La legge vieta il noleggio della propria auto. Non si può affittare il proprio veicolo dietro il correspettivo di un pagamento.
COSA DICE LA LEGGE
Secondo l’articolo 84 del Codice della Strada:
“Chiunque adibisce a locazione senza conducente un veicolo non destinato a tale uso è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 419 a euro 1.682 se trattasi di autoveicoli o rimorchi ovvero da euro 41 a euro 168 se trattasi di altri veicoli”
Leggi Anche: Che cos’è la locazione senza conducente
Oltre alla sanzione pecuniaria si aggiunge la sospensione della carta di circolazione (libretto):
“Alla suddetta violazione consegue la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della carta di circolazione per un periodo da due a otto mesi, secondo le norme del capo I, sezione II, del titolo VI.”
Dunque, solamente le auto adibite appositamente al noleggio senza conducente possono essere date in locazione a terzi dietro pagamento di un corrispettivo.
COSA SI PUÒ FARE, INVECE
IL PRESTITO
È perfettamente lecito prestare l’auto a un amico o a un familiare, sia dal punto di vista del Codice della strada sia assicurativo, purché il contratto della propria polizza non presenti clausole restrittive (ad esempio, se la mia assicurazione è rivolta solo a conducenti esperti non posso prestare l’auto al figlio diciottenne).

Bisogna solo tenere presente che, in caso di incidente, a pagare i danni è la compagnia assicurativa del proprietario e non quella del conducente (la responsabilità penale è sempre di chi guida). Anche eventuali multe vengono recapitate al proprietario, che tuttavia ha il dritto di indicare il nome dell’effettivo conducente.
IL CAR SHARING FRA PRIVATI
È possibile fare car sharing fra privati. Il car sharing “tra pari” è una pratica consolidata e già attiva da una decina d’anni nel Nord Europa e negli Stati Uniti.
Come funziona
Lo sharing peer-to-peer funziona iscrivendosi a una piattaforma e cercando un’auto disponibile nel luogo e nelle date utili. Auto che sarà fornita da un privato, disposto a metterla a disposizione degli altri utenti in cambio di denaro, che verrà corrisposto in modo controllato e tracciato tramite la stessa piattaforma. L’incontro avviene di persona per lo scambio delle chiavi e la verifica dello stato del veicolo.
Le piattaforme includono solitamente una polizza assicurativa specifica che copre i rischi durante il periodo di condivisione, proteggendo la classe di merito del proprietario. Al termine, l’auto viene restituita nel luogo concordato e le parti si scambiano un feedback.
La durata massima di una singola prenotazione non può in ogni caso superare i 30 giorni, oltre ai quali scatterebbe l’obbligo di annotare il nome dell’utilizzatore sulla Carta di Circolazione (presso la Motorizzazione). Il car sharing fra privati, infatti, può essere un’alternativa al noleggio a breve termine, non al lungo.
Da non confondere il car sharing fra privati con il car pooling, dove si condivide il viaggio ma l’auto viene sempre guidata dal proprietario del mezzo.
I servizi sul mercato
Anche in Italia il peer-to-peer dell’automotive esiste e non è una novità. La prima piattaforma a entrare nel ramo è stata Auting, nel 2017, che è tuttora la principale. Con Auting i proprietari possono fissare un prezzo e gli utenti prenotano l’auto tramite app o sito web, l’auto è sempre coperta da una polizza specifica che include danni (Kasko), furto, incendio e atti vandalici.
Nel corso degli anni altre piattaforme hanno aperto e chiuso. Fra quelle attualmente attive c’è Volvero, inaugurata nel 2022 a Padova, che consente di noleggiare sia auto che altri tipi di veicoli, con assicurazione compresa nel prezzo finale che copre l’intera condivisione.
Un servizio di car sharing combinato al noleggio è I-Link (by Leasys) rivolto a chi ha un contratto di noleggio a lungo termine con Leasys e desidera condividere l’auto fino a 10 persone (amici o parenti) per ammortizzare il canone mensile.
Ci sono poi servizi più specifici per il noleggio fra privati di camper (Yescapa e Goboony).
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