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Multe commisurate al reddito: come funzionano

Multe commisurate al reddito: come funzionano
In Italia le sanzioni per chi infrange il Codice della strada sono uguali per tutti. In molti Paesi europei, invece, a parità di infrazione chi guadagna di più paga di più. Entrambi i sistemi hanno pregi e difetti, l'importante è aumentare la sicurezza stradale senza vessare gli automobilisti.

IN QUESTO ARTICOLO

In Italia il “prezziario” delle contravvenzioni per avere violato il Codice della strada è fisso.

Se, ad esempio, veniamo sanzionati per avere usato lo smartphone alla guida, l’importo da pagare è sempre da 250 a 1.000 euro,  sia che a infrangere la norma sia un disoccupato sia che si tratti dell’uomo più ricco d’Italia.

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Ma siamo sicuri che questo sia il metodo migliore di sanzionare le multe?

MULTE IN BASE AL REDDITO

In diversi Paesi ammende e contravvenzioni sono commisurate al reddito. C’è una “multa base” e da lì si sale, al salire dello stipendio di chi ha infranto le regole. Ad adottare questo sistema, in Europa, sono:

  • Germania
  • Finlandia
  • Danimarca
  • Estonia
  • Portogallo
  • Svezia
  • Francia
  • Svizzera
  • Belgio
  • Grecia
  • Inghilterra

I criteri con i quali i prezzi aumentano in base al reddito sono diversi da Paese a Paese.

In Germania, ad esempio, le multe sono uguali per tutti ma – per le sanzioni più gravi che vanno nel penale – esiste  la possibilità di evitare condanne lievi pagando una  ‘penale’ (Geldstrafe) il cui importo viene stabilito considerando il reddito del condannato (Tagessatzsystem). 

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Molti Paesi applicano il principio della multa commisurata al reddito solo per alcuni tipi di sanzione.

Diversi, su modello della Finlandia (la prima nazione ad adottare questo sistema nel 1921) adottano il modello “Day-fine” (multa giornaliera) che tiene conto di:

  • gravità della sanzione
  • reddito giornaliero del trasgressore

La multa è quindi commisurata in giorni di lavoro. Il modello “Day-fine” è in uso in diversi Paesi: Danimarca  (in danese: dagbøde), Estonia (in estone: päevamäär),  Finlandia (in finlandese: päiväsakko), Francia (in francese: Jour-amende), Portogallo (in portoghese: Astreinte), Svezia (in svedese: dagsbot), Svizzera e Macao (in cinese: 刑 法 典).

L’ESEMPIO INGLESE

La Gran Bretagna è stato l’ultimo Paese, in ordine di tempo, a introdurre le multe in base al reddito, nel 2017. Anche in UK lo scopo è tenere conto sia della gravità della sanzione sia del reddito del trasgressore.

Le infrazioni sono suddivise in ordine crescente di gravità (A, B e C). Ad esempio, un eccesso di velocità di tipo A (superamento da 1 a 10 miglia all’ora quando il limite è 30, cioè circa 50 km/h) comporta una spesa tra il 25 e il 75% del reddito settimanale dell’automobilista.

Ma se la “gravità” aumenta si paga fra il 75 e il 125% del reddito (multa B) o anche tra il 125-175% del reddito settimanale (multa C).

Alle multe si abbinano punti in meno sulla patente, eventuale sospensione e possibilità di corsi di guida per “recuperare”.

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Esiste, però, un tetto massimo per le ammende: 2.500 sterline sulle autostrade e 1.000 nella restante viabilità.

Le multe più salate

In Finlandia, invece, non esistono limiti a quanto si può sborsare per una multa.

Fece scalpore, qualche anno fa, il caso dell’imprenditore Reima Kuisla (in foto), multato per essere andato a 103 km/h in una zona con limite 80. Costo della multa, proporzionale al suo reddito di 6 milioni di euro: 54.000 euro.

Ma non si tratta di un’eccezione, infatti in Finlandia la sanzione è pari a 1/16 del salario mensile ed è capitato che un’automobilista abbia dovuto sborsare 125 mila euro per aver percorso un tratto di strada a 51 Km/h.

In Belgio, dove vige un sistema simile, un automobilista nel 2019 ha dovuto pagare 200 mila euro solo per essere passato a 72 km/h davanti a un autovelox in una zona con limite di 50 km/h. 

Nel 2024 un tribunale elvetico ha condannato un ricco avvocato svizzero a pagare una multa di circa 105mila euro, per non avere rispettato le distanze di sicurezza.

Il record della multa più salata pare sia stato proprio registrato in Svizzera. Nel 2010 un turista svedese con la sua Mercedes SLS AMG percorse il tratto Berna – Losanna a 290 Km all’ora, ovvero 170 Km/h oltre il limite consentito in Svizzera. La multa fu di 677 mila euro (perlomeno si trattò di una infrazione decisamente censurabile).

È GIUSTO PAGARE IN BASE AL REDDITO?

Da un lato, a parità di infrazione, sembra giusto che anche la multa sia la stessa.

All’atto pratico, però, una multa di un centinaio di euro può dissuadere dall’infrangere le regole un automobilista di ceto medio o basso, ma può essere completamente irrilevante per chi ha guadagni elevati (che probabilmente ritiene più grave la perdita di punti della patente).

In questo caso, una multa salata (anche senza arrivare a eccessi a 4 o 5 zeri) potrebbe essere utile ai fini della sicurezza stradale.

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