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Cosa abbiamo capito dal Salone di Bruxelles 2026

Cosa abbiamo capito dal Salone di Bruxelles 2026
La kermesse che di fatto ha sostituito Ginevra, ha alzato il sipario con tante ambizioni: mai come questa edizione si percepiva una competizione molto europea anche se tutti gli occhi sono sempre più rivolti ad Oriente. Non solo auto elettriche, si rivedono (ma in misura minore) cilindri e pistoni.

IN QUESTO ARTICOLO

Le porte del Brussels Expo, con una superficie di 60.000 m², si sono aperte il 10 gennaio e lo saranno fino a domenica 18. Tra gli attriti di mercato, e le lancette delle innovazioni che corrono sempre più veloci, il Salone si conferma un palcoscenico essenziale per comprendere meglio la direzione che prenderà l’industria dell’automobile nel 2026.

Passeggiando per gli stand di questa mostra ho subito percepito che il livello di competizione a cui è arrivata l’industria dell’auto è altissimo. Inutile negare che i cinesi fanno ancora la parte del leone: le loro auto migliorano costantemente, ma soprattutto hanno un rapporto qualità-prezzo inarrivabile per la concorrenza europea. I suv sono ormai da anni gli assoluti ed indiscussi protagonisti del mercato, ed anche a Bruxelles le Case ne hanno portati in grande quantità, di tutte le dimensioni, e di tutte le potenze, mi mancano tanto le berline e le station wagon.

Gli interni invece mostrano invece un uso sempre maggiore di schermi, sempre più grandi e con sempre più funzioni al loro interno, questi non lasciano spazio alla creatività dei designer rendendo tutto molto uguale. Si tratta di una standardizzazione che ha reso gli abitacoli della auto moderne più freddi ed impersonali e soprattutto poco diversificati gli uni dagli altri.

Novità a gasolio

Il tema centrale di quest’anno è stata anche questa volta l’elettrificazione: nonostante il dietro-front dell’Unione Europea riguardo le normative sulle emissioni, le auto che guideremo domani avranno sotto il cofano una parte elettrica, piccola o grande che sia sarà una scelta del consumatore. Ma quando tutto sembra ormai scritto ecco Fiat che presenta il Qubo L che è disponibile anche con due, dico due, motori a gasolio da 100 o 130 CV.

motori fiat qubo L

Un mezzo intelligente, pratico, versatile ed economico, che si è rivelato anche uno dei più apprezzati del salone, nonostante la presenza di altri modelli ben più avveniristici e moderni alla kermesse. Il Qubo L è semplicemente un veicolo che fa bene quello per cui è stato progettato: garantisce spazio per 7 persone, ha un ampia scelta di motorizzazioni tra gasolio, benzina ed elettrico, e fa della razionalità la sua arma in più. Prezzo? Si parte da circa 22 mila euro.

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Per tutti i gusti

Opel ha portato in terra belga la nuova Astra e la sua versione elettrica, capace di oltre 450 km di autonomia WLTP, che si sono aggiornate con qualche novità dal punto di vista estetico. Tuttavia, a catturare l’attenzione degli appassionati, è stato il concept che ha fuso il concetto di reale e virtuale, la Corsa GSE Vision Gran Turismo che può essere guidata nel famoso videogioco “Gran Turismo”.

Hyundai ha scelto Bruxelles per la world premiere della Staria 100% elettrico, il veicolo multiuso pensato per la mobilità quotidiana, un modello che è stato fin dal suo lancio è stato apprezzato per il suo stile iconico e per il tantissimo spazio che offre a bordo. La Casa coreana ha portato anche le nuove versioni elettriche ad alte prestazioni della gamma N, auto che stanno riscrivendo le regole delle elettriche-sportive grazie ad un piacere di guida che nessuno è in grado di replicare, almeno per ora.

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Tra le piccole alla spina vincono a mani basse, per il loro stile e le potenzialità a livello di vendite in Italia, la Renault Twingo E-Tech e l’attesissima Kia EV2, il suv compatto pensato per la mobilità urbana con oltre 400 km di autonomia ed un prezzo d’acquisto sotto i 30 mila euro.

Non mancano gioielli di design e di performance (anche elettrici)

Alfa Romeo ha puntato sui cuori dei puristi con la Giulia Quadrifoglio Luna Rossa, una serie limitatissima e da collezione, nata dalla collaborazione di Alfa Romeo con il team Luna Rossa, simbolo di esclusività e performance. Tra i dettagli da far impallidire gli appassionati di auto c’è il doppio spoiler posteriore in carbonio che è una riproduzione dei foille di Luna Rossa che aumentano il downforce di questa Giulia.

Altri dettagli in carbonio, la colorazione dedicata, i cerchi in lega specifici dalla colorazione specifica, la tiratura limitata a soli 10 esemplari e un inserto di bordo costituito da una parte di vela della barca italiana, rendono questa sportiva davvero unica. Non cambia il motore da 2.9 litri V6 biturbo capace di 520 CV e che da trazione alle sole ruote posteriori. Tutti gli esemplari sono già stati venduti, nessuna notizia certa riguardo il prezzo d’acquisto anche se si vocifera di un costo di circa 300.000 euro.

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Bella, bellissima, per il sottoscritto è stata la Renault R5 Turbo 3E (elettrica), erede della mitica Renault 5 Maxi turbo degli anni 80″, che ha stile  modern-retrò che mi è piaciuto tantissimo. Si tratta di una vettura elettrica dalle prestazioni mozzafiato grazie ai suoi 555 cavalli, e dal costo di oltre 150.000 euro non per tutti insomma. L’abitacolo di quest’auto da in stile racing è la ciliegina sulla torta di un auto che dimostra che 40 anni fa le macchine le sapevano fare molto bene.

Gruppo Stellantis: presenza massiccia in terra Belga

Il Gruppo Stellantis non si è limitato ai singoli modelli: con 62 veicoli esposti su oltre 5.200 m², il colosso ha lanciato anche due world premiere, la nuova Opel Astra e il restyling della Peugeot 408. Il mezzo più interessante, per il sottoscritto, è stato il Fiat Tris, un Ape Piaggio rivisto in chiave moderna ed elettrica. Anche in questo caso abbiamo un ritorno al passato che dimostra come gli ingegneri che non avevano a disposizione tutta questa tecnologia, riuscivano a creare con il loro genio dei mezzi praticamente immortali, che ancora oggi restano validissimi.

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Mazda CX 6e: il suv elettrico ed elegante

Si tratta di un auto nata grazie alla collaborazione tra studi di design europei e giapponesi, ha linee slanciate con proporzioni equilibrate. Il frontale presenta la firma Mazda a forma di ala, con eleganti specchietti digitali a pinna di squalo, passaruota pronunciati, cofano scolpito, che enfatizzano l’efficienza e le prestazioni della vettura. L’auto è lunga 4.85 m con il bagagliaio che vanta una capienza di 468 litri estendibili fino a 1.434 abbassando i sedili della seconda fila, in più troviamo un frunk da 80 litri, perfetto per riporre i cavi di ricarica o un bagaglio a mano. All’interno troviamo un grande touchscreen da 26 pollici, asimmetricamente integrato nell’ampia plancia e che si estende fino alla consolle centrale e al lato passeggero, mentre un ampio head-up display sovrappone in modo intuitivo le indicazioni di navigazione direttamente sulla strada. La batteria da 78 kWh a ricarica rapida (dal 10 all’80% in 24 minuti grazie a ricariche fino a 195 kw di potenza accettata) alimenta un motore elettrico posteriore che sviluppa da 258 CV e 290 Nm di coppia immediatamente disponibile. L’autonomia arriva a 484 km di autonomia (WLTP) con una singola ricarica mentre lo scatto da 0-100 km/h viene risolto in meno di 8 secondi con una velocità massima limitata a 185 km/h. Prezzo d’attacco di poco superiore ai 44 mila euro.

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Non è stata una sorpresa invece la fortissima presenza dei brand cinesi: BYD, Xpeng con l’attesissima Berlina P7+ considerata l’anti Tesla, Leapmotor e Zeekr, che hanno annunciato progetti di espansione europea con prodotti capaci di mettere sempre più pressione ai marchi occidentali.

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