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Perché si parla di crisi delle terre rare

Perché si parla di crisi delle terre rare
L’automotive rischia una nuova crisi produttiva: In risposta ai dazi Usa la Cina annuncia forti restrizioni alle esportazioni di terre rare (delle quali è quasi monopolista), elementi sempre più importanti per l’industry.

IN QUESTO ARTICOLO

Negli scorsi mesi Pechino ha reagito ai dazi Usa annunciando forti restrizioni alle esportazioni di terre rare, elementi chimici sempre più importanti per l’industria automotive.

La conseguenza potrebbe essere una crisi produttiva, come già avvenuto per la chip shortage.

L’allarme lo ha lanciato la Vda (Verband der automobilindustrie, cioè l’associazione dell’industria automobilistica tedesca).

“Se la situazione non cambierà velocemente non potremmo escludere ritardi nella produzione del comparto automotive tedesco. Nella peggiore delle ipotesi, potrebbe anche fermarsi”, ha detto il presidente della Vda Hildegard Mueller.

COSA SONO LE TERRE RARE

Le terre rare sono un gruppo di 17 elementi chimici dalle grandi proprietà magnetiche e conduttive.

Questi metalli sono essenziali per l’industria tecnologica ed elettronica.

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Sono chiamate “terre rare” non perché questi 17 elementi chimici siano scarsamente presenti sulla Terra, ma perché sono difficili da identificare e soprattutto complessi da estrarre e lavorare.

IL DOMINIO CINESE DELLE TERRE RARE

La Cina, grazie alle sue riserve minerarie e alla sua filiera industriale e chimica, ha assunto negli anni una posizione quasi monopolistica nell’ambito delle terre rare.   

Nello specifico la Cina controlla (dati AlixPartners):

  •  il 70% dell’estrazione globale delle terre rare
  •  l’85% della capacità di raffinazione
  • il 90% della produzione di leghe metalliche e magneti a base di terre rare

In base a un rapporto della Commissione Europea del 2024, la Cina ha in mano il 50% della fornitura globale di 19 materie prime chiave, tra cui manganese, grafite e alluminio.

Queste restrizioni, quindi, mettono in seria difficoltà i costruttori auto a livello globale.

COME LA CRISI DEI CHIP?

Subito dopo la pandemia, il mercato auto affrontò la carenza dei chip. In mancanza di questi elementi essenziali, ci fu una crisi produttiva, che potrebbe riproporsi oggi.

Leggi Anche: Tutto ciò che c’è da sapere sulla chip shortage

Si ripropone il problema delle filiere globali, infatti nessun costruttore ha imparato a rendersi meno dipendente dall’estero.

Le contromosse europee

La Commissione europea ha selezionato  47 progetti strategiciper garantire e diversificare l’accesso alle materie prime nell’UE, , con investimenti complessivi di 22,5 miliardi di euro su temi quali estrazione, lavorazione, riciclo e sostituzione di materie prime strategiche.

Leggi Anche: Il declino dell’industria europea e perché c’è ancora un modo per recuperare

Inoltre ha annunciato la selezione di 13 nuovi progetti strategici al di fuori dell’UE per un investimento di 5,5 miliardi di euro.

Dieci riguardano i materiali per batterie (tra cui litio, nichel, cobalto, manganese e grafite) e 2 riguardano le terre rare.

I progetti si trovano in paesi partner dell’UE come Canada, Groenlandia, Kazakistan, Norvegia, Serbia, Ucraina e Zambia, oltre che in Brasile, Madagascar, Malawi, Nuova Caledonia, Sudafrica e Regno Unito. 

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