From enemies to lovers? È un tropo che funziona al cinema ma non nell’industria automobilistica. Dirette rivali da sempre, si parlava ultimamente di una possibile inaspettata alleanza tra Mercedes-Benz e Bmw. Supposizioni errate, a quanto pare, perché le due case tedesche hanno tutta l’intenzione di continuare a gareggiare, e servirsi l’una dei motori dell’altra appare come una blasfemia.
La smentita di Mercedes
“Non c’è nulla di vero” ha affermato al Salone di Monaco Markus Schaefer, Chief Technology Officer e membro del consiglio di amministrazione del Gruppo Mercedes-Benz. Il CTO ha ribadito che la casa di Stoccarda continuerà a prodursi i propri motori da sé e che, in ogni caso, non avrebbe accettato come produttore esterno un concorrente diretto come Bmw.
“Abbiamo sviluppato una nostra nuova famiglia di motori modulari, la FAME (Family of Modular Engines), che copre tutte le cilindrate e che è già pronta per soddisfare le normative EU7, China 7 e statunitensi”: così Schaefer rassicura gli appassionati della Stella. Un motore Bmw sotto il cofano, insomma, non lo avranno mai.
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Perché si ipotizzava un’alleanza
Era stato il sempre informato Manager Magazin ad annunciare la collaborazione – che si sarebbe a buon ragione potuta definire storica – tra Bmw e Mercedes. La fonte della testata parlava di una fornitura di motori a quattro cilindri di Bmw per i modelli plug-in e range extender della Stella. Si ipotizzava un “passo strategico fondamentale per tagliare i costi di sviluppo”.
Riferito anche un incontro tra il ceo Mercedes Ola Källenius e Oliver Zipse, il corrispettivo di Bmw. Un gruppo di tecnici di entrambe le aziende avrebbe anche lavorato ai dettagli del possibile accordo, che sarebbe dovuto partire dal 2027. La fonte si sarà sbagliata, o forse di un’alleanza si è segretamente parlato davvero, e adesso si nega tutto di fronte a una trattativa evidentemente fallita. Chissà…
La strategia di Mercedes-Benz
Se tali voci sono apparse plausibili è perché sono note le difficoltà del gruppo Mercedes-Benz. Appesantita dai nuovi dazi statunitensi e alla ricerca di un equilibrio tra le norme che impongono l’elettrificazione e l’effettiva richiesta di mercato. In precedenza pare che il costruttore di Stoccarda stesse stringendo accordi con Geely, infine rivelatisi insostenibili proprio a causa dei dazi di Trump.
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