Negli ultimi mesi Roma sta vivendo una vera rivoluzione nella mobilità urbana. L’obiettivo dichiarato dalla giunta del sindaco Gualtieri, è ridurre drasticamente il numero di incidenti stradali e migliorare la qualità della vita dei cittadini.
Roma quindi si trova davanti a un bivio: riuscirà la Capitale a trasformarsi davvero in una città europea più sicura e sostenibile, o questi provvedimenti finiranno per aumentare solo malcontento e disagi?
Cosa succede a Roma?
Roma città 30
L’ultima delle novità riguarda l’introduzione della Zona 30: da settembre 2025, l’intero centro storico e circa 50 strade nei quartieri Pigneto, Monteverde, Balduina, Centocelle e in diverse aree residenziali come via di Villa Ada e viale Agosta, diventano zone a velocità limitata a 30 chilometri orari.
Un provvedimento che segue l’esempio di Bologna, prima città italiana ad adottare la misura, dove negli mesi gli incidenti sono calati sensibilmente. Ma non tutti applaudono.
L’opposizione, in particolare la Lega, ha criticato la scelta, definendola una “crociata ideologica” e accusando il Comune di voler “fare cassa” attraverso multe e nuovi autovelox. Secondo i leghisti, i limiti di velocità avrebbero senso solo vicino alle scuole o in strade strette, non su interi quartieri, soprattutto in una città dove autobus e metro offrono servizi spesso insufficienti.
I nuovi autovelox
E infatti, accanto alla Zona 30, è previsto un massiccio piano di controllo. Il Comune installerà 60 autovelox fissi e mobili, oltre a sistemi di rilevamento della velocità media, come il Tutor in via del Mare. I primi dispositivi sono già stati attivati a inizio settembre e altri arriveranno progressivamente fino al 2026. Inoltre, 15 incroci già oggi sono dotati di telecamere contro chi passa col rosso, e ne arriveranno presto altri 38.
30 mila nuovi parcheggi a pagamento
Ma le novità non si fermano qui. Roma sta andando verso una, come dicono in molti, “milanesizzazione” della viabilità: oltre alla Zona 30, arrivano 30 mila nuovi parcheggi a pagamento, una volta strisce bianche, che si aggiungono ai 70 mila già presenti. Intere zone come Eur, Pigneto, Garbatella e Ostiense vedranno sparire i parcheggi gratis.
Secondo il Comune, questo servirà a favorire la rotazione dei posti auto e a garantire più disponibilità per i residenti, esentati ovviamente dal pagamento. Non mancano però le polemiche, soprattutto perché anche nei parcheggi di interscambio Atac entrerà in vigore la tariffa notturna, pari a 80 centesimi l’ora dopo la chiusura delle metro.
Ztl Fascia Verde e diesel Euro 5
Infine, il nodo più delicato: la Ztl Fascia Verde. Dal 1° novembre 2025, infatti, salvo rinvii, l’area – che copre quasi tutto il territorio entro il Grande Raccordo Anulare – diventerà off-limits per le auto diesel fino a Euro 5 e le benzina fino a Euro 2. Un blocco che si aggiunge ai divieti già attivi per i veicoli più inquinanti. La misura punta a ridurre l’inquinamento atmosferico, ma rischia di colpire decine di migliaia di automobilisti romani, in assenza di un piano concreto per il ricambio del parco auto o per potenziare i mezzi pubblici.
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