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Quanto servono davvero le “zone a basse emissioni”

Quanto servono davvero le “zone a basse emissioni”
Secondo uno studio francese la qualità dell’aria è migliorata in modo significativo in tutte le città che hanno delle ZTL: l’aria di Londra contiene il 23% in meno di ossido di azoto da quando sono state introdotte le restrizioni.

IN QUESTO ARTICOLO

Troppo spesso si sente dire che le zone a basse emissioni sono solo uno stratagemma delle amministrazioni per batter cassa, qualcuno addirittura le accusa di essere un modo di “tagliare fuori i poveri dal centro”, non sarebbero quindi né democratiche, né giustificate dalla sostenibilità ambientale. Queste però sono solo due delle tante teorie di chi si oppone strenuamente alle ZTL, alle zone a basse emissioni, alle limitazioni di orari o emissioni: lo abbiamo visto anche noi di Fleet Magazine sulla nostra pagina TikTok (potete vedere qui il video e leggere i commenti).

Tutto, però, sbagliato. A dirlo è uno studio francese: le zone a basse emissioni, o LEZ Low Emissions Zone, funzionano e il loro unico problema è la consapevolezza dei cittadini.

Leggi Anche: Come funziona la normativa ZTL in Italia

Le Zone a basse emissioni funzionano, ma bisogna capirle

Le LEZ sono zone che limitano l’accesso a determinate classi di veicoli che emettono inquinanti, in Italia sono alcuni tipi di ZTL come l’Area B e C di Milano. Secondo uno studio francese che ha analizzato le zone a basse emissioni di sei Paesi europei (Germania, Regno Unito, Spagna, Italia, Belgio e Paesi Bassi) pssono essere “un vero successo”, ma solo con una comunicazione e una gestione adeguate.

L’indagine avviata dal governo francese e supervisionata dalla ex ministro dell’Ambiente, Barbara Pompili, nasce perché, come tanti altri Paesi, anche la Franca sta affrontando il problema legato agli inquinanti e alle emissioni nelle sue città. Il progetto dell’Eliseo è quello di imporre nuove restrizioni nelle cinque città in cui i limiti vengono superati più di frequente: Parigi, Lione, Marsiglia, Rouen e Strasburgo. Dal 2024, infatti, l’accesso sarà vietato a qualsiasi auto diesel al di sotto della norma Euro 4, per essere limitato un anno dopo a Euro 5.

Tra i loro detrattori, anche il segretario nazionale del Partito comunista francese, Fabien Roussel che le ha definite “bombe a orologeria sociale che penalizzano gli automobilisti più poveri“. afferma Fabien Roussel, segretario nazionale del Partito comunista francese.

I risultati dell’indagine

Per essere ampiamente accettata, spiega Pompili, la restrizione al traffico deve essere percepita come “utile”, il che significa che la consapevolezza pubblica dei problemi è “essenziale”. Soprattutto perché funzionano: la qualità dell’aria è migliorata in modo significativo in tutte le città che hanno introdotto ZTL di questo tipo: l’aria di Londra contiene il 23% in meno di ossido di azoto da quando sono state introdotte le restrizioni.

Nel rapporto sono anche contenuti alcune raccomandazioni per incentivare l’accettazione delle ZTL:

  • Aumentare gli incentivi per la transizione dai veicoli ICE ai PHEV
  • Offrire aiuti alle aziende situate vicino al confine di una ZTL
  • Implementare il controllo automatizzato con telecamere per regolare l’accesso

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