Transizione energetica, nuove normative in termini di fiscalità, rinnovate esigenze e una grande confusione da parte di acquirenti e fruitori. Il 2024 è stato un anno complesso per il mondo automotive, coinvolgendo anche il comparto del noleggio. Abbiamo fatto il punto su ciò che è stato e ciò che forse sarà assieme ad Andrea Bardini, Direttore Operations di Program Autonoleggio.
FM: Com’è andato il 2024 per il mondo del noleggio?
AB: Non è stato un anno brillante. Si è registrata una generale decrescita delle vendite e anche il comparto del noleggio ne ha risentito. Ciò è dovuto alla particolare congiuntura economica e anche alla confusione della clientela, ancora incerta su quale alimentazione preferire. C’è stato poi un incremento significativo dei prezzi di listino del nuovo, con rincari fino al 30%, nell’ultimo triennio, a parità di modello. La cosa più strana di quest’anno, tuttavia, è che neppure il settore dell’usato è andato bene; mentre di norma l’usato cresce quando il nuovo arranca. Noi di Program, soprattutto per la nostra adattabilità e la nostra agilità, abbiamo raggiunto i nostri obiettivi superando le nostre aspettative, seppur in percentuale minore rispetto agli anni precedenti.

FM: Elettrificazione, a che punto è la flotta Program?
AB: Ad oggi, dei circa 6.000 veicoli in flotta, il 5% sono veicoli full electric, cui si aggiungono numerose vetture ibride. E quest’anno il numero crescerà, in allineamento alla nuova legislatura (che prevede una detrazione fino al 20% per gli EV assegnati in fringe benefit, a scapito di quelle full e mild hybrid, ndr).
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FM: La nuova fiscalità ha comportato dunque modifiche ai contratti in corso?
AB: No, non è stato necessario apportare modifiche ai contratti già in essere perché abbiamo agito con preveggenza. Ci aspettavamo che la legge non sarebbe stata retroattiva e dunque abbiamo immatricolato entro la fine dell’anno il maggior numero di mezzi possibili, anche quelli il cui arrivo è previsto a febbraio, marzo o addirittura aprile 2025. Lo abbiamo fatto per evitare ai nostri clienti di incorrere in costi maggiori a quelli preventivati alla scelta della vettura, il che ci ha garantito di evitare disdette o richieste di modifiche contrattuali.
FM: Nuove motorizzazioni, leggi, abitudini… Quali sono i cambiamenti alla mobilità che più avete percepito come società di noleggio?
AB: Il mercato dell’auto è cambiato e sta cambiando moltissimo. Ci sono stati più cambiamenti negli ultimi cinque anni che nei venti precedenti. La forzatura verso l’elettrificazione imposta dalle norme della Comunità europea sta influenzando enormemente le strategie delle case costruttrici, con brand che presentano ormai in gamma esclusivamente modelli elettrici. E questo limita il nostro lavoro, perché restano situazioni in cui, per via del chilometraggio, è impossibile imporre degli EV ai nostri clienti. Così com’è, ad oggi la scelta sembra obbligata, si sta provando a forzare il mercato.
Non è facile lavorare in queste condizioni, quel che percepiamo è un buco nella gamma di prodotti e grande confusione nei clienti. Quel che vorremmo è l’introduzione da parte delle case di una più ampia scelta di motorizzazioni ibride, perché il mercato non è maturo per un passaggio al puro elettrico già entro il 2035, e ce lo dimostrano le difficoltà raccontateci dai clienti. Dal canto nostro, continuiamo a proporre alle aziende partner i modelli che davvero servono loro, e non le tipologie imposte dall’alto, seppur, specie in alcune categorie, l’offerta sia ormai limitata.
FM: Cosa ci si attende allora per il 2025?
AB: Di certo sarà un altro anno complesso, basti solo pensare alle possibili ripercussioni sul mercato automotive dei dazi paventati da Donald Trump. Da un punto di vista tecnologico, ci aspettiamo un aumento dell’offerta di vetture ibride e ibride plug-in. E speriamo anche in una ripresa del mercato dell’usato.
FM: Negli ultimi anni Program ha portato avanti il progetto di espansione della rete franchising del breve termine, come sta andando?
AB: Per il momento è un grande successo, perché – e lo sapevamo già – la profittabilità nel breve termine è decisamente maggiore di quella del lungo termine. Siamo partiti con tre punti dedicati al breve termine, ad oggi siamo già a otto, con concentrazione nel centro Italia, e ne prevediamo l’apertura di ulteriori tre quest’anno. Riccardo Pierinelli – Responsabile Breve Termine attualmente gestisce una flotta di circa 280 mezzi, che continuano ad aumentare. Il core business del breve termine Program sono i veicoli commerciali, ma abbiamo iniziato ad affiancare anche il noleggio di vetture.
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FM: Altre novità in serbo per il futuro?
AB: Per lo più si tratta di novità interne, stiamo lavorando per implementare e ottimizzare alcuni processi, aiutando il cliente nella gestione della flotta e delle possibili difficoltà, relative in particolare ai veicoli in riparazione. Perché è il nostro modo di lavorare su quel che viene dopo la consegna del veicolo che garantisce la fidelizzazione del cliente ed è su questo che continuiamo a investire. Concentrandoci, ad esempio, sulla gestione del fermo tecnico o sulla velocità di reperimento dei pezzi di ricambio; ancora, sulla facilità di ottenimento di un’eventuale vettura sostitutiva. Si tratta di novità tecniche, che dovrebbero però continuare a farci guadagnare la fiducia da parte dei nostri clienti.
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