Non solo elettrico, più flessibilità e la possibilità di sfruttare altre tecnologie, ma soprattutto nessuna multa ai costruttori nel 2025: il Partito Popolare Europeo, che nelle sue file ha la stessa presidente Ursula von der Leyen, approva un position paper che evidenzia in pochi e semplici punti un cambio di rotta sostanziale nel confronti del Green Deal europeo.
Il Ppe infatti già durante la campagna per le ultime elezioni europee aveva espresso qualche riserva sul piano di transizione, ma senza schierarsi davvero, fino ad oggi. Per rivoluzionare la mobilità (e l’industria) del Vecchio Continente, in chiave sostenibile e soprattutto elettrica, non bastano le imposizioni: così l’11 dicembre il partito ha preso posizione.
Ma quali sono i cambiamenti richiesti?
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Come deve cambiare la transizione, senza multe, secondo il Ppe
Iniziamo dalle origini, ovvero cosa vogliono cambiare i parlamentari del Ppe. Al centro del position paper, visionato in anteprima da Open, c’è il Green Deal, regolamento approvato nel 2023 con 340 voti favorevoli (di questi 26 del Ppe), 21 astenuti (5 popolari) e 279 contrari (129 dal Ppe) che aveva stabilito standard e limiti alle emissioni di CO2 dei veicoli prodotti da quel momento e fino al 2035, anno della transizione completa.
Oggi al Green Deal viene però richiesta maggiore flessibilità, anche in virtù del fatto che il settore automotive (che solo in Italia vale l’11% del Pil considerato anche l’indotto) è messo in ginocchio da un blocco quasi totale delle vendite, al quale si sarebbero aggiunte, nel 2025, multe salatissime in caso di sforamento dei limiti di emissioni.
Nelle sue sette pagine, il documento chiede che venga usata “neutralità tecnologica”, ovvero non solo elettrico, perché ci sono soluzioni che potrebbero accompagnarci nella transizione a step. Stiamo parlando di biocarburanti ed e-fuels (su questi ultimi una piccola finestra fu aperta già lo scorso anno, con gioia della Germania che ne è il maggiore produttore, mentre i biocarburanti italiani erano rimasti tagliati fuori).
Via le multe 2025
Uno dei nodi principali è quello, come detto, delle multe nel 2025 per le case automobilistiche. Nel documento si legge “rischiano di tradursi in sanzioni da miliardi di dollari“, che metterebbero in ginocchio il settore.
Von der Leyen dovrà dare una risposta alle richieste del suo partito (in maggioranza al Parlamento Ue).
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