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Zity abbandona Milano, è la crisi del car sharing

Zity abbandona Milano, è la crisi del car sharing
Troppe perdite, veicoli vandalizzati e tasse comunali insostenibili: Zity rinuncia al car sharing a Milano e abbandona la città.

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Fino a pochi anni fa si parlava di boom del car sharing, si pensava che le auto da noleggiare per pochi minuti potessero essere il futuro della mobilità cittadina. Sarà stato il covid o chissà, ma così non è andata. Lo sharing a quattro ruote è sempre più raro e ristretto e i principali operatori del settore iniziano a tirare i remi in barca. Come Zity, che ha scelto di abbandonare Milano.

Zity dice addio a Milano

A partire dalle ore 23:59 di mercoledì 17 dicembre il car sharing di Zity non sarà più operativo a Milano. “Anche se abbiamo amato ogni chilometro percorso, le circostanze del mercato e la sostenibilità a lungo termine del business nel suo formato attuale ci hanno portato a rivalutare la nostra operazione. – fanno sapere dalla società – A volte, anche i progetti più appassionanti devono prendere nuove direzioni”.

Ringraziando le “oltre 136.000 persone che si sono unite alla nostra comunità” Zity fa sapere che il servizio di car sharing a Milano proseguirà tramite l’app Mobilize Share. A partire dal 18 dicembre, i dati personali forniti dagli utenti verranno cancellati e gli eventuali crediti residui sull’account non utilizzati non potranno più essere rimborsati.

Zity aveva debuttato a Milano nel giugno 2022. Il car sharing della Dacia Spring (oltre 600 in tutta la città) era tra i più economici della metropolitana lombarda e, nei 3 anni di attività ha erogato 1,7 milioni di noleggi.

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La colpa è di Milano?

Assosharing spiega in una nota che “la decisione dell’operatore arriva in un contesto già segnato da forti criticità economiche e regolatorie, ripetutamente condivise con l’Amministrazione comunale”. Mantenere il servizio a Milano, denuncia l’associazione di categoria “è diventato insostenibile: ogni veicolo genera perdite superiori ai 400 euro al mese”.

La perdita non è dovuta, come si può pensare, ai danni recati alle vetture ma al canone comunale che, sottolinea Assosharing, è “oggi di gran lunga il più elevato tra le grandi città italiane, oltre che dagli elevati costi operativi. Mentre Roma, Torino e Bologna hanno scelto di rivedere o azzerare i canoni per non compromettere un servizio divenuto essenziale per la mobilità urbana, a Milano al momento non sono stati adottati interventi analoghi, nonostante i numerosi confronti istituzionali e la presentazione formale di proposte tecniche”.

Enjoy restringe il servizio

Mentre Zity chiude definitivamente i battenti, Enjoy si fa decisamente più severo. A partire dal 2026, lo sharing di EniLive non sarà più free floating. Al contrario, le vetture potranno essere prelevate e lasciate soltanto presso gli Enjoy Point delle stazioni di servizio Eni. Addio anche a vantaggi come l’accesso libero alle Ztl e il parcheggio gratis sulle strisce blu a Milano, Torino, Roma, Firenze e Bologna.

Leggi Anche: Le nuove regole del car sharing Enjoy

Crisi nera per il car sharing

Ad essere in crisi non è lo sharing in generale che, nel 2024 in Italia, ha superato i 50 milioni di noleggi complessivi e i 96mila mezzi. Il problema è il car sharing. Perché, riporta il Rapporto nazionale sulla sharing mobility, l’auto condivisa copre appena il 12% dei noleggi nazionali, contro il 50% dei monopattini e il 32% delle bici.

Tra il 2019 e il 2024 il car sharing free floating subisce in Italia un vero crollo, riducendo il proprio il mercato di circa la metà. Nel 2019 i noleggi in Italia erano 11.710.000, con una flotta complessiva di 6.300 auto. Cinque anni dopo, i noleggi sono più che dimezzati raggiungendo quota 4.220.000 e le vetture sono 3.300.

Perché? Per via del “significativo incremento di sinistri e atti vandalici”, così come testimoniato da Enjoy. Per l’obbligo di utilizzare esclusivamente veicoli elettrici, che costringe a ripensare l’intera logistica del servizio. Infine, per l’assenza di un quadro fiscale realmente favorevole al settore.

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