A 10 anni esatti da quando l’allora proprietario Nevs perse i diritti di utilizzo del nome e del logo, sul capitolo Saab arriva la parola fine, e stavolta è definitivo. Entro il 30 maggio 2026, le ultime vetture prodotte nello stabilimento di Trollhättan saranno messe all’asta, senza neppure un prezzo di riserva.
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Le ultime Saab svendute all’asta
Dal 21 al 30 maggio 2026 lo specialista svedese in aste di veicoli e beni aziendali Klaravik perfezionerà l’asta sulle ultime automobili Saab rimaste nello stabilimento di Trollhättan. Non si tratterà di un’asta da capogiro, il prezzo di riserva non è stato fissato, significa che il bene va a chi offre di più, a prescindere dalla cifra in sé.

Si tratta di auto che, seppur prodotte più di un decennio fa, si equipaggiano di alcune delle tecnologie più in voga del momento. Una delle 9-3 del 2014 in vendita, rappresenta ad esempio un prototipo di motore elettrico con range extender e un’altra, sempre 9-3, prodotta nel 2018, è un veicolo di sviluppo per la guida autonoma, con Gps, Lidar e telecamere.
Ci sono poi una 9-3 costruita in Cina e una che monta 4 motori integrati in ciascuna ruota. Infine, all’asta finisce anche il suv elettrico Hengchi 5 prodotto da Evergrande. Nell’ultimo giorno di vendite, il 30 maggio, lo stabilimento di Trollhättan aprirà le porte al pubblico per offrire agli “appassionati Saab e amanti delle auto un’opportunità unica per osservare più da vicino i veicoli”.
La parabola discendente del brand svedese
Saab ha una lunga storia. Nasce in Svezia come azienda dedicata alla costruzione di aerei e già nel 1947 presentò la sua prima automobile, la Saab 92, prodotta a partire dal 1949. Nel 1989 General Motors ne acquisì il 50%, utilizzando piattaforme e motori Saab anche negli altri brand del gruppo. Nel 2007, GM finalizzò l’acquisizione, rilevando il restante 50% delle azioni.

Poi arrivarono anni di crisi e General Motors vendette l’intera Saab a Spyker, era il 2010. Due anni dopo, le finanze di Saab erano al collasso e, in questo contesto che già sapeva di fallimento, fu NEVS – National Electric Vehicle Sweden a farsi strada, prima assumendo il controllo degli asset e infine diventando proprietaria dell’intera azienda. NEVS venne poi assorbita dalla cinese Evergrande che poco dopo fallì.
Tutti i lavoratori dello storico stabilimento di Trollhättan furono licenziati. NEVS perse i diritti del nome e del logo aeronautico e, nel 2025, furono ceduti gli ultimi immobili rimasti e messi all’asta tutti i beni che ne rimanevano all’interno.
Perché Saab piace così tanto agli appassionati d’auto
La storia di Saab è lunga, ma la longevità non giustifica l’attaccamento degli appassionati di motori di tutto il mondo. Se le Saab sono così amate è per via di una filosofia automobilistica unica nel suo genere, che nasce dall’ingegneria aeronautica, da cui trae – oltre a un design iconico e riconoscibile – principi di aerodinamica e di ergonomia.
Al design si aggiungono le prestazioni: Saab fu pioniere nell’uso dei motori turbo di serie, nonché autore dell’espressione “spinta infinita”. Numerose, infine, le innovazioni apportate dal brand svedese, dal blocchetto di accensione sul tunnel centrale al sistema Night Panel.
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