Officine ufficiali contro officine indipendenti. “Lo stato dell’arte del mondo della riparazione è cambiato negli ultimi tempi: le officine indipendenti sono meno onerose e anche più veloci, grazie anche al fatto che sono spesso gestite dallo stesso titolare dell’officina e che utilizza il mix ricambi originali e aftermarket di primo equipaggiamento, praticamente equiparati a quelli originali. Le officine ufficiali invece spesso hanno iter burocratici più lunghi e vengono utilizzati solo ricambi originali“, il commento di Luca Morini, direttore generale Gps Motori, commentando dati oggettivi estrapolati da varie piattaforme: “non c’è partita. A favore degli indipendenti” dice con grande sicurezza Morini.

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Una jungla di ricambi
Dicotomia tra ricambi originali e after market che si allarga anche a nuove modalità di fornitura con i ricambi rigenerati e, addirittura, con quelli usati. Insomma un jungla di ricambi: “Faccio un esempio: per un kit volano-frizione di una Mercedes originale ci vogliono circa 1500 euro. Con un kit di primo impianto non brandizzato, ripeto identico all’originale, si risparmiano il 30%, mentre con un prodotto rigenerato si arriva al 40%. E ora sono entrati in campo anche i prodotti usati. Che molti Oem hanno già messo in listino”. Per ragioni di costi, ovviamente, ma anche per la penuria di alcuni ricambi. Uno scounting che fa anche Gps. E non solo sul mercato italiano.

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Anche le flotte invecchiano…
I noleggiatori nel periodo del Covid e della penuria di consegne non hanno potuto che far altro che allungare i contratti di noleggio, e questo ha certamente comportato una maggior attenzione da parte dei gestori per la manutenzione, per mantenere il veicolo su strada più possibile con costi accettabili ed efficienza ottimale.
“Una corretta manutenzione serve ovviamente a ridurre i fermi dei veicoli e a mantenerli il più possibile in flotta, ricordando però che la gestione degli ultimi chilometri, soprattutto per chi li utilizza molto, sono molto delicati e necessitano di maggiori controlli per mantenere l’efficienza del mezzo” spiega Morini, che precisa come “ad esempio il cambio automatico tra i 60 e i 100 mila chilometri necessitano di una manutenzione che consiste nel lavaggio e sostituzione olio e filtro e magari una veloce diagnosi, operazioni che possono eliminare piccoli problemi che, se trascurati, possono causare grandi danni”.
Danni che, per un mezzo che si utilizza di frequente, vedi i veicoli commerciali leggeri, certamente interessano anche le carrozzerie dei veicoli in flotta, anche se in questo caso si preferisce, “fare un intervento massivo alla fine, invece di fermare il veicolo più volte. Il che sarebbe un disastro soprattutto per i Veicoli commerciali leggeri”.
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