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Più di 300 Panda riunite in Giappone: lo strano evento del Pandarino

Più di 300 Panda riunite in Giappone: lo strano evento del Pandarino
Per anni, è stato il più grande evento dedicato alla Panda al mondo. Il Pandarino testimonia il fascino senza confini del mitico modello Fiat.

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Oggi, il più grande evento al mondo dedicato alla Fiat Panda – e già aver un evento tutto per sé non è scontato per un’automobile – è Panda a Pandino, il raduno ospitato dalla città che, casualmente, condivide con l’auto la radice del proprio nome. Lì, si riuniscono da qualche anno, oltre 1000 equipaggi.

Prima di Panda a Pandino, però, a parecchi (ma proprio tanti) chilometri di distanza c’è stato il Pandarino. Inaspettato raduno di Pandisti in Giappone, evento ancora oggi attivo e che, quest’anno, ha superato i 300 modelli presenti.

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Pandarino, il secondo più grande raduno di Panda al mondo

Di gente innamorata della Panda ce n’è parecchia. In Italia Panda, più che un’automobile, è un’icona, uno stile di vita, simbolo di un’epoca passata ma ancora presente, protagonista di indimenticabili spot e imbattibili meme. Ma se è facile comprendere la passione degli abitanti dello Stivale, si stenta a credere che altrettanto accalorati fan si trovino nell’isola di Honshu, in Giappone, dove è nata la Suzuki.

Eppure, è proprio lì che, da ben 14 anni, si tiene ogni anno il Pandarino, il secondo raduno di Panda più grande al mondo. Tutto nacque nel 2008 quando, con l’avvento dei social, sorsero le prime community online di appassionati dell’utilitaria disegnata da Giugiaro. La prima volta, di automobilisti ne arrivano una ventina, quest’anno erano più di 300.

Tre centinaia di pandisti arrivati da tutto il Giappone, a bordo della loro auto che, quasi sempre, è l’originale firmata da Giugiaro, la Panda 30 o la Panda 45, prodotta tra il 1980 e il 1995. E, per la prima volta, lo scorso giugno è avvenuto un gemellaggio: presente era anche l’organizzatore di Panda a Pandino, che ha portato un videosaluto del Panda Club italiano.

Perché in Giappone impazziscono per la Panda?

Nei suoi 40 anni di onorata carriera, la Fiat Panda ha venduto in tutto il mondo più di 80 milioni di esemplari, e si può star certi che il numero è destinato a crescere. Eppure, il suo successo in Giappone è anomalo. I giapponesi comprano quasi esclusivamente vetture di brand locali, un po’ per nazionalismo, un po’ perché i brand autoctoni sono numerosi e adatti a tutti i gusti e le tasche.

Inoltre, mentre i brand occidentali puntano a suv e macchinoni, gli automobilisti asiatici preferiscono le cosiddette kei car, le cui dimensioni e potenze ridotte permettono di usufruire di bonus statali e non necessitano del possesso di un parcheggio per l’acquisto. La Fiat Panda è stata l’unica europea a dimostrarsi abbastanza piccola e agile da sopravvivere al traffico delle metropoli nipponiche.

E continua a esserlo tutt’ora, in una versione piuttosto diversa da quella cui siamo abituati. Gli optional in Giappone sono immancabili e la Panda lì venduta possiede e possedeva già agli esordi, nel suo allestimento entry level, aria condizionata, finestrini atermici e tettuccio apribile. Mentre abbandonano le versioni con il cambio automatico. La Fiat Panda in Giappone piace così tanto che la casa costruttrice dedicò al mercato locale anche un modello apposito: si tratta della Panda Sportiva, con cerchi in lega dedicati, volante e pomello cambio in pelle, minigonne laterali e numerosi altri accessori ad hoc.

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