Milano ospiterà il Pink Mobility Day 2026: appuntamento giovedì 5 marzo al Talent Garden Calabiana per la quinta edizione della giornata che mette al centro inclusione e mobilità nel mondo del lavoro, con la partecipazione di BT Lounge e Best Mobility, due community di riferimento per chi gestisce business travel e flotte nelle imprese.
L’evento si svolge con il patrocinio del Comune di Milano, ANIASA, GBTA Italia, UNRAE, Valore D e con il supporto di Car Clinic, Athlon, Fratelli Giacomel, Gattinoni, LKQ Rhiag, Stellantis Fleet & Business Solutions, Wayla, WPlanet e Xpeng.
Il titolo di quest’anno è una domanda che non lascia spazio a scorciatoie: “Discriminazione artificiale?”. Perché, mentre la AI entra sempre più a fondo nei processi aziendali — dalla comunicazione alla selezione del personale, fino alle scelte organizzative — torna centrale un punto spesso sottovalutato: l’intelligenza artificiale non è neutra. Impara dai dati e, se i dati contengono squilibri, rischia di replicarli o perfino amplificarli, con conseguenze concrete su valutazioni, opportunità e carriere.
Non è un timore astratto: già nel 2020 l’Unesco metteva in guardia istituzioni e imprese sul potenziale dell’intelligenza artificiale di diffondere e rafforzare stereotipi e pregiudizi di genere. Oggi, nel mondo dei motori, della mobilità e del business travel — settori storicamente a forte prevalenza maschile — la tecnologia è diventata uno strumento quotidiano. La domanda, quindi, non è se la AI influenzi i contesti professionali, ma come e con quali effetti, soprattutto quando gli algoritmi vengono addestrati su dati che riflettono dinamiche sociali già sbilanciate.
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Il programma in sintesi: tre momenti, un filo unico
L’evento sarà strutturato in un percorso di incontri e networking con il seguente programma:
- 16:30 – 17:00 Accredito
- 17:00 – 17:10 Saluti e benvenuto – Director Luca Zucconi
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17:10 – 17:20 Raffaella Tavazza, Vice Presidente ANIASA – Modera Giornalista MARINA MARZULLI
- 17:20 – 17:40 Primo Talk: “AI: è un problema di rappresentazione?” – Modera giornalista GIULIA DE FELICE
Nataliia Roskladka, Ricercatrice Senior dell’osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano
Laura Venturini, Search Strategy & Digital Reputation Director di BIP Red
- 17:40 – 18:30 Secondo Talk: “Trovare il proprio posto nel mondo” – Modera giornalista MARIA FRANCESCA MORO
Chiara Petrini, Expert Sales Account – Division Fintech – ICT – Logistic – Customer Care di Tack TMI
Simone Brown, HR & Organization Director di Car Clinic
Viviana Mozzi, European HR Business Partner LKQ Europe
Cristina Marchesi, HR Business Partner LKQ RHIAG
- 18:30 – 19:10 Terzo Talk: “CollegAI di lavoro” – Modera Vice-Direttore ALBERTO VITA
Ivano Montrone, Community Manager Valore D
Roberta Billè, Presidente GBTA Italia
Elena Carlino, Corporate Travel Director di Gattinoni Business Travel
- 19.10 – 19:20 “Sicurezza Analogica” – Modera Giornalista MARINA MARZULLI
Arianna Censi, Assessora alla mobilità Comune di Milano
Alessandro Villa, Chief Operating Officer Wayla
- 19:20 – 22:00 Aperitivo, cena a buffet e serata di networking
Il Pink Mobility Day 2026 si sviluppa lungo un percorso ideale che parte dal lavoro come concetto e rappresentazione, attraversa la fase cruciale della ricerca di un impiego e si chiude nel luogo di lavoro quotidiano. Tre momenti distinti, ma strettamente connessi, per capire dove nascono i bias e come intervenire prima che diventino prassi.
1. AI: è un problema di rappresentazione?
Dopo l’intervento iniziale di Raffaella Tavazza, Vice Presidente ANIASA, il primo momento è dedicato alla rappresentazione di genere prodotta dall’intelligenza artificiale. I sistemi generativi apprendono dai dati con cui vengono addestrati: se quei dati contengono stereotipi, la tecnologia tende a riproporli — talvolta amplificandoli — e a restituirli come “normali”.
Le domande sono concrete: come viene raffigurata dall’AI un’esperta di motori? E un fleet manager? Perché, davanti a un ruolo neutro, l’immagine restituita coincide spesso con un uomo in giacca e cravatta? E quanto pesano lingua e abitudini culturali, incluso il maschile sovraesteso?
Con il contributo di esperti accademici e professionisti del settore, questo momento mette a fuoco le radici tecniche e culturali dei bias algoritmici e un nodo centrale: l’intelligenza artificiale si limita a riflettere stereotipi già esistenti o finisce per consolidarli? E, soprattutto, è possibile correggerli in modo efficace?
Intervengono:
- Nataliia Roskladka, Ricercatrice Senior dell’osservatorio Artificial Intelligence del Politecnico di Milano
- Laura Venturini, Search Strategy & Digital Reputation Director di BIP Red
2. Trovare il proprio posto nel mondo
Il secondo passaggio entra nella fase più delicata del percorso professionale: la ricerca di lavoro. Oggi l’intelligenza artificiale è utilizzata nello screening dei curricula, nella distribuzione degli annunci e nei sistemi di abbinamento tra domanda e offerta. La discriminazione, in questi casi, raramente è esplicita: più spesso è indiretta, incorporata nei criteri di valutazione o nei dati storici su cui questi strumenti si basano.
Diversi casi emersi negli ultimi anni mostrano come gli algoritmi possano ridurre la visibilità di alcune candidature o indirizzare opportunità in modo differenziato per genere, etnia o background socio-economico. Ma come funzionano davvero questi sistemi? Chi li progetta è sempre consapevole delle distorsioni possibili? E quali strategie possono adottare aziende e candidate per aumentare trasparenza, verificabilità ed equità?
L’idea è chiarire come funzionano questi strumenti e quali correzioni servono, perché la tecnologia apra opportunità invece di restringerle.
Intervengono:
- Chiara Petrini, Expert Sales Account – Division Fintech – ICT – Logistic – Customer Care di Tack TMI
- Simone Brown, HR & Organization Director di Car Clinic
- Viviana Mozzi, European HR Business Partner LKQ Europe
- Cristina Marchesi, HR Business Partner LKQ RHIAG
3. CollegAI di lavoro
Il percorso si chiude in azienda, nel lavoro di ogni giorno. Se l’intelligenza artificiale incide sulla rappresentazione e sull’accesso alle opportunità, che cosa produce una volta entrati in organizzazione?
Gli strumenti di intelligenza artificiale generativa stanno cambiando attività, distribuzione delle responsabilità, processi decisionali e comunicazione interna. Possono incidere sulla valutazione delle performance, sull’assegnazione dei progetti e sulla visibilità dei talenti. In un contesto già segnato da gap di genere, il rischio è che la tecnologia riproduca dinamiche esistenti, rafforzando squilibri invece di ridurli.
Allo stesso tempo, però, l’intelligenza artificiale può diventare un alleato: può supportare una comunicazione più consapevole, aiutare a individuare linguaggi discriminatori e favorire politiche di inclusione più misurabili e trasparenti. Qui la domanda è operativa: come usare la tecnologia in modo responsabile? Quali competenze servono? E quale ruolo hanno governance, cultura aziendale, formazione e leadership nel guidare questo cambiamento?
Intervengono:
- Ivano Montrone, Community Manager Valore D
- Roberta Billè, Presidente GBTA Italia
- Elena Carlino, Corporate Travel Director di Gattinoni Business Travel
A chi si rivolge
Il Pink Mobility Day parla a un pubblico che unisce mobilità e viaggi d’affari: Fleet & Mobility Manager, operatori del noleggio, Case auto e aziende della filiera, ma anche Travel Manager, TMC, trasporti, vettori e hospitality. Nel perimetro rientrano inoltre associazioni di imprenditoria femminile e istituzioni universitarie.
Storia e numeri delle edizioni
Il Pink Mobility Day arriva al 2026 dopo un percorso che ha ampliato progressivamente lo sguardo: dalle carriere femminili nel settore al gender pay gap, fino al tema dell’inclusione in senso esteso. I numeri delle ultime edizioni:
- 2023: 8 partner, 100 partecipanti, 3 patrocini
- 2024: 8 partner, 120 partecipanti, 4 patrocini
- 2025: 8 partner, 140 partecipanti, 4 patrocini
Per rivivere l’atmosfera dell’ultima edizione, qui sotto il video con gli highlights del Pink Mobility Day 2025.
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