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L’Europa ha cambiato idea sull’elettrico? Forse restano anche le ibride Plug-In dopo il 2035

L’Europa ha cambiato idea sull’elettrico? Forse restano anche le ibride Plug-In dopo il 2035
Nel piano di aperture della Commissione europea (per andare incontro all’industria automotive europea) ci sarebbe anche la "diluizione" su tre anni delle multe per chi supera le emissioni e incentivi fiscali per le persone giuridiche che scelgono un'elettrica.

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La Ue sta cambiando idea? Niente di sicuro, bisognerà infatti aspettare il prossimo 5 marzo, quando la Commissione si riunirà per presentare le possibili soluzioni alla crisi dell’auto provocata, tra le altre, proprio dall’incertezza del mercato legata allo stop alla vendita di auto termiche dopo il 2035.

Tra le possibili strade, da adottare congiuntamente o scegliendo quelle che la Commissioni di Ursula von der Leyen riterrà più adatte come salvagente per la competitività dell’industria automotive europea, c’è la possibilità di continuare a produrre e vendere auto ibride Plug-In (quelle sulle quale, però, da diversi anni si dibatte, a causa delle emissioni non proprio trasparenti, tanto che solo due anni fa l’Europa sembrava volerle cancellare); ma anche un “aiuto” per chi sforerà con le emissioni nei prossimi anni, dilazionando il pagamento delle sanzioni su tre anni ed eventualmente cancellandole per chi si metterà in pari nel triennio; incentivi fiscali per le persone giuridiche che acquisteranno auto elettriche fino al 2035; e la possibilità di sfruttare i biocarburanti.

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Aspettiamo il 5 marzo per scoprire cosa ne sarà dell’auto

Come detto il pacchetto di modifiche sta prendendo forma, ma per la sua presentazione ufficiale bisognerà attendere quasi un mese (è in programma per il prossimo 5 marzo).

Ad interessare molti è anche il “nuovo approccio neutrale” dal punto di vista tecnologico, data l’apertura ai biocarburanti (gli e-fuel infatti avevano già ricevuto l’ok), fondamentali per perseguire la neutralità climatica secondo l’industria. Anche perché, se come detto le ibride Plug-In avranno l’ok della Commissione, servirà la benzina ben oltre il 2035.

Il settimanale tedesco Der Spiegel ha pubblicato un documento interno della commissione, dove si legge: “Come parte del dialogo, individueremo soluzioni immediate per salvaguardare la capacità dell’industria di investire, guardando a possibili flessibilità per assicurare alla nostra industria di restare competitiva, senza perdere le ambizioni complessive del 2025“.

Ancora più facile sarebbe invece l’alleggerimento delle multe, spalmate come detto sul triennio, perché per questo non servirebbe una misura legislativa, basta l’ok di Von der Leyen e del suo esecutivo. Secondo l’Acea le multe per lo sforamento dei limiti di CO2 sulle auto vendute ammonterebbero a 16 miliardi nel solo 2025.

Un salvagente per le partita Iva e flotte aziendali

Interessante l’aiuto (fiscale) che l’Unione penserebbe di dare alle persone giuridiche (partite Iva, società, liberi professionisti, ma anche e soprattutto i parchi auto aziendali, che rappresentano il 60% delle vetture dell’unione).

L’Ue chiederebbe agli Stati membri di prevedere benefici fiscali per chi passa al full electric. La Bussola per la competitività chiarisce: “Il dialogo alimenterà un piano d’azione industriale dell’Ue per il settore automobilistico, comprese ambiziose iniziative dal lato della domanda e dell’offerta, come una proposta per rendere più ecologiche le flotte aziendali.

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