Solo il 5,7% delle concessionarie ha come responsabile service una donna, così come solo il 16,1% delle officine autorizzate è gestito da una donna. Sono questi i dati dai quali è partito il terzo panel del Pink Motor Day, dal titolo “Roba da maschi?“.
Un momento di scambio, introdotto dall’intervento di Cristiana Petrucci di UNRAE sui comportamenti di acquisto delle donne in relazione al mercato automobilistico, durante il quale si è cercato di fare luce sul loro spazio di crescita nel settore automotive e su come le aziende più lungimiranti si stiano attivando per aumentare aumentare la presenza femminile al loro interno.
Durante il panel si sono confrontati tre professionisti impegnati da anni nel mondo delle quattro ruote, in particolar modo nel comparto delle flotte e della mobilità aziendali:
- Enza Di Paola, Fleet & Mobility Manager presso Comoli, Ferrari e C. S.p.a.
- Ilaria Bono, People, Legal & Compliance General Manager di Toyota Motor Italia
- Marco Ocelli, Fleet & Logistic Manager di Fratelli Giacomel
Tutti loro, durante i propri interventi, hanno cerca di rispondere a una domanda: Ma perché, deve essere scontato che quando compriamo o noleggiamo un’auto lo facciamo con un uomo?.
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Le parole dei protagonisti del terzo panel del Pink Motor Day
Fortunatamente, il pensiero secondo il quale l’automobile debba essere un mondo ad appannaggio esclusivamente maschile, sta via via scomparendo. L’abbattimento di questo tabù è strettamente correlato alla sempre maggiore rilevanza che le aziende stanno dando al valore di chi lavora e non al suo genere.
“Noi cerchiamo – ci ha detto Marco Ocelli di Fratelli Giacomel – di valorizzare chi lavora per noi. Prima del ruolo, prima del dipendente c’è infatti la persona, con le sue capacità caratteristiche e peculiarità. Oltre a questo, bisogna tenete conto anche del valore: se una persona è brava a fare il suo lavoro e per noi meritevole di stima, deve essere valorizzata a prescindere dal genere a cui appartiene“.
Sono sempre di più le professioniste che, in vari ambiti dell’automotive, fanno una differenza fondamentale. E al Pink Motor Day, pur celebrando l’assottigliamento del gender gap, si è cercato di portare in primo piano le (ancora troppe) differenze tra uomini e donne nel mondo del lavoro tanto sul lato della retribuzione quando su quello delle posizioni ricoperte.
“Sicuramente guardano al settore automotive – ha sottolineato Ilaria Bono di Toyota Motor Italia – sono predominanti la presenza maschile e una serie di stereotipi che si collega ad atteggiamenti maschilisti o pregiudizievoli, che esistono nell’immaginario collettivo. Tuttavia, penso che la sensibilità e coscienza di sempre più persone stia muovendo tutti gli attori del settore per fare qualcosa e migliorare la situazione“.
Realtà come Toyota si sta impegnando, a livello di rete di distribuzione dei concessionari, a un percorso di empowerment anche nei confronti delle titolari donne Un progetto che si allinea a tante altre iniziative messe in atto da altrettante aziende e operatori del settore.
Avere più donne all’interno del proprio business fa la differenza. Ecco il punto attorno al quale è ruotato il terzo panel del Pink Motor Day. “Nel nostro ufficio di HR – ha raccontato Enza Di Paola di Comoli, Ferrari e C. S.p.a. – è composto da 9 persone, di cui solo due sono uomini. Grazie a loro sono state introdotte in azienda le convenzioni, le scontistiche, lo smart-working e l’orario flessibile. Cose che, in una realtà di soli uomini, queste cose non ci sarebbero state”.
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