Si paga l’utilizzo effettivo dell’auto, senza vincoli di percorrenza. È questa la caratteristica principale del noleggio pay per use, una frontiera che era già in crescita e che dopo l’avvento del Covid ha ulteriormente accelerato in termini di richiesta di mercato.
Stiamo parlando di formule flessibili, che si rivolgono a un pubblico eterogeneo, aziende e privati, in cerca di un contratto che (come accade per il car sharing) consenta loro di pagare il servizio in funzione del reale utilizzo. Con tutti i vantaggi del noleggio a lungo termine. Ecco, quindi, cosa sono e come funzionano le offerte di noleggio pay per use.
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Cominciamo da una premessa: il pay per use è una filosofia che comincia a diffondersi a 360 gradi nel mondo automotive.
COME FUNZIONA IL NOLEGGIO PAY PER USE
Il chilometraggio è un punto chiave all’interno del contratto standard del noleggio a lungo termine. Che, come sappiamo, prevede limiti che, in caso vengano superati, portano a un sovrapprezzo sul canone e, in caso non vengano raggiunti, non sempre prevedono un rimborso.
Il noleggio pay per use, come dice la definizione, consente di pagare semplicemente in base al consumo. Nel caso di un’auto a noleggio, questo significa ottenere un contratto flessibile, senza vincoli di percorrenza e senza anticipo, con la massima flessibilità in termini di arco temporale e un canone conveniente che consente di guidare l’auto che si preferisce. Con l’aggiunta di tutti i servizi tipici del noleggio a lungo termine: bollo, assicurazione, manutenzione, soccorso stradale, gestione dei sinistri, ecc.
In alcuni casi che vedremo, è previsto l’addebito di un secondo importo, in base alla reale percorrenza. I km sono calcolati utilizzando la black-box, che quindi certifica con la massima precisione quanto l’auto è stata usata. A chi conviene il noleggio pay per use? Soprattutto a chi si sposta in città e fa pochi chilometri, oppure ha esigenze di mobilità temporanea, ma allo stesso tempo non vuole rinunciare alla formula del noleggio.

COSA OFFRE IL MERCATO
PAGHI I KM CHE FAI
ALD Automotive ha lanciato Flee, poi acquisita da Moov. Una formula che consente di scegliere anche auto ibride e elettriche e permette di risparmiare pagando il pacchetto assicurativo solo per quanto l’auto viene effettivamente usata. La rata di Flee è composta da una quota fissa per il veicolo e per i servizi legati all’utilizzo dell’auto e da una quota variabile che comprende il pacchetto assicurativo e tutti i servizi di supporto al cliente finale.
Leasys, nel 2019, ha introdotto la formula Leasys Miles, con la quale si paga un canone mensile fisso per 48 mesi, senza anticipo, con una quota a parte per i km, certificata attraverso il servizio di infomobilità Leasys I-Care. C’è anche la formula Leasys Miles Plus, che consente di usufruire di servizi aggiuntivi.
FORMULE SEMPRE PIÙ FLESSIBILI
Quelle che abbiamo descritto sono formule di noleggio pay per use nella sua declinazione più pura. Anche gli altri player del settore, però, stanno andando nella direzione del pay per use con prodotti flessibili, caratterizzati da sempre meno vincoli. Stiamo parlando in particolare dei servizi di noleggio a medio termine.
AlphaRent è il prodotto di Alphabet dedicato ai clienti con esigenze di mobilità temporanee e permette di usufruire di un’auto o di un veicolo commerciale da una settimana fino a un massimo di 24 mesi, senza limiti di percorrenza e addebiti per contributo danni, con una serie completa di servizi inclusi nel canone.
La flessibilità è la caratteristica principale anche di Arval Flex, il noleggio auto a partire da un mese, che non richiede anticipo o deposito.
In generale, quello del medio termine e delle offerte flessibili è un mondo alimentato da un numero sempre maggiore di player, compresi i player del noleggio a breve termine, che sono entrati con decisione in questo settore.
IL CORPORATE CAR SHARING
Infine, impossibile non menzionare il corporate car sharing (scopri qui cos’è e come funziona): una formula che ormai sta entrando nel panel dell’offerta di tutti i principali player del noleggio a lungo termine e che può diventare a tutti gli effetti un servizio pay per use, seppur in forma indiretta, qualora l’azienda cliente decida di addebitare al dipendente l’utilizzo della vettura in sharing.
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