Ai margini del Pink Mobility Day 2026, l’assessora alla mobilità del Comune di Milano Arianna Censi ha tracciato un bilancio del suo mandato, iniziato a ottobre 2021 e destinato a concludersi con la scadenza dell’amministrazione Sala nella primavera del 2027.
Anni caratterizzati da una forte spinta verso la transizione ecologica, con l’espansione della rete ciclabile (fra gli interventi più discussi quelli in Corso Buenos Aires) e soprattutto della metropolitana, culminata con l’attivazione completa della Linea M4 (Blu) e l’avvio di cantieri strategici per i prolungamenti delle linee esistenti.

Una rete metropolitana che ha dato buona prova di sé in occasione delle Olimpiadi e Paralimpiadi di Milano-Cortina, come racconta Censi: “Sapevamo di confrontarci con un pubblico esigente che avrebbe, se sufficientemente informato, affrontato bene il Trasporto pubblico locale. E così è stato”.
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Allo stesso tempo, Censi ha denunciato una carenza di fondi (circa 300 milioni di euro) necessari per evitare tagli a bus e metro, richiamando la responsabilità del governo nazionale nel sostenere il Fondo Nazionale Trasporti.
CONTRO LE AUTO?
L’azione di Arianna Censi è stata interpretata dai critici come una vera e propria “guerra alle auto”, che hanno visto ridotto lo spazio stradale concesso ai mezzi privati a favore di mobilità dolce e mezzi pubblici. “Uno sforzo che chiediamo alle persone che sono in grado di farlo – puntualizza Censi – Chi è in difficoltà, anziano o disabile, viaggia come vuole e dove vuole, la città e loro, e più è libera da altri più è disponibile”.
Tra le misure più controverse, l’estensione delle strisce blu in quartieri periferici per scoraggiare l’ingresso dei pendolari in auto e la crescita del ticket per entrare in Area C.
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Arianna Censi rivendica la sua visione di una mobilità sempre più svincolata dall’auto privata: “Credo che abbiamo avuto un’idea di dove vogliamo andare: l’ecosistema della mobilità ha una sua strategia. La fine dei cantieri ha significato l’utilizzo di quelle aree che spesso erano parcheggi sotto gli alberi in grandi boulevard di vita comunitaria. Stiamo cercando di restituire la città ai cittadini, fornendo loro la possibilità di muoversi e vivere in maniere più semplice e facile, senza dovere usare per forza l’automobile”.
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