

Le minicar in sharing sono costantemente nel mirino per i loro pezzi di ricambio.

Le forze dell’ordine a Roma hanno smantellato diverse bande composte da minorenni (anche giovanissimi di 14 e 16 anni) specializzate nel colpire le flotte in sharing, usando dispositivi elettronici illegali e kit di clonazione per bypassare i sistemi di sicurezza digitali delle app di car sharing. Cosa cercano? Display digitali e cruscotti, fari a led e gruppi ottici ma anche ruote e cerchi in lega.

La “cannibalizzazione” dei display digitali, denuncia l’associazione di categoria del comparto sharing mobility in Italia Assosharing, non è più soltanto vandalismo spicciolo, ma risponde a una logica di furto su commissione per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio.

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